L’ ASSOCIAZIONE LEA RISPONDE AL CONVEGNO DI ALLEANZA CATTOLICA DI SABATO 7: “Non facciamo la guerra a nessuno, vogliamo soltanto diritti uguali per tutti”

| 6 Febbraio 2015 | 1 Comment

RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO_____L’Associazione “LeA-Liberamente e Apertamente” ci scrive:

“Sabato 7 febbraio alle ore 19, nei locali della parrocchia di San Giovanni Battista in via Novara a Lecce (nella foto, n.d.r.), il movimento Alleanza Cattolica terrà un incontro dal titolo “”Guerra alla famiglia naturale: ideologia del gender, unioni civili, matrimoni omosessuali”.

Il movimento si è già fatto promotore nella nostra città lo scorso febbraio della conferenza “Quale futuro per la famiglia. Tra ideologia del gender, unioni civili e legge omofoba” e lo scorso maggio della veglia delle Sentinelle in piedi.

A livello nazionale, lo stesso movimento, col supporto di Fondazione Tempi,Obiettivo Chaire,Nonni 2.0, ha organizzato il 17 gennaio di quest’anno a Milano l’ incontro “Difendere la famiglia per difendere la comunità”, che vedeva tra gli altri relatori Mario Adinolfi, Massimo Introvigne,Padre Maurizio Botta.

L’incontro di sabato 7 a Lecce risponde all’invito di Marco Invernizzi di Alleanza Cattolica, di “costruire una rete per la promozione della famiglia nella società, moltiplicare le occasioni d’incontro, stare uniti su questi principi non cedendo alle lusinghe del protagonismo a tutti i costi. Mostrare a tutti che se domani il Parlamento decidesse di approvare le unioni civili incontrerebbe il dissenso di una parte importante della società.”

La presunta minaccia alla famiglia, difesa da Alleanza Cattolica e dai movimenti collegati, consisterebbe nella pluralità delle realtà affettive, familiari e personali, ponendosi in netto contrasto con l’unico modello di famiglia accettata da Alleanza Cattolica.

Le unioni civili e il matrimonio omosessuale non mirano a danneggiare in alcun modo la famiglia eterosessuale.

Riteniamo che questo tipo di iniziative in una società democratica, laica e progredita siano lesive della dignità di tutte le persone, non solo omosessuali, in quanto sono occasione di incitamento all’odio, scorretta informazione e diffusione di un clima di terrore psicologico legato alle tematiche che riguardano le persone lgbt.

Per questo motivo, l’associazione “LeA-Liberamente e Apertamente”, col supporto di altre realtà associative e non, realizzerà il presidio “Ma quale guerra? Chiediamo solo uguali diritti per tutti” presso il parco di Via Carrara (zona 167/b), alle spalle della parrocchia di San Giovanni Battista di Lecce, in concomitanza della conferenza, con l’obiettivo di creare un momento di riflessione, fare corretta informazione e dialogare con la cittadinanza.

Ad oggi le realtà che aderiscono al presidio organizzato da “LeA-Liberamente e Apertamente” e che ne condividono gli intenti sono: Agedo Lecce, Ergot Officine, Rete Antirazzista, SEYF, DNAdonna, Arci Lecce, Circolo Arci Zei, Fermenti Lattici, DifferenteMente, Democrazia Atea, Alternativa Comunista”

 

 

 

 

 

 

Category: Riceviamo e volentieri pubblichiamo

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Comments (1)

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  1. LeA-Liberamente - AGGIORNAMENTO ha detto:

    “Come previsto e prescritto dalla Questura di Lecce, il presidio si è svolto,a partire dalle 18,30, nel parco adiacente la scuola Stomeo Zimbalo in via Carrara, alle spalle del complesso della parrocchia in cui in concomitanza si svolgeva il convegno.
    Le persone che hanno preso parte al presidio -più o meno una quarantina, nel momento di massima affluenza- si sono attenute alle disposizioni della Questura. Con dispiacere però è stato riscontrato da parte dei rappresentanti di Alleanza Cattolica Puglia un atteggiamento poco aperto al dialogo e al confronto.
    La mattina del convegno, infatti, è stata inviata da parte di alcuni degli organizzatori del presidio una richiesta formale di intervento a fine convegno con l’obiettivo di spiegare le ragioni del presidio, richiesta alla quale non è stata data risposta.
    Inoltre, nonostante il convegno fosse stato presentato nei comunicati come aperto a tutti, ad alcune persone è stato vietato l’accesso alla sala parrocchiale perché “prive di invito”. É stata inoltre disposta la ripresa video di alcune di esse, probabilmente non regolare, ma sicuramente intimidatoria.
    Tra le persone alle quali è stato negato l’accesso, alcune avevano preso parte al presidio, altre hanno preso parte allo stesso dopo che è stato loro impedito di accedere alla sala parrocchiale. In entrambi i casi, riteniamo che un comportamento del genere sia ai limiti dell’ incostituzionalità, in quanto non si può negare la partecipazione ad un evento pubblico; sebbene la prescrizione della Questura prevedesse che il presidio si dovesse svolgere a debita distanza dalla parrocchia San Giovanni Battista e sebbene alcuni ai quali è stato negato l’accesso fossero dei manifestanti, ciò non toglie che questi non potessero esprimere la loro volontà di abbandonare il presidio per partecipare al convegno di Alleanza Cattolica (quindi venendo meno al loro ruolo di manifestanti e non avendo con sé alcun oggetto -cartellone,palloncino, striscione- che potesse disturbare il relatore o distrarre il pubblico presente).
    Non avendo avuto modo e possibilità di confronto, ci premureremo di promuovere un confronto pubblico,avendo cura di invitare gli esponenti di Alleanza Cattolica, in cui tutti possano spiegare le proprie ragioni e rivendicazioni”.

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