IL LECCE NON SA PIÙ VINCERE: CONTRO IL MESSINA UN ALTRO PAREGGIO, E ADESSO ATTENZIONE AI PLAY-OFF

| 17 Aprile 2016 | 0 Comments

di Laura Ricci_____

Allo Stadio “San Filippo” di Messina, il Lecce affronta nel turno pomeridiano della domenica i siciliani di mister Di Napoli e si fermano nuovamente sul pareggio per uno a uno.

Al rigore procurato da Caturano e messo a segno da Lepore ha risposto la rete di Tavares.

Ora, per i salentini, il cammino per la Serie B si complica.

FORMAZIONI

MESSINA: Addario, Mileto, De Vito, Russo, Martinelli, Burzigotti, Fornito, Zanini, Tavares, Gustavo, Salvemini. Allenatore Di Napoli.

LECCE: Bleve, Alcibiade, Cosenza, Abruzzese, Legittimo, Salvi, Papini, Lepore, Moscardelli, Sowe, Doumbia. Allenaotre Braglia.

Arbitro D’Apice della sezione di Arezzo, accompagnato dagli assistenti di gara Galetto e Affatato.

LA CRONACA 

Primo Tempo

Acque tranquille e ritmi blandi fanno da padrone dell’incontro; al 14′ il primo lampo della partita con Gustavo che da posizione defilata e distante riesce a impegnare Bleve con un tiro che scende pericolosamente verso la porta giallorossa. Bravo il portiere salentino a smanacciare sul fondo.

All’occasione del Messina risponde al 18′ quella del Lecce: Moscardelli in corsa riesce a vincere il duello con il difensore avversario e a tenere il pallone che, però, spara dritto su Addario che con i piedi para da terra.

Le emozioni non sono tante e il Lecce non riesce ad organizzare in maniera precisa il gioco come vorrebbe; al 28′ il Messina torna a farsi pericoloso e Salvemini sfiora il goal del vantaggio, Abruzzese non lo tiene nel cuore dell’area piccola e gli permette di far partire un tiro che di un soffio termina fuori.

L’incontro si accende e i salentini provano a spingere con più intensità; ci prova Papini con una cannonata dal limite dell’area, ma il pallone termina alto.

Il Lecce ha la sua clamorosa occasione da goal con Sowe, bravo a infilarsi tra le maglie dei due difensori centrali del Messina, ma poco reattivo al momento del tiro che viene impedito da Mileto.

Secondo tempo

Le due squadre fanno il loro rientro in campo e il ritmo riprende a essere basso.

Braglia decide di muovere le proprie pedine e chiama in campo Caturano al posto di Sowe; proprio il neo entrato lotta in avanti e viene atterrato in area di rigore avversaria, conquistando il calcio di rigore poi realizzato da Checco Lepore che dal dischetto, al 60′, porta in avanti i suoi.

La gioia del vantaggio per gli uomini di Braglia dura solo dieci minuti: al 70′ Tavares viene pescato dai compagni in posizione ottimale per il tiro e con una parabola vincente scavalca Bleve e mette a segno il goal del pareggio.

Tutto da rifare per il Lecce che deve cercare nuovamente la chiave per il sorpasso.

Al 79′ Lepore si inventa un tiro morbido che quasi beffa il portiere avversario, pronto a metterci i guantoni; qualche minuto dopo Caturano manca l’appuntamento con il colpo di testa da posizione favorevole e sciupa un’occasione potenzialmente pericolosa.

Non c’è solo la squadra ospite e il Messina lo ricorda con Cocuzza che al minuto ottantanove si ritrova il pallone del possibile due a uno, ma spara fuori. Colpevoli Abruzzese e Alcibiade, poco efficaci nel marcare il giocatore siciliano.

Il sostanzioso recupero di cinque minuti assegnato dal direttore di gara concede a Carrozza l’ultima fiammata con un bel tiro dalla trequarti, deviato con i pugni da Addario che spegne così ogni speranza dei salentini.

IL GIUDIZIO

Mai come oggi serviva una vittoria.

Il pareggio contro il Messina segna una tappa del cammino dei salentini, ovvero una sorta di resa nei confronti del Benevento capolista che ha l’occasione di fuggire via a più sette.

A tre giornate dalla fine, il Lecce arriva affannato dalla lunga rincorsa messa in atto fino a tre settimane fa, prima della sconfitta e dei due pareggi trovati negli ultimi tre incontri.

Con Surraco tenuto a riposo e Moscardelli più rabbioso che efficace sotto porta, i ragazzi di Braglia hanno avuto difficoltà anche in difesa, con Abruzzese in giornata non positiva.

Pare proprio che il sogno della Serie B, per il Lecce, debba passare ancora una volta per i tanto odiati play off che nascondo sempre insidie e complicazioni.

DA DIMENTICARE

Ci si aspettava una squadra che avrebbe venduto cara la pelle, e invece è sceso in campo un gruppo piuttosto scarico e senza troppe idee precise. Frustrazione e pressing psicologico hanno avuto la meglio sulla razionalità e la grinta che i salentini avrebbero dovuto mettere in campo.

Category: Sport

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