PROVA DI GRANDEZZA E DI MATURITA’ POETICA. CON LA RACCOLTA “Non so” -iQdB Edizioni- NICOLA MANICARDI RIVELA UNO STILE MIRABILE IN CONTENUTI MEMORABILI

| 23 Luglio 2018 | 0 Comments

di Giuseppe Puppo______

Son cose che fanno piacere. Vincono premi letterari, ma questo è il minimo, perché è difficile districarsi fra quelli importanti, e quelli amatoriali, però li vincono, e credo che siano di quelli veri.

Poi, ormai, i loro libri li portano in tour, come se fossero LP ed essi rock star.

Fanno incontri al bar, vanno nelle piazze di città, e nelle feste di paese, manco fossero guest star, come dicono quelli che parlano bene l’ italiano.

E occupano i mass media, anche prestigiosi, più di quanto lo sia leccecronaca.it che nel suo piccolo, ma con grande dignità, però ai libri e ai loro autori dedica uno spazio mirato a valorizzare il talento, a esaltare la qualità, e così sarà, almeno fino a quando sarò io a dirigerla.

Qualcosa, un segnale, mettiamola così, nel panorama piatto e grigio di questi orizzonti culturali.

Una volta, anni fa, chiesi ad un mio amico, nel frattempo finito per un accidente della Storia nel Consiglio di Amministrazione della Rai, un grande animatore culturale e un valente intellettuale, per questo mi sembrava strano che fosse stato designato da un partito, “Beh, perché non hai fatto qualcosa per promuovere la diffusione dei libri, al di là delle oasi nascoste degli orari impossibili,  nelle riserve indiane delle rubriche clandestine, visto che puoi?”.

“Che BEEP vuoi fare?” – mi rispose – “L’ho fatto. Avevo proposto che in ogni telegiornale della Rai il conduttore avesse un libro sulla scrivania, e che se ne parlasse in un apposito servizio in quell’ edizione. In ogni edizione, un libro diverso. Tutti i santi giorni…E tutti a dirmi: ah, bella idea…Ma non si può fare…Poi diedero un mandato esplorativo in tal senso a Gigi Marzullo, nel suo programma delle due della notte”.

Amen.

Per la cronaca, qualcosa in tal senso è stato fatto, posso testimoniarlo direttamente. Nei primi anni Duemila il Corecom della Regione Piemonte, sotto la presidenza di Pierumberto Ferrero, diede alle televisioni private piemontesi, alle quali eroga contributi pubblici, come da prassi consolidata, una direttiva nuova: nella valutazione per l’ assegnazione dei soldi rientrava l’ attuazione di quell’ idea che in Rai non trovò attuazione, e molte emittenti risposero positivamente.

Un libro si promuove così: parlandone o scrivendone, al di fuori delle conventicole di appassionati; piantandolo al di fuori degli orticelli degli addetti ai lavori; mettendolo in mezzo al popolo, specie la poesia, che alle origini della nostra tradizione Occidentale così nacque e così si diffuse.

 

Chiedo venia, me la son presa con comodo, oggi mi sono ritagliato qualche ora di puro piacere culturale, e vorrei che non finissero mai, perchè, contrariamente a quanto tanti letterati han testimoniato, ‘stavolta la realtà è stata più bella dell’ attesa.

All’ inizio stavo parlando degli autori dei Quaderni del Bardo edizioni di Stefano Donno, casa editrice salentina che negli utimi tempi ha fatto un vero e proprio, notevolissimo salto di qualità, con e per gli scrittori e i poeti che ha pubblicato, che crescono ognuno per conto suo e poi tutti quanti insieme.

E, anche se finora non l’ho fatto, lo faccio adesso, prometto in breve e senza più divagare, parlo ora di Nicola Manicardi (nella foto), della sua raccolta di poesie “Non so”, appena uscita per iQdB edizioni, nella collana “Z”, diretta con maestria e con prestigio da Nicola Vacca.

Editing impeccabile di Mauro Marino, con la collaborazione della preziosa segretaria di redazione Emanuela Boccassini

Il libro, codice  ISBN: 978-88-99763-35-0, può essere richiesto via mail a:

iquadernidelbardoed@libero.it

Gode della prefazione di Pier Damiano Ori, ed è impreziosito da un’ opera apposita creata per l’ occasione dal pittore e illustratore Mario Pugliese.

 

Io Non so chi sia Nicola Manicardi. A parte che ha 46 anni e vive a Modena, come ho letto sul suo profilo Facebook dove l’ho notato, perchè è assiduo pubblicarvi post poetici, originali, live, oserei dire, just in time, sempre per parlare come quelli che parlano bene l’ italiano. Poesie vere e proprie, a volte piccoli gioielli sia di forma, sia di contenuto, a scandire le opere e i giorni, che meraviglia!

Non ho chiesto in giro, tanto meno a lui stesso, lumi, sulla sua personalità.

Non ho visto l’ intervista televisiva che ha fatto pochi giorni fa a RaiNews24, in una puntata del Sabbatico, con Paolo Giordano: so solo che l’ avrei intitolata LA SOLITUDINE DEI NUMERI PRIMI, DUE, A PARI MERITO

Ho saltato pure la prefazione, me ne perdoni Ori.

Volevo leggerlo senza condizionamento alcuno, scevro da suggestioni diverse, sentire la poesia, perché la poesia questo è: si sente, se c’è, quando c’è.

C’è, c’è, qui c’è. L’ ho sentita.

Non sa, Nicola Manicardi sa solo di non sapere, e comincia così la sua ricerca nel quotidiano, di qualcosa che al quotidiano dia un senso, un significato, qualcosa di più, di maggiore, massimo, che si elevi, e fissi in alto, fra le pagine chiare e le pagine scure, della nostra dignità, delle nostre persone, qualcosa di trascendente.

Oh, certo, la partenza è socratica: e l’ esito è montaliano.

Neppure Manicardi ha formule capaci di aprire il mondo, sì qualche storta sillaba, e secca come un ramo. Però – a mio avviso risiede in questo la sua notevolissima cifra stilistica, in questo il suo valore – da espressioni nude e crude, dal banale dei luoghi comuni, come dalle abitudini scontate, egli riesce a cavare e creare il miracolo della poesia.

E’ stupefacente tutto questo, una meraviglia.

Ora vi lascio alla scoperta di questo libro, così come lo è stata la mia.

Quando l’ avrete fra le mani, seguite le immagini, di muretti a secco, di ulivi, poi state a sentire prima lu rusciu te lu mare  (ci deve essere qualcosa di salentino, in lui, portato sulla via Emilia, anche se non so cosa sia),  e poi sentite cosce e zanzare e nebbia e locali a cui dai del tu,  e qualche ferita che qualche tua amica disinfetterà. 

Veramente, Manicardi va in giro con il motorino, non con la macchina, almeno stando a quello che si legge in una delle poesie di questa raccolta, che suona e risuona di suo, meglio della radio che passa Neil Young.

Leggetelo. Sentite la poesia. Divertitevi a trovare i rimandi, a scoprire le suggestioni.

Finirà troppo presto, la bellezza si consuma in pochi attimi, e ne sarete dispiaciuti.

Rileggetelo ancora, allora, portatelo con voi: ogni tanto sarà una salutare medicina, o almeno un po’ di conforto, nelle prove, nelle miserie umane, magari anche per le grandezze, della nostra esistenza.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Category: Cronaca, Cultura, Eventi, Libri

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