L’ADOC VORREBBE REINTRODURRE LA CENSURA PER LA MUTANDA.

| 4 Settembre 2015 | 3 Comments

(ndr)___Al centro della foto, il manifesto per il quale viene chiesta la censura, ai lati, due immagini  di nudo presenti nella Cappella Sistina______
Riceviamo e volentieri pubblichiamo, ma come sempre ci riserviamo il diritto di dire la nostra.

Siamo all’ennesima ipocrita presa di posizione, tesa a limitare l’utilizzo degli impianti per affissione diretta, che se è grave quando a farlo sono i politici, sempre alla ricerca di pubblicità a buon mercato, quando non sono portatori di inconfessabili interessi, è ancora più grave quando a farlo sono rappresentanti di associazioni che dicono di voler salvaguardare gli interessi dei consumatori.
Ma veramente possiamo affermare che oggi ci possa essere qualcuno, adulto o minore, uomo o donna che si possa scandalizzare della foto di un fondoschiena, ma stiamo scherzando?
Quali interessi si nascondono dietro? Come mai ad essere presi di mira sono sempre gli impianti delle aziende private leccesi? Chi ha sollecitato quest’associazione di consumatori in questo momento in cui si sta preparando il Piano di Pubblicità per il prossimo triennio?
Come mai quest’associazione non vede l’abusivismo imperante in città e sulle strade di competenza del Comune delle Provincia e dell’Anas.Come mai quest’associazione di consumatori non si è accorta del degrado in cui la città di Lecce versa a causa delle plance della Dogre , ossia quelle del Comune?
Tutte domande che meriterebbero risposte.
Risposte che non avremo mentre invece quest’interventi serviranno a colpire ancora una volta le aziende che pagano per poter fare un’affissione come quella nella foto 1300 euro l’anno al Comune di Lecce.
Se l’ avvocato Presicce  ha veramente voglia di intervenire sul degrado nella di Lecce, lo invitiamo ad un incontro e gli potremmo sottoporre decine di situazioni che evidentemente sfuggono alla sua attenzione ma non a quella dei cittadini che sul nostro giornale quotidianamente ce li segnalano.
Poi che lei caro avvocato Presicce  pensa che il nudo femminile, ed in questo caso non si tratta di nudo, sia qualcosa di degradante, è un suo legittimo pensiero, ma Le vorrei ricordare che noi viviamo in Italia dove la libertà di comunicazione, compresa quella commerciale è garantita dalla Costituzione e non debbiamo essere noi a darLe lezioni di diritto.
Forse qualcuno dovrebbe studiare oltre ai manuali di diritto, anche un po’ di Storia dell’Arte perché gli sfugge il fatto che noi viviamo in Italia un paese dove persino nelle chiese e nelle cattedrali i nudi abbondano.
Una per tutte la, Cappella Sistina, dove i nudi si contano a centinaia, e che ogni anno viene visitata da milioni di cittadini di tutto il mondo. La Cappella Sistina, dedicata a Marias Assunta in cielo, è uno dei più famosi tesori culturali e artistici della Città del Vaticano, inserita all’interno del percorso dei Musei Vaticani. Ebbene quando Michelangelo realizzò gli affreschi eravamo nei primissimi anni del 1500.
All’epoca nessuno si scandalizzò che la Cappella voluta dal Papa di Roma fosse piena di nudi maschili e femminili.
Ma si sa le mode cambiano così 160anni dopo, dopo il Concilio di Trento, si decise di coprire le nudità dipinte dal Michelangelo, il compito fu affidato ad un allievo del grande maestro, Daniele di Volterra, al quale fu chiesto di mettere le mutande, le “braghe”, sui corpi nudi, e per ciò è passato alla storia come “Il Braghettone”.
Ora è paradossale che cinquecento anni dopo qualcuno si scandalizzi, di una mutanda, forse l’avvocato Presicce potrebbe coprirla con un pantalone, e magari passare alla storia come il Braghettone di Lecce.

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ADOC LECCE E ADOC BRINDISI: LE NOSTRE CITTA’ SI DOTINO STRUMENTI NORMATIVI CONTRO LA PUBBLICITA’ SESSISTA.

In questi giorni sono apparsi sia a Lecce sia a Brindisi manifesti giganti, di misura 4×3 metri,  ritraenti in primissimo piano il deretano di una donna per pubblicizzare una ditta di arredamenti. A Lecce l’affissione è visibile sulle plance affidate alle società private di pubblicità e non su quelle destinate alle pubbliche affissioni gestite dalla Dogre.

Il problema non è nuovo: purtroppo il sessismo e la pubblicità hanno spesso incrociato le loro strade, contribuendo non poco al degrado culturale delle nostre città e del nostro Paese.

Ma se le aziende non sono ancora convinte che a ciò vada detto basta, lo sono i consumatori, e non solo quelli che hanno contattato Adoc di Lecce e di Brindisi per segnalare i manifesti, ma tutti i cittadini che credono nel rispetto dell’identità di genere, nella parità e cercano di contrastare una visione degradante del corpo della donna, solo funzionalizzato ad aumentare i profitti delle aziende.

Adoc ha segnato la circostanza al Sindaco di Lecce e di Brindisi e chiede alla ditta ritirare spontaneamente la pubblicità in questione. Le Amministrazioni di Lecce e di Brindisi adoperino per nel farsi parte diligente per la redazione di un codice di autoregolamentazione in tema di pubblicità, come è già avvenuto in altre città tra cui Roma, Milano.

Rimaniamo in attesa di un fattivo intervento nel senso richiesto. Brindisi e Lecce, che  peraltro è “Capitale Italiana della Cultura 2015” non rimangano a guardare, ma dicano basta al sessismo come strumento di comunicazione.

Gli uffici dell’ADOC di Lecce sono in via Pietro Palumbo, 2 (1 piano) tel. 347.5599703, fax 0832246665, email: lecce@adocpuglia.it sono aperti dal lunedì al venerdì dalle ore 11,30 alle 13,00.

Lecce, 04.09.2015

 

Avv. Alessandro Presicce

pres.te prov.le Adoc Lecce

 

Giuseppe Zippo

pres.te prov.le Adoc Brindisi

Category: Costume e società

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Comments (3)

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  1. alessandro tobia ha detto:

    Cari amici di Leccecronaca, neanche voi avete capito di cosa si tratta veramente, qui si tratta di soldi, tanti soldi, perché nel momento in cui si elimina il libero mercato e si ottiene il monopolio si possono alzare i prezzi, tutto a danno dei cittadini.
    E da anni che ci provano, prima cercando di far saltare il mercato, dando concessioni agli amici degli amici, che non pagando le tasse hanno bruciato il mercato, poi favorendo l’abusivismo, poi approvando un Regolamento sulla Pubblicità che ha aumentando a dismisura il numero di impianti. Poi hanno quadruplicato le tasse sulle affissioni, infine hanno costretto le aziende private a ridurre gli impianti da 6×3 a 4×3, mentre nonostante il regolamento, la Dogre in barba alle leggi continua ad avere impianti 6×3.
    Ora con la scusa del controllo preventivo, per evitare che si affiggano manifesti con signorine in mutande, di fatto si metterebbero in ginocchio le concessionarie leccesi che ricevendo i manifesti 24 ore prima non avrebbero il tempo di passare dal controllo, che naturalmente sarebbe affidato, al loro concorrente diretto, ossia la Dogre.
    E’ tutto chiaro?

  2. francesca ha detto:

    E’ molto difficile trovare lavori che riescano a materializzare la fantastica comunione del Nudo con l’Arte. Dei classici maestri della storia, sono pochi quelli che sono riusciti a superare questa prova.
La vera essenza dell’arte è la bellezza unita alla sensualità del nudo, spesso confusa con la volgarità. La nudità è sempre inquietante, istigatrice e sorprendente.
Per questo l’artista, sia nella pittura, come nella scultura, nella danza o nella fotografia, incontra nel corpo nudo un profondo legame con la purezza dell’essere.
E’ la sensualità che stimola la creatività in tutti i sensi. E’ la sensualità che evoca l’amore, la passione e la creazione dell’uomo. Per questo la nudità ci colpisce tanto e così profondamente.
Per coloro i qualli apprezzano il nudo artistico, OCAIW offre la più completa e selezionata galleria, presentando con essa i principali maestri ed artisti che meglio hanno interpretato il nudo nella storia dell’arte.

(Ariano Cavalcanti de Paula)




  3. Antonio de Pascalis ha detto:

    “L’arte non è mai casta, si dovrebbe tenerla lontana da tutti i candidi ignoranti. Non dovrebbero mai lasciare che gente impreparata vi si avvicini. Sì, l’arte è pericolosa. Se è casta non è arte.”


    (Pablo Picasso)



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