DOPO TRE SETTIMANE MANCANO ANCORA I RISULTATI DELLE ANALISI SUGLI EFFETTI DELL’INCENDIO ALL’ECOCENTRO DI LEQUILE: TANTE LEGITTIME DOMANDE SONO RIMASTE SENZA RISPOSTA

| 21 Settembre 2026 | 0 Comments

Riceviamo e volentieri pubblichiamo. Il Comitato Prevenzione Incendi Salento ci manda il seguente comunicato (l’ Arpa è l’agenzia per la protezione ambientale della Regione Puglia) ______________

Attesa la fumata bianca di Arpa.

Sono trascorsi ben venti giorni dal disastroso incendio dell’impianto Ecotecnica di Lequile. Un tragico incidente con segni ancora evidenti ogni volta che si percorre la SS101, terra nera, scheletri arborei e le carcasse delle coperture stazionano di fronte ai nostri occhi. Un incidente che ha segnato le vite delle comunità locali, traumatizzato gli abitanti e condizionato un’economia agrosilvopastorale già incerta per il caro carburante, adesso, più di prima, si brancola nell’incertezza.

Attendiamo ancora una prima indicazione di ARPA sulla quantità di diossine emesse nell’aria dalla combustione di materiali plastici e non solo, nonostante si tratti di un dato di particolare rilevanza per la tutela della salute pubblica, i giorni passano.

Misure urgenti e provvisorie sono state emesse dalle amministrazioni locali a seguito degli incontri convocati in Prefettura nelle ore successive, provvedimenti di cautela per il consumo degli alimenti potenzialmente contaminati su indicazione Asl per un raggio di 1 chilometro dal sito e ancora l’allerta estesa a ben 10 comuni limitrofi.

L’assenza di Arpa non passa inosservata, le rilevazioni sono essenziali per sbloccare un territorio e rasserenare gli animi.


Quali sono state le ricadute e in che direzione? Sulla base di quali dati vengono emessi questi bollettini?

Un ricercatore ha stimato il campo di vento durante l’evento sulla base dei dati delle stazioni meteorologiche della Protezione Civile Puglia e dei radiosondaggi dell’aeroporto di Galatina, considerando le principali variabili meteorologiche, tra cui direzione e velocità del vento a differenti quote, dati utili agli elaborati.

La pericolosità dei fumi può presuntivamente ipotizzarsi sulla base di qualità e caratteristiche del materiale bruciato, abbiamo idea di cosa vi fosse stoccato?


Un altro aspetto rilevante riguarda la fase successiva allo spegnimento, le acque condizionate dalle sostanze combuste sono state raccolte nel sistema di filtraggio o disperse nei terreni e quindi sono state considerate ulteriori analisi?

Sin dal primo momento era importante valutare e far conoscere, la tipologia  e quantità delle plastiche effettivamente presenti e bruciate, dato rilevante per prevedere gli inquinanti emessi e le possibili aree di deposizione, per i campionamenti e le relative analisi.

E’ importante conoscere tempestivamente se e quali aree risultino inquinate, le prime piogge stanno provvedendo al dilavamento delle superfici e delle piante, ma il terreno resta esposto e gli eventuali contaminanti che possono raggiungere la falda.

Conoscere questi dati serve per evitare che le misure adottate precauzionalmente siano inadeguate per difetto o per eccesso, chiediamo che tutte le autorità preposte sollecitino una chiara, completa e tempestiva comunicazione dei dati da parte di ARPA a tutela di ambiente e salute pubblica.

Category: Cronaca, Politica

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