MINORE VITTIMA DI ABUSI / SVILUPPI

(f.f.)_____________
Nuovi sviluppi nell’inchiesta su un grave caso di abusi ai danni di una bambina nel basso Salento. I militari dell’Arma hanno sequestrato telefoni, computer e vari supporti digitali in uso all’anziano di 70 anni, finito in manette insieme a una donna di 52 anni, madre della piccola, con accuse che comprendono violenza sessuale aggravata e gestione di materiale pedopornografico.
L’attenzione degli investigatori è ora concentrata sull’analisi approfondita dei contenuti informatici, con l’obiettivo di verificare se possano emergere ulteriori episodi o eventuali altre persone coinvolte. La Procura si appresta a nominare un consulente tecnico specializzato, incaricato di esaminare i dispositivi e ampliare gli esiti già ottenuti in una prima perizia.
Proprio da un precedente sequestro sarebbero emersi elementi rilevanti: nel telefono già analizzato, infatti, gli inquirenti avrebbero trovato centinaia di immagini scambiate tra i due indagati. Secondo l’ipotesi accusatoria, tali contenuti non solo attesterebbero le violenze sulla minore, ma indicherebbero anche un ruolo diretto della madre, ritenuta coinvolta nella realizzazione e trasmissione del materiale.
L’indagine ha avuto origine mesi fa, in seguito a un episodio separato ma collegato. Il padre di un’adolescente, accortosi dei contatti tra la figlia e il settantenne, si sarebbe recato presso l’abitazione dell’uomo, riuscendo a sottrargli un telefono poi consegnato alle forze dell’ordine. Da lì sarebbe partita l’attività investigativa che ha portato alla scoperta dei fatti.
La ragazza, secondo quanto ricostruito, sarebbe stata indotta a fidarsi dell’uomo, che si presentava come figura medica e spirituale, convincendola a inviare immagini intime con la promessa di risolvere problematiche personali attraverso pratiche non convenzionali.
Per questo filone, l’uomo è accusato anche di adescamento di minori.
Nelle prossime ore è previsto un passaggio decisivo: entrambi gli arrestati compariranno davanti al giudice per l’interrogatorio di garanzia presso il carcere di Borgo San Nicola (nella foto), assistiti dai rispettivi difensori. _________________
LA RICERCA nel nostro articolo del 24 marzo scorso
Category: Cronaca





























