A LECCE E’ SCONTRO SUI FONDI PER LA TETTOIA LIBERTY. L’OPPOSIZIONE CHIEDE CHIAREZZA
Valerio Melcore________Sotto la lente il finanziamento derivante dalle compensazioni SNAM per il recupero nell’area ex Massa. I consiglieri di minoranza: «Il restauro era già a carico del privato, convocata la Commissione di Controllo».
Il recupero della Tettoia Liberty, simbolo identitario della città e tassello fondamentale della riqualificazione dell’area ex Caserma Massa, finisce al centro di una dura polemica politica. Al centro del contendere non è l’opportunità dell’opera – su cui tutti concordano – ma la gestione finanziaria e amministrativa dei fondi utilizzati per realizzarla.
Negli ultimi mesi, l’Amministrazione comunale ha dato il via libera al progetto di ricollocazione della storica struttura utilizzando un contributo di un milione di euro. Si tratta di risorse derivanti dalle misure di compensazione ambientale riconosciute da SNAM nell’ambito della realizzazione del gasdotto TAP. Tuttavia, secondo i consiglieri di minoranza, l’operazione presenterebbe profili di criticità che meritano un approfondimento immediato.
«Il restauro della Tettoia – denunciano i rappresentanti dell’opposizione – secondo una deliberazione di gennaio non rientrerebbe tra le opere previste nella concessione del project financing del parcheggio ex Caserma Massa. Ma i documenti dicono altro». Il riferimento è alla convenzione del 2010, che già allora prevedeva, tra gli obblighi in capo al concessionario privato, proprio il recupero e la ricollocazione della Tettoia come opera di riqualificazione urbana.
Il sospetto sollevato dalla minoranza è che si stia utilizzando denaro pubblico (seppur di derivazione esterna) per coprire costi che avrebbero dovuto essere a carico del soggetto privato che gestisce il parcheggio. Una scelta che, secondo i consiglieri, violerebbe il principio secondo cui i rischi contrattuali devono restare in capo a chi li ha assunti, evitando che sottostime economiche o errori progettuali ricadano sulla collettività.
«Non è una questione burocratica, ma di sostanza», incalzano i consiglieri. «Parliamo di un milione di euro che avrebbero potuto finanziare decine di interventi nei quartieri: parchi, marciapiedi, illuminazione pubblica e impianti sportivi oggi abbandonati. È corretto destinare queste somme a coprire obblighi che sembrerebbero già contrattualizzati?»
La battaglia si sposterà ora nelle sedi istituzionali. Nei prossimi giorni saranno convocate le Commissioni comunali di controllo per passare al setaccio tutta la documentazione: dalla convenzione originale al Piano Economico Finanziario (PEF), dai pareri tecnici ai nuovi atti integrativi predisposti dalla Giunta.
L’obiettivo dichiarato dall’opposizione non è quello di ostacolare il ritorno della Tettoia Liberty al suo antico splendore, ma di garantire la massima trasparenza su un’operazione che incide pesantemente sull’equilibrio della concessione e che ha determinato anche una proroga dei termini contrattuali. «Vogliamo che il patrimonio della città torni ai cittadini – concludono i consiglieri – ma nel pieno rispetto della legge e della tutela dell’interesse pubblico».
Category: Politica































Siamo sempre alle solite manovre speculative,imbrogli su imbrogli chi paga sono sempre i cittadini, Lecce è diventato una casa vicoli non strade, quartieri abbandonati, vedi zona viale Grassi traversa via Luigi Carluccio vicino al poligono mancano ancora n.civici, segnaletica orizzontale, stalli parcheggio, manutenzione del verde, terreni abbandonati con arbusti e rovi ad altezza uomo con pericolo in caso di incendio. Cosa dire dalla padella alla brace. Una domanda agli amministratori: in caso di emergenza ambulanza come fare passare se i vicoli che state realizzando non consentono di dare la precedenza e se qualcuno muore di chi è la colpa?
Correggo non casa ma Casba