PROTESTA A NARDO’ DEGLI AGRICOLTORI CONTRO IL CONSORZIO DI BONIFICA

di Graziano De Tuglie _________________
Si tiene questa mattina una manifestazione della Rete dei Movimenti per una Giustizia Sociale davanti alla sede del Consorzio di Bonifica di Nardò contro il famigerato tributo 630. Gli agricoltori sono ulteriormente inviperiti dopo che le recenti piogge si sono incaricate di dimostrare, plasticamente, quanto sostengono da sempre e cioè che il Consorzio provvede in minima parte alle sue funzioni principali che sono quelle di tenere puliti i canali e le vore.
La mancata manutenzione di canali e vore ha aggravato le condizioni del territorio già compromesso dalle pioggie torrenziali della primavera senza che neanche interventi di urgenza potessero porvi rimedio.
Basta vedere lo scempio del territorio intorno al canale dei Samari che ha provocato l’intervento del Prefetto di Lecce intervenuto a segnalere e denunciare lo stato di abbandono che ha provocato seri danni e a messo a rischio l’intera zona.
Acque stagnanti, rischio sanitario e acque stagnanti le criticità più rilevanti, ma vi è la chiusura del ponte sul canale dei Samari per rischio crollo nei giorni scorsi, che ha di fatto isolato la zona, impedendo gli spostamenti non solo ai residenti ma anche agli operatori balneari impegnati nella preparazione degli stabilimenti in vista della stagione estiva. Rischio anche di crollo per il ponte che vi insiste.
«Le forti precipitazioni riguardanti la situazione dei canali di bonifica in località Baia Verde del Comune di Gallipoli – Ha tuonato nella nota il prefetto Natalino Manno – insieme al più recente esposto riguardante lo stato di putrefazione delle acque e l’ostruzione, causata da fitta vegetazione, del Canale dei Samari, impongono l’adozione di misure non più differibili a tutela della pubblica incolumità e della salute pubblica»
Ma anche a Lecce le cose non sono andate meglio sui quattro canali della rete: Longa, Torre Chianca, Collettore Nord e Làmia sono appena 1880 metri quelli trattati dal Consorzio di Bonifica, un numero assolutamente insufficiente. Le marine, come Torre Rinalda, Spiaggiabella e San Cataldo, sembrano abbandonate a loro stesse senza la rete di protezione dei canali efficienti che le tengano al sicuro degli eventi atmosferici.
Le recenti piogge, pur eccezionali, hanno causanto gravi disagi: terreni agricoli allagati, accessi impraticabili, strade e abitazioni vicine ai canali completamente invase dall’acqua.
E sono solo due esempi.
Bene si comprende come cresca sempre di più l’insofferenza verso il tributo 630 che viene a vessare sia gli agricoltori che i cittadini che hanno le abitazioni nei circondari che ad esse sono assoggettati.































Perché deve sempre andare così?
Una cosa spregevole …speriamo cambi qualcosa