UNA CITTA’ PER CANTARE. LA ‘CONFERITE’ DI CITTADINANZE ONORARIE DEL SINDACO – E ASSESSORE ALLA CULTURA – DELLA CITTA’ DI LECCE ADRIANA POLI BORTONE

| 27 Agosto 2026 | 0 Comments

di Giuseppe Puppo _________________

Dicono, quelli che la frequentano, che le piaccia la musica leggera e fin qui tutto bene, anzi, lo ascriviamo a merito suo, perchè la musica, di qualunque tipo essa sia, nobilita anche chi la ascolta. Due estati fa, in piena campagna elettorale, si mise pure a fare la disc-jockey in spiaggia, e a ballare, per l’entusiasmo dei suoi sostenitori, “Tu sei l’unica donna per me”, indimenticabile brano di quell’altra calda estate 1979, di Alan Sorrenti. E fin qui, ancora meglio: indice di salutare, giovanile, contagioso entusiasmo vitalistico.

Ma da quando è ridiventata sindaco, una strana mania ha preso Adriana Poli Bortone: conferire cittadinanze onorarie di Lecce a personaggi della musica leggera italiana.

Negli ultimi giorni, date, o annunciate – perché tecnicamente la decisione dovrebbe essere del consiglio comunale, non del primo cittadino – a Mogol, e ad Alessandra Amoroso.

Ah, dimenticavo il sigillo della Città di Lecce assegnato a Claudio Baglioni nel mese di novembre scorso.

Ora l’istituzione della cittadinanza onoraria è in teoria un riconoscimento concesso da un comune a una persona che si sia distinta per particolari meriti, per legami speciali con la comunità o per aver reso particolari servizi alla città.

Possiamo capire in generale il valore storico – artistico di un paroliere come Mogol, anche se avulso dal contesto cittadino: di lui a tal proposito sono attestati al massimo alcuni soggiorni estivi tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Settanta, quando insieme a Lucio Battisti acquistò una villa col mare davanti a Torre Squillace, in contrada Scianuli, nei pressi di sant’ Isidoro: la dotarono di sala di registrazione e per alcuni anni la usarono quale loro ‘buen ritiro’ ispiratore, in cui nacquero alcune delle loro celeberrime canzoni. Tutto qui… E stiamo parlando quindi del territorio neretino: strano che ad una cittadinanza onoraria non abbia pensato prima di lei un campione del protagonismo d’improvvisazione elevata dalla politica allo spettacolo come il sindaco di Nardò Pippi Mellone…

Passi pure per Claudio Baglioni, cantore degli amori in cui esercitammo l’educazione sentimentale della nostra passata gioventù, eh va beh, ci può stare, incredibili romantici, facciamocelo stare, pur senza altro titolo di merito specifico, a parte qulche concerto tenuto a Lecce, come in tutta Italia del resto, in vecchie e nuove occasioni.

Non riusciamo a capire invece i meriti particolari, al di là della sua straordinaria carriera creata e generata dal formidabile sistema di potere Mediaset, che, da almeno due decenni, determina in maniera totalitaria il successo nella musica leggera italiana, di Alessandra Amoroso, che poi, se pur anagraficamente nata a Galatina, è leccese d’adozione e di residenza, quindi la cittadinanza onoraria suona come una tautologia.

Ma tant’è e amen.

Qui non vogliamo discutere i gusti musicali ed i poteri del sindaco.

Qui non vogliamo discutere nemmeno l’assodato valore che ha la musica leggera cosidetta appunto pop può avere in termini di cultura popolare.

Il problema è però anche legato al fatto che Adriana Poli Bortone, oltre che ad essere sindaco, è anche assessore alla Cultura.

Che valore culturale hanno simili, estemporanee iniziative? A fronte della disertificazione mantenuta anche da questa amministrazione, che vive di continuità con l’amministrazione precedente tanto vituperata, anche e soprattutto in temi di promozione culturale.

In due anni abbiamo assistito ad un accodarsi pedissequamente ai carrozzoni del Festival della Taranta, del Teatro Pubblico Pugliese, del Festival del Cinema Europeo, e così via con relativi contributi pubblici abbondantemente dati ad ognuno di essi.

In due anni NON abbiamo assistito a nessuna iniziativa originale, autonoma, indipendente. Se proprio vogliamo fare un’eccezione – e la facciamo senza entrare nel merito della fattispecie – tranne ‘Armonie del Mediterraneo Festival’, che era comunque in co-produzione con l’ Agenzia per il Patrimonio Culturale Euromediterraneo, un’organizzazione di cui è presidente fin dalla fondazione la stessa Adriana Poli Bortone. 

Per il resto, mai un’idea originale, una trovata politica, un’inziativa sociale, di valore, di valore assoluto e di valore per il territorio, capaci di suscitare interesse e muovere le acque del conformismo.

Per il resto, tutto fatto da altri, enti pubblici e privati che siano, che comunque agiscono per il proprio tornaconto, buoni solo a chiedere soldi al Comune di Lecce, senza che esso abbia mai avuto non dico da organizzare, ma nemmno da eccepire, meno che meno da decidere, ammesso che ci sia stata da parte sua la capacità, o la voglia, di valutare.

Troppo impegnati in lavori pubblici che non finiscono mai, in appalti di nuovi, in abbattimenti e amputazioni di alberi.

Questo è quanto. Ed è per questi motivi che concerti e concertini, cittadinanze onorarie e sigili d’oro, d’argento e di bronzo suonano come distrazioni di comunicazione di massa, a coprire il vuoto pneumatico e il silenzio assordante in cui la Cultura è stata ridotta a Lecce.

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Category: Costume e società, Cronaca, Cultura, Eventi, Politica

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