MASSACRATI DI MULTE GLI AUTOMOBILISTI LECCESI

| 9 Aprile 2018 | 3 Comments

(g.p.)______Su centodieci città capoluogo di provincia in Italia, Lecce è al nono posto, ed è la prima fra quelle del Sud. Classifica della qualità della vita? Del rispetto dell’ ambiente? Dell’ educazione civica? Macchè, dati sulle multe pagate dai cittadini automobilisti: 1 miliardo e settecento milioni di euro in Italia nel 2017, 7 milioni centosettanta mila euro a Lecce città.

Ogni scusa, molte volte pretestuosa, per sanziare e stangare, e fare cassa, per i costi della politica, anche quella amminstrativa______

L’ APPROFONDIMENTO nel nostro articolo del 22 gennaio scorso

MENO MULTE A LECCE CITTA’?!? MA MI FACCIA IL PIACERE…LA NUOVA AMMINISTRAZIONE PEGGIO DI QUELLA PRIMA, AUTOMOBILISTI TARTASSATI QUOTIDIANAMENTE SENZA PIETA’ , MA CON ACCANIMENTO. PERSA UN’ OTTIMA OCCASIONE PER FARE ‘QUALCOSA DI SINISTRA’, E UN’ ALTRA OCCASIONE PER STARE ZITTI, CHE ERA MEGLIO

 

Category: Cronaca, Politica

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  1. Alessandro Presicce, Adoc - tramite mail ha detto:

    Lecce ancora tra le prime città per numero di multe per infrazioni al Codice della Strada. I commenti dei leccesi si sono divisi tra “i vigili leccesi sono troppo fiscali” e “i leccesi alla guida sono notoriamente indisciplinati”. Ma è davvero così? E’ vero che il problema è solo questo? E’ davvero solo il fatto che a Lecce i vigili o gli automobilisti siano particolarmente “cattivi”?
    Noi crediamo che non sia così. Ci sono varie ragioni per questo “triste” primato, molto più strutturali e profonde.
    1) Il grosso delle multe provengono dalla sosta. Lecce, colpevolmente, non si è infrastrutturata come avrebbe dovuto rispetto ai parcheggi di interscambio. Non ha costruito autosilo, non ha attrezzato aeree apposite sufficienti ad assorbire il traffico che affluisce quotidianamente e costantemente nella nostra città da molti anni. Il fatto che Lecce sia una città centrale rispetto ad una area vasta non è un fenomeno di oggi e Lecce doveva pensarci molto prima ad attrezzarsi per essere all’altezza del ruolo che il territorio circostante le ha conferito.
    E’ così che, di fatto, la città stessa è diventata un enorme parcheggio diffuso. Lecce, in altri termini, non ha mai distinto in modo chiaro la “circolazione” dalla “sosta”, ma circolazione e sosta coincidono nello stesso luogo e i parcheggi a raso ai margini della carreggiata sono la regola. I 7.000 stalli tariffati sono “il parcheggio” di Lecce. E’ così che tra grattini scaduti o mancanti, sosta nella ztl, sosta in divieto o in seconda fila, i cittadini “pagano” di tasca propria una carenza di infrastrutture che consentano di sostare in modo tranquillo e sereno, senza dover guardare nervosamente l’orologio, come si fa parcheggiando in una struttura appositamente predisposta dove si paga per il tempo netto di sosta.
    2) L’infrastruttura stradale è progettata male e non funge, come in altre città, da deterrente verso comportamenti contrari al Codice della Strada. I parcheggi non “incassati” nei marciapiedi e questi ultimi non realizzati con appositi avanzamenti che impediscono la sosta sulle intersezioni, assenza di chiare zebrature , i margini della carreggiata non delineati, le strisce pedonali scolorite, le linee di mezzeria e la segnaletica verticale mancante, le carreggiate troppo larghe, sono tutti elementi infrastrutturali che generano confusione e non “guidano” l’automobilista verso comportamenti corretti. L’automobilista è costretto a orientarsi “vagando” in un luogo non ben disciplinato che “genera” indisciplina. Lecce è utilizzata anche dai non leccesi e non si può chiedere all’automobilista di “andare a memoria”, ricordando che in quel punto esiste un divieto o una striscia pedonale oggi scolorita se non vi è la segnaletica opportunamente realizzata e manutenuta a ricordarglielo.
    Un’ultima nota. Con tutti i soldi pagati dai cittadini per le multe, i leccesi dovrebbero vedere le loro strade lastricate d’argento! Se così non è, è evidente che i fondi non sono utilizzati ed impiegati tutti e al meglio per la sicurezza dei cittadini. Un esempio? Sono oltre due anni che abbiamo, insieme al Codacons, denunciato l’illegalità del posizionamento delle strisce pedonali sugli incroci con stop o dare precedenza. Dopo due anni centinaia di incroci sono ancora lì: illegali e dimenticati dall’Amministrazione.

  2. Casa Pound - tramite mail ha detto:

    “Multe salate, strade dissestate”, questo il testo dello striscione affisso da CasaPound Italia per protestare contro la paradossale situazione che contraddistingue la città. Solo negli ultimi due anni il Comune di Lecce ha infatti incassato 14 milioni di euro dalle multe inflitte ai cittadini, ma nonostante la legge preveda che la metà degli introiti derivanti da queste contravvenzioni debba essere destinata alla manutenzione stradale, la pavimentazione è ridotta ad un colabrodo.

    “Le piogge copiose cadute negli ultimi mesi sono state il colpo di grazia per le strade cittadine – afferma Matteo Centonze, responsabile politico di CasaPound – già duramente provate e dissestate da anni di scarsa manutenzione”.

    “Crediamo sia abbastanza bizzarro a questo proposito constatare quanto il Comune sia puntuale nel vessare i cittadini con laute contravvenzioni emesse dalla Polizia Municipale – aggiunge Danilo Biagioli, esponente cittadino di Cpi – ma intempestivo e inconcludente nell’utilizzare quelle stesse entrate per finanziare i lavori necessari alla manutenzione stradale, così come d’altronde previsto dalla legge”.

    “È il momento di porre fine a questa situazione imbarazzante – conclude Centonze – attivando le procedure necessarie per il rifacimento del manto stradale della città e rendere più trasparente ai cittadini la destinazione dei milioni di euro prelevati dalle loro tasche”.

  3. Giovanni D' Agata, Sportello dei Diritti - tramite mail ha detto:

    Sono anni che lo “Sportello dei Diritti” va ripetendo che il numero di multe elevate dal Comando di Polizia Municipale di Lecce supera ogni soglia di ragionevolezza e che sia dovuto anche ad esigenze di “bilancio”, come dimostrano le cifre che anno dopo anno pongono in testa, almeno al Sud, il capoluogo della Terra d’Otranto al vertice dei comuni che incassano il maggior importo di proventi pro capite dalle sanzioni al Codice della Strada e non solo. Numeri che non vogliono soltanto rappresentare ingenerosamente l’indisciplina di un’intera cittadinanza, ma del ricorso allo strumento “del far cassa” attraverso sanzioni amministrative a raffica e che costituiscono una notevole voce del bilancio cittadino e che molte volte sono a dir poco illegittime, come dimostrano la notevole percentuale di quelle che viene annullata dal Giudice di Pace e in minor parte dal Prefetto dello stesso capoluogo. In tale ottica, la nostra associazione ha evidenziato pubblicamente più volte il mancato recepimento da parte del Comando di Polizia Municipale dell’istituto dell’autotutela amministrativa che attraverso una semplice istanza allo stesso Ufficio che ha emesso il verbale, specie per quelle sanzioni visibilmente erronee e illegittime, potrebbe consentire l’annullamento della multa senza dover ricorrere al Prefetto o alla Giustizia e così evitando la trafila, le spese e l’intasamento degli uffici amministrativi e del giudice di Pace. In tale ottica, Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”accoglie con particolare favore l’iniziativa del capogruppo PD in consiglio comunale onorevole Antonio Rotundo, dopo il clamore suscitato dalla sentenza ottenuta dall’Avv. Piergiorgio Provenzano, che per la prima volta sollecita l’amministrazione comunale ad adottare ogni iniziativa utile che indirizzi gli uffici comunali nell’attuazione più estesa possibile, nei limiti di legge, dell’istituto dell’autotutela in questa delicata materia che vede spesso contrapposti, anche con toni accesi, cittadino e amministrazione, in particolare il Corpo di Polizia Municipale. Confidiamo, quindi, che a far data dal prossimo consiglio del 18 aprile pv, data in cui si discuterà l’interpellanza in questione, il sindaco e gli organi interessati a partire dal Comando di Polizia Municipale, vogliano una volta per tutte dare attuazione all’istituto dell’autotutela che in virtù della giurisprudenza vigente e di numerose circolari ministeriali è ritenuto applicabile anche alle sanzioni amministrative e specialmente a quelle visibilmente erronee, ingiuste ed illegittime.

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