IL GROSSO OBIETTIVO DI ‘ACQUE DEL SUD’

di Graziano De Tuglie ________________
Esiste un’Ente fondato da poco che sta già buoni risultati nel settore dell’approvvigionamento idrico che è fondamentale per la Puglia; stiamo parlando d “Acque del Sud”.
Acque del Sud nasce per porre rimedio al disastro di Eipli (il precedente Ente irrigazione): un carrozzone fondato nel 1947 e commissariato già dal 1979 con 180 milioni di debiti, bollette e stipendi non pagati, immobili pignorati. Il governo Meloni, e il ministro Lollobrigida, hanno capito che bisognava creare una struttura diversa, nuova, più performante che salvasse il patrimonio i di dighe costruite con la Cassa del Mezzogiorno ed hanno dato il via ad Acque del Sud.
L’ente è partito con 5 milioni di euro trovandosi a gestire un patrimonio infrastrutturale di un miliardo. Il via è stato a gennaio 2024, da allora il bilancio è in attivo. Arrivando a generare 3-4 milioni di utile ogni anno e stabilizzando 60 dipendenti e assumendone altri 60.
Ci sono circa 65 milioni di stanziamenti già sul campo: si sta rifacendo il manto di Monte Cotugno: con 15 milioni si punta a recuperare 150 milioni di metri cubi d’acqua. Si sta lavorando sull’invaso del Pertusillo per altri 15 e ristrutturando per 30 milioni le traverse, cioè le infrastrutture che smistano l’acqua verso la diga. Dopo di che ci sono altri dieci in coda legati alla digitalizzazione dei processi di gestione. Si sono ancora candidati altri 330-340 milioni di investimenti. Ne servirebbero 650-670 ma l’ente si rende conto delle difficoltà del governo a reperire fondi con tale intensità.
La società ha per oggetto sociale:
a)la progettazione, l’esecuzione e la gestione delle opere idrauliche relative ai bacini interregionali, compresi i serbatoi ed i laghi artificiali, al loro esercizio ed alla loro manutenzione se non attribuiti ad altro soggetto, nonché la manutenzione delle grandi opere idrauliche presenti sui territori delle regioni italiane ed in particolare Puglia, Basilicata, Campania e Calabria, nonché delle altre regioni interessate allo sviluppo delle risorse idriche dei propri territori;
b)la fornitura all’ingrosso di acqua (risorsi idrica) non trattata, per usi potabili, irrigui e industriali;
c)lo sfruttamento delle infrastrutture idriche per la produzione di energia elettrica;
d)le attività di studi, ricerche e di progettazione connesse con le funzioni ad essa attribuite;
e)gli studi e ricerche, anche sperimentali, per il reperimento la raccolta e l’utilizzazione di risorse idriche;
f)l’elaborazione di interventi organici a carattere interregionale, finalizzati, unitariamente, alla conservazione dell’equilibrio idrogeologico;
g)la realizzazione, manutenzione e l’esercizio di opere pubbliche irrigue e di bonifica idraulica.
Oltre un miliardo di metri cubi d’acqua entro il 2030 per reggere le sfide del futuro è l’obiettivo cui tende Acque del Sud, è un traguardo ambizioso ma realizzabile quando si agisce con l’intenzione di non essere il solito carrozzone statale ma una performante realtà che punta ad una gestione dinamica dell’approvvigionamento idrico.
Non solo la crisi idrica e il cambiamento climatico. A chiedere acqua è innanzitutto lo sviluppo economico della Puglia e del Sud: agricoltura, turismo, industria e data center.
«È una battaglia che si può vincere ma ci vogliono programmazione e concretezza» spiega Luigi Decollanz, presidente di Acque del Sud.


























