“Berlusconi è immortale”, E IN SICILIA IL PADRINO FA VINCERE IL ‘SUO’ CANDIDATO MUSUMECI, RIBATTEZZANDO LA COALIZIONE DI CENTRO DESTRA. LUIGI DI MAIO ESCE LEGITTIMATO, E PUO’ PROGETTARE IL FUTURO DEL MOVIMENTO ALLA GUIDA DEL GOVERNO. CON LA DISFATTA DEL PD L’ ARANCINO AVVELENATO LO BECCA MATTEO RENZI

| 7 Novembre 2017 | 0 Comments

di Giuseppe Puppo______

“Aver vinto in Sicilia è un buon punto di partenza: sappiamo che la legge elettorale approvata non permette di ottenere una maggioranza netta, ma partire da qui è una situazione davvero interessante. Berlusconi è immortale, è ancora lui che dà le carte”.

Quindi, quali 81 anni? Pure quale ‘età biologica’ inferiore? La verità è un’ altra, secondo Roberto Maroni, suo fido alleato, più personale, che di partito.

All’ alba del giorno dopo, quando finalmente ci sono i risultati completi, la vittoria di Nello Musumeci, al 38,80%, è netta, anche perché proprio in extremis per la coalizione di centro – destra scatta il trentaseiesimo seggio, necessario ad ottenere nella nuova assemblea regionale siciliana di settanta consiglieri la maggioranza assoluta.

E’ una vittoria di Silvio Berlusconi, c’è poco da dire, perché è riuscito ancora una volta a mettere insieme, sotto la sua egida, una coalizione di centro – destra eterogenea, scombussolata, addirittura su fronti opposti su molte questioni, se non addirittura incompatibile su altre più propriamente ideologiche.

Il popolo, quello che è andato a votare, meno della metà, il 46,77%, sempre meno, addirittura meno di cinque anni prima, si è espresso chiaramente, manifestando che tutto questo non gli importa, così come non gli importa delle sentenze, delle prescrizioni, dei processi in corso, né di Marcello Dell’ Utri, né dei candidati così detti impresentabili, del trasformismo, e di tutto quanto nella coalizione di centro destra era presente in maniera manifesta.

Ora, lo sguardo di Silvio è già a primavera, alle prossime, decisive elezioni politiche, dove arriverà corroborato, e cercherà di ripetere l’ exploit, riproponendo tutto quanto in venticinque anni il ‘berlusconismo’ non ha saputo mai realizzare.

Ma anche il Movimento 5 Stelle gronda legittima soddisfazione. E’ vero, Giancarlo Cancelleri si ferma al 34,70, cinque punti in meno del rivale: paga l’ astensionismo che non è riuscito a scoraggiare e a catalizzare.

Ma è pur vero che il M5S è di gran lunga il primo partito, avendo ottenuto il 26,70%.

Ed è altrettanto vero che il neo capo politico Luigi Di Maio esce dal primo responso elettorale cui si è sottoposto legittimato.

E, sulla base di queste due cifre lusinghiere, con legittima soddisfazione può dunque guardare dall’autunno siciliano alla primavera italiana. Così egli stesso ha argomentato: “In Sicilia abbiamo quasi triplicato il Pd e doppiato Forza Italia. A neutralizzare il Rosatellum sarà il voto dei cittadini. Siamo l’unica vera grande forza politica del Paese. Il nostro competitor non è più Renzi o il Pd. Combattiamo contro l’indifferenza che genera l’astensione. Sono già al lavoro per portare il MoVimento 5 Stelle tra quattro mesi davanti al Presidente della Repubblica per ricevere l’incarico di Governo”. E, rivolgendosi agli attivisti, ha così concluso: “Siate orgogliosi di quello che abbiamo fatto. Siamo il primo Movimento d’Europa e se alle regionali e alle comunali abbiamo oltre il 30%, possiamo arrivare ben oltre alle politiche”.

L’ arancino avvelenato lo becca Matteo Renzi.

Le cifre sono impietose. Il suo candidato Fabrizio Micari prende il 18%, il Pd, affondato al 13%, prepara già la resa dei conti, e per le prossime politiche guarda ad altri come nuovo leader di una coalizione di centro sinistra sgangherata e problematica, ancora tutta da definire, o forse sarebbe meglio dire da inventare.

 

 

Category: Cronaca, Politica

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