ASSALTO AL FURGONE BLINDATO, OGGI DAVANTI AL GIP GLI INTERROGATORI: BOTTINO SOLO SFIORATO DA SEI MILIONI

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Si svolgeranno nella mattinata di oggi, alle 9.30, davanti al giudice per le indagini preliminari Tea Verderosa, gli interrogatori per la convalida dei provvedimenti restrittivi emessi dalla Procura nei confronti di due uomini fermati dopo il violento attacco a un mezzo portavalori avvenuto lunedì sulla superstrada Lecce–Brindisi. I provvedimenti sono stati firmati dal pubblico ministero Alessandro Prontera.
I due sospettati sono stati intercettati e bloccati nelle aree di campagna lungo la statale 7 Ter in direzione Taranto, al termine di una vasta operazione di ricerca. Si tratta di due residenti nel Foggiano, di 39 e 62 anni, già noti alle forze dell’ordine per precedenti minori contro il patrimonio.
Nel decreto che ha autorizzato perquisizioni e sequestri, disposti nell’immediatezza dei fatti, viene contestata una lunga serie di reati: dalla rapina aggravata al tentato omicidio, fino alle accuse legate all’uso di armi da guerra ed esplosivi, resistenza a pubblico ufficiale, lesioni, ricettazione, incendio e danneggiamento. Tra le aggravanti ipotizzate anche il metodo mafioso e l’associazione criminale organizzata.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il commando avrebbe agito utilizzando tre veicoli. Tra questi un fuoristrada sul quale viaggiavano i due fermati, risultato rubato a fine gennaio nel nord della Puglia. Il mezzo è stato individuato grazie al supporto di un elicottero impegnato nelle ricognizioni dall’alto, nonostante fosse stato nascosto tra la vegetazione.
Durante l’azione sarebbero stati esplosi colpi di fucile d’assalto già lungo la carreggiata, in mezzo al traffico, dopo che il blindato e l’auto di scorta erano stati stretti in una manovra di blocco nei pressi dello svincolo di Tuturano. Le guardie giurate sarebbero state costrette a fermarsi sotto la minaccia delle armi.
L’operazione criminale, però, non è andata a segno: il sistema di sicurezza del portavalori ha attivato il dispositivo che rende inutilizzabile il denaro, liberando sostanze che hanno compromesso il contenuto. Il valore trasportato si aggirava intorno ai 5,9 milioni di euro. Determinante anche il rapido intervento delle pattuglie dell’Arma.
Per la Procura le modalità dell’assalto — pianificazione, dotazione di armi pesanti, coordinamento dei mezzi e violenza dell’azione — richiamerebbero schemi paramilitari compatibili con la criminalità organizzata foggiana, con possibili appoggi logistici nel territorio tra Brindisi e Lecce.
Le indagini sono in pieno corso. Gli inquirenti stanno analizzando contatti e movimenti dei due indagati per identificare gli altri componenti del gruppo, che sarebbe composto da circa otto persone. Si cercano anche le armi utilizzate durante l’attacco e un ulteriore veicolo che avrebbe rispettato il piano di fuga originario, forse con l’aiuto di complici locali.
Al momento restano due gli scenari considerati: parte del commando potrebbe essere riuscita a rientrare nel Foggiano evitando i posti di controllo, ma non si esclude che alcuni partecipanti siano ancora nascosti nelle zone rurali del Salento. Per questo sono stati rafforzati i rastrellamenti nelle campagne lungo la SS7ter, con l’impiego anche dei Cacciatori di Puglia. ______________
LA RICERCA nel nostro articolo del 9 febbraio scorso, con gli aggiornamenti della redazione fra i commenti ricevuti
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