USURA E MINACCE MAFIOSE A MESAGNE, LA POLIZIA DI STATO ARRESTA 40ENNE

(f.f.)__________
All’alba di oggi, la Polizia di Stato ha eseguito una misura cautelare in carcere nei confronti di un uomo di Mesagne già noto alle forze dell’ordine, su ordine del G.I.P. del Tribunale di Lecce su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia. L’uomo è accusato, insieme ad altri, di usura aggravata dall’uso del metodo mafioso.
Le indagini, coordinate dalla DDA di Lecce e portate avanti dagli agenti del Commissariato di Mesagne, hanno ricostruito un sistema di prestiti usurari attivo dal 2020 fino al giugno 2025. Secondo gli inquirenti, l’indagato – già condannato per associazione mafiosa – avrebbe sfruttato la sua reputazione criminale per imporre tassi d’interesse estremamente elevati, minacciando le vittime e citando presunti “contatti” con ambienti malavitosi.
In un caso documentato, a fronte di un prestito di 2.500 euro, sono stati richiesti interessi per oltre 20.000 euro, mentre per un’altra somma di 3.000 euro la vittima è stata costretta a restituire 24.000 euro, con tassi che superavano il 180%. Il pagamento degli interessi veniva riscosso mensilmente, anche tramite consegna di contanti nella cassetta postale dell’arrestato, e le vittime erano obbligate a firmare cambiali in bianco, rinvenute e sequestrate durante le perquisizioni.
Le indagini hanno combinato osservazioni sul campo, pedinamenti e intercettazioni ambientali e telefoniche, rivelando l’estrema spregiudicatezza dell’indagato, che definiva l’usura “un vero mestiere” e si vantava dei profitti illeciti con i familiari. Ritardi nei pagamenti erano puniti con minacce di ritorsioni, evocando interventi di esponenti della criminalità organizzata.
Al termine delle procedure di rito, l’uomo è stato trasferito nel carcere di Brindisi, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
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