Alleanza Sindacale della Polizia Penitenziaria DENUNCIA I PROBLEMI DELL’ISTITUTO PER MINORENNI E LA “situazione drammatica” DEL CARCERE DI BORGO SAN NICOLA

| 20 Settembre 2026 | 0 Comments

Riceviamo e volentieri pubblichiamo. Alleanza Sindacale Polizia Penitenziaria ci manda il seguente comunicato ______________

Emergenza al Polo Penitenziario di Lecce: la delegazione AL.Si.P.Pe visita l’I.P.M. e la Casa Circondariale. “Personale stremato e sicurezza a rischio in entrambi i plessi. Urgono interventi strutturali e di organico.”

Lecce, 19 settembre 2026 – In data 18 settembre 2026, una delegazione dell’Organizzazione Sindacale AL.Si.P.Pe. (Alleanza Sindacale Polizia Penitenziaria), guidata dal Segretario Generale Sig. Alessandro Belfiore e composta dal Segretario Regionale Dott. Roger Durante, dal Segretario Provinciale Sig. Fabio Nicoletti e dai Segretari Locali Sig. Luigi Montinaro e Sig. Davide Capasa, ha effettuato un’articolata e approfondita visita sui luoghi di lavoro presso l’Istituto Penale per Minorenni (I.P.M.) e la Casa Circondariale di Lecce.

L’obiettivo della visita è stato quello di verificare le reali condizioni di lavoro del personale di Polizia Penitenziaria, l’adeguatezza dei livelli di ordine e sicurezza e, più in generale, le modalità di esecuzione penale cui il Corpo è quotidianamente chiamato a rispondere.

L’I.P.M.: UN ISTITUTO APERTO IN FRETTA E FURIA CHE SI REGGE SUL SACRIFICIO DEL PERSONALE DI POLIZIA PENITENZIARIA

Presso l’I.P.M., la delegazione è stata accolta dalla Direzione e dal Comando, ai quali, unitamente a tutto il personale in servizio, rivolgiamo un encomio formale. Grazie alla loro abnegazione è stato possibile mettere a punto e far funzionare un istituto che, per esclusivo volere del Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità (DGMC), è stato aperto “in tutta fretta”, consegnando alla Polizia Penitenziaria una struttura con settori ancora cantierizzati. Le carenze sono palesi e minano le fondamenta stesse della vocazione minorile: mancano i campi da calcio e, fatto gravissimo, le strutture per la fruizione delle visite prolungate, una peculiarità imprescindibile del settore minorile prevista dall’art. 19 del D.Lgs. n. 121/2018 a tutela dei legami affettivi.

Sul fronte della sicurezza abbiamo riscontrato l’assenza di una Block House (seppur garantita di prossima realizzazione), criticità nel settore armerie del plesso C.P.A., la necessità di pellicole oscuranti in portineria/sala regia a tutela della riservatezza, la mancata automatizzazione di alcuni cancelli e l’assenza di un box agenti nei cortili passeggi per la sicurezza del personale e proteggerlo dalle intemperie.

Problematico anche l’accesso ai locali infermeria con l’uso di lettighe. Il dato più allarmante, tuttavia, resta la carenza di organico in tutti i ruoli (Ispettori, Sovrintendenti, Agenti/Assistenti). La dislocazione su due plessi non attigui, sia pure a breve distanza (IPM e CPA), assorbe un numero enorme di unità. In un turno notturno con esigue unità di personale di polizia penitenziaria, l’eventualità di un invio urgente in ospedale (ex art. 17, comma 8, DPR 230/2000) o l’ingresso di un minore al CPA, farebbe saltare ogni standard di sicurezza. E la prospettata imminente apertura della seconda sezione rischia di trasformare le attuali difficoltà in un vero e proprio disastro gestionale, con l’impossibilità di garantire la copertura dei posti di servizio, per non parlare della turnazione su 4 quadranti.

LA CASA CIRCONDARIALE: DIALOGO COSTRUTTIVO, MA SITUAZIONE STRUTTURALE E OPERATIVA DRAMMATICA

La visita è poi proseguita presso la Casa Circondariale di Lecce, dove la delegazione è stata ricevuta dal Direttore dell’Istituto. Con la Direzione si è instaurato un proficuo e leale dialogo, finalizzato a riconoscere oggettivamente le gravi criticità in atto e a porvi rimedio attraverso una sinergia istituzionale ai vari livelli.

La situazione all’interno della Casa Circondariale è, senza mezzi termini, drammatica. La cronica e devastante carenza di personale di Polizia Penitenziaria costringe la Direzione e il Comando a sacrificare sistematicamente posti di servizio strategici pur di garantire la copertura minima delle sezioni detentive. Tali sezioni vengono accorpate persino durante i turni diurni, una prassi inaccettabile che si estende fino al delicatissimo reparto di Alta Sicurezza (A.S.).

Per non parlare della risicatissima vigilanza ai cortili passeggi! Il poco personale presente è apparso letteralmente stremato. A peggiorare il quadro contribuisce una conformazione strutturale obsoleta e disfunzionale: le “sezioni ad H”, sviluppate su più livelli, ostacolano enormemente il lavoro di osservazione e controllo, annullando di fatto i livelli di sicurezza generale sia per il singolo operatore che per l’intera struttura e la comunità.

A ciò si somma un sovraffollamento ormai fuori controllo, che ingessa irrimediabilmente l’azione di tutto il personale (sanitario, pedagogico e di sicurezza). La mancanza fisica di spazi impedisce la corretta attuazione dei circuiti penitenziari (ex art. 14 dell’Ordinamento Penitenziario), generando una deleteria promiscuità tra la popolazione detenuta. In questo contesto di sovraffollamento e carenza strutturale, diventa materialmente impossibile persino dare attuazione al meccanismo sanzionatorio e disciplinare previsto dagli artt. 38 e 39 dell’O.P. e dall’art. 77 del D.P.R. 230/2000. Il collasso del sistema rende vana la funzione rieducativa della pena sancita dall’art. 27 della Costituzione e calpesta quotidianamente i diritti e la dignità lavorativa del personale di Polizia Penitenziaria.

LE PROPOSTE DI AL.SI.P.P.E AI VERTICI ISTITUZIONALI

Alla luce di quanto rilevato, questa Organizzazione Sindacale non può limitarsi alla sola denuncia, ma avanza richieste chiare e inequivocabili ai competenti livelli istituzionali (D.A.P., D.G.M.C. e Provveditorato Regionale): Integrazione immediata degli organici in entrambe le strutture del Polo: Per l’IPM si richiede l’invio immediato di almeno 10 Agenti/Assistenti, 4 Sovrintendenti e 4 Ispettori in più.

Per la Casa Circondariale è indispensabile un piano di assegnazione straordinario per ripianare il turn-over e le assenze a vario titolo, al fine di porre fine agli “accorpamenti” in Alta Sicurezza e non solo. Sospensione dell’apertura della seconda sezione I.P.M.: Subordinare qualsiasi ampliamento recettivo alla preventiva assegnazione del personale necessario.

Piano di deflazionamento per la Casa Circondariale: Intervento urgente del Provveditorato Regionale (PRAP) per sfollare l’esubero di detenuti, ripristinando la legalità degli spazi e permettendo la corretta separazione dei circuiti (ex art. 14 O.P.), nonché il recupero di spazi per l’isolamento disciplinare. Interventi strutturali urgenti: Istituzione di tavoli tecnici per il completamento cantieri I.P.M. (Block house, box cortili, accessibilità) e l’ammodernamento dei sistemi di sorveglianza per sopperire alle fallaci geometrie delle “sezioni ad H” della Casa Circondariale.

CONCLUSIONI

Il Polo Penitenziario di Lecce, nel suo duplice volto per adulti e minori, rappresenta oggi una polveriera in cui la tenuta dello Stato è garantita esclusivamente dall’incredibile spirito di sacrificio dei poliziotti penitenziari.

Tuttavia, la resilienza del personale è arrivata al limite.

AL.Si.P.Pe. rinnova il proprio ringraziamento alle Direzioni Locali per l’impegno profuso sul campo e il dialogo avviato, ma richiama con forza i vertici dipartimentali (DAP e DGMC) e il Ministero della Giustizia alle proprie responsabilità. Lo Stato non può chiedere sicurezza se non mette i propri servitori nelle condizioni di garantirla in primis a sé stessi.

Il Segretario Regionale AL.Si.P.Pe. Dott. Roger DURANTE

Category: Cronaca, Riceviamo e volentieri pubblichiamo

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