I VECCHI LIBRI NON MUOIONO MAI / TRISTEZZA E IRONIA DI BRUNELLA

di Raffaele Polo ________________
Accompagnavo la mamma dalla pettinatrice. E, allora come oggi, vi erano a disposizione degli astanti riviste squisitamente femminili che si occupavano di moda e cronaca rosa (allora il temine ‘gossip’ non era stato ancora inventato…). Io preferivo ‘Annabella’ e andavo subito a cercare la rubrica ‘Ditelo a Brunella’ che era sempre piena di buon senso e humour, tanto da piacere anche ad un adolescente maschio.
Col tempo, ho scoperto che, in realtà, quella ‘Brunella’ altri non era che Bianca Robecchi, giornalista e scrittrice. E mi è capitato di leggere alcuni suoi libri, tra cui ‘Una donna e altri animali’ pubblicato nel 1978, poco prima della sua prematura scomparsa.
Brunella era sempre lei, una vita ingarbugliata ma affascinante, a gestire una famiglia con i problemi di tutti i giorni, proprio come nella sua ultra ventennale rubrica. Ma nei romanzi, a più ampio respiro, emegono chiaramente le sue doti di affabulatrice e di intelligente narratrice,in un misto di romanticismo intelligente e satirico che, del resto, può sintetizzarsi in quello che ella stessa dichiarava essere il suo epitaffio: Mettete le mie ceneri/sotto il mio gelsomino/ e scrivete sull’urna/viaggiò tutta la vita attorno al tavolo (senza peraltro combinare un cavolo)’.
In questo godibilissimo libro c’è molta tristezza ma anche molta ironia, come sempre. Ai racconti del presente si sovrappongono quelli della sua famiglia di origine, dei genitori e dei fratelli morti giovanissimi. Brunella ripercorre anche la storia degli animali domestici che hanno accompagnato le stagioni della sua vita, in un racconto dai toni leggeri ma estremamente commovente, da leggere tutto d’un fiato con una scatola maxi di fazzoletti a portata di mano.
Che volete, nel secolo scorso era così, i libri facevano commuovere e ti lasciavano qualcosa dentro.
Anche oggi, per carità.
Non sempre.
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( 20 – continua )
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