PIANO CITY LECCE TORNA CON UNA NUOVA EDIZIONE DAL 10 AL 13 SETTEMBRE: CASADILEGO, SHAI MAESTRO, DAVID CHALMIN E LE SORELLE LABEQUE NEI CHIOSTRI E NELLE CHIESE DELLA CITTA’

| 26 Agosto 2026 | 0 Comments

di Mirko Gentile _________________

Katia e Marielle Labèque (nella foto) hanno suonato con i Berliner Philharmoniker e con la Filarmonica di Vienna. Il 13 settembre suonano a Lecce, al Malcandrino, con un programma che va da Philip Glass e Debussy fino a Leonard Bernstein e Nina Simone.

Il biglietto costa zero.

È il caso di scriverlo subito, perché rende ancora più straordinario il lavoro di Piano City Lecce, che torna dal 10 al 13 settembre con quattro serate tutte alle 21.30, e tutte in luoghi che varrebbero, da soli, la serata.

Giovedì 10, al Chiostro degli Agostiniani, apre Casadilego: polistrumentista e una delle voci più riconoscibili in circolazione, arrivata qui dopo X Factor, un duetto con Ed Sheeran e il lavoro con Manuel Agnelli, con il suo primo album “Silenzio (tutto di me)”. Venerdì 11, al Chiostro dei Teatini, tocca a Shai Maestro, fra i pianisti jazz più acclamati della sua generazione, che tiene insieme jazz contemporaneo, classica e le sonorità della propria terra. Sabato 12, nella Chiesa di Sant’Elisabetta, il compositore e produttore francese David Chalmin porta “Le Cercle Invisible”, definita una scultura sonora vivente. In una chiesa, promette parecchio. Domenica 13 chiudono le Labèque.

Attorno ai quattro nomi grossi c’è tutto il resto, che è poi la ragione per cui questo festival non somiglia a una rassegna. City concert, street concert e soprattutto house concert, pianisti che suonano in case private davanti a qualche decina di persone, perché qualcuno ha ancora il coraggio di aprire casa a degli sconosciuti. Il format è nato a Berlino da un’idea del pianista Andreas Kern, ha attraversato le principali capitali europee ed è sbarcato a Lecce nel 2021. Sul cartellone, accanto ai professionisti, ci sono studenti e amatori, cosa che ne fa un festival dichiaratamente senza gerarchie.

Resta il prezzo, sul quale mi concedo ancora due note di merito. Un ingresso gratuito non significa che non costi niente a nessuno. Significa che l’ha pagato qualcun altro. In questo caso Piano City Lecce APS, un’associazione di promozione sociale, insieme ai partner pubblici e privati che ha convinto uno per uno. Dietro quattro serate come queste ci sono permessi, agibilità, ospitalità da trovare, e persone che non si risparmiano. È un dettaglio che non si dovrebbe sottolineare nei comunicati, ma credo dica tanto del festival.

Il programma completo, con tutti gli appuntamenti diffusi in città, sarà online dal 3 settembre su pianocitylecce.com e su eventbrite.it. Per alcuni luoghi, vista la capienza limitata, la prenotazione è necessaria. Sempre gratuita, ma necessaria. Non riducetevi all’ultimo.

Category: Cultura, Eventi

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