IL DISCORSO DI FINE ANNO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA / GIORGIO NAPOLITANO SI CONSEGNI AL PIU’ PRESTO AL GIUDIZIO DEGLI STORICI

| 1 Gennaio 2015 | 0 Comments

(g.p.)______Un discorso di fine anno e – forse, perché era già successo una volta, e si vive sempre due volte – di fine mandato, deludentissimo.

Poiché lavoriamo con le parole, ne abbiamo un gran rispetto: bene, mai come in questo caso ci va qualificativo e superlativo assoluto.

Sicuramente perché siamo da cittadini osservanti delle leggi, fra cui c’è quella di vilipendio al presidente della repubblica, omettiamo altre aggettivazioni, che potrebbero configurarla.

Ma criticare si può, e meno male!

Un discorso banale, scontato, grigio, ipocriticamente auto-assolutorio, auto-giustificatorio e auto-consolatorio. Senza novità, ché dell’ annunciate dimissioni tutti sapevano da mesi.

In più, avesse almeno fornito una data: niente, troppo complicato? Presto non basta, presto è troppo tardi, e poi le dimissioni non si annunciano, si danno e basta.

E poi, se uno di deve dimettere, si dimette senza penare al futuro che verrà, per cui invece il presidente si è preoccupato di condannare chi vuole modificarlo in maniera radicale, come è necessario, per esempio uscendo concretamente dall’ euro, o chi si permette di manifestare perplessità sulle scelte della Comunità Europea che ci sta riducendo alla miseria; mentre ha incoraggiato le “riforme” bugiarde, ipocrite e deleterie che il suo pupillo attuale sta mettendo in atto, una dopo l’altra sempre peggiori.

Infine, non si giudica da solo, autoassolvendosi e lodandosi, come ha fatto lui, che invece delle ultime tristi vicende, anche a livello istituzionale, non è stato arbitro, bensì protagonista, in diretto ossequio alla troika finanziaria, da Mario Monti, a Enrico Letta, fino a Matteo Renzi, a volte ai limiti e ai confini – comunque in maniera sconcertante – delle prerogative e degli obblighi presidenziali.

Saranno gli storici che si pronunceranno sui tanti buchi neri del due mandati e sull’intera biografia di Giorgio Napolitano. Così, per dire dei maggiori, e scusate se è poco, la presunta trattativa Stato – mafia. Le responsabili oggettive sul degrado ambientale a Taranto e nella Terra dei Fuochi. L’intervento per la fine dell’ ultimo governo – Berlusconi (che comunque poi l’ha rivotato una seconda volta: e un motivo ci sarà! Si fa peccato a sospettare che non sia legato a schizofrenia politica, ma a precisi interessi personali in qualche modo garantiti?). Gli interventi bellici dell’ Italia all’estero.

Al narratore di quello che succede, nel bene, nel male, un’ ultima considerazione, di cronaca.

In televisione si comunica più con le immagini, che con le parole; più con i significanti, che con i significati.

Questa notte il presidente della Repubblica italiana ha dato un’immagine dimessa, rassegnata, livida, stanca e impotente del popolo che rappresenta, incapace pure di pensare in grande, di volare alto, di uscire dalla retorica dei luoghi comuni, di aprirsi a nuove energie, di alimentare la speranza, di suscitare entusiasmo.

Per questo è giusto che se ne vada, al più presto, e si consegni al giudizio della Storia crocianamente giustificatrice e non giustiziera. Per quanto da giustificare su di lui ci sia ben poco.

 

 

 

Category: Costume e società

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