ELEZIONI REGIONALI / IL GENERALE INVERNO FERMA A BOLOGNA L’AVANZATA DI SALVINI. VINCE IL PD, CHE CON UNA TATTICA CAPOLAVORO, DIVORA SARDINE, TONNI E TUTTE E CINQUE LE STELLE. GIUSEPPE CONTE, GIA’ ANCH’EGLI IN SERVIZIO PERMANENTE EFFETTIVO DI ZINGARETTI, TIRA UN SOSPIRO DI SOLLIEVO, IL GOVERNO VA AVANTI

| 27 Gennaio 2020 | 0 Comments

di Giuseppe Puppo______

Ha vinto il Pd, ha trionfato Nicola Zingaretti. Resiste la roccaforte dell’Emilia Romagna. Pure in Calabria, a fronte di una sconfitta annunciata per la preminenza della candidata del centro destra, il partito fa un bel risultato, mettendo il cappello sopra un esponente della così detta ‘società civile’, che da anni non si rassegna a fare l’imprenditore della pesca del tonno, ma le ha provate tutte, pur di avere un posto in politica.

Il capolavoro, comunque, a Bologna e dintorni, dove si giocava una partita decisiva per tutto e per tutti. Fatto tesoro della sconfitta in Umbria, di cui non ha ripetuto gli errori, e di fronte alla prospettiva possibile e concreta di perdere la regione – chiave, amministrata da sempre, con conseguenze micidiali, in primis psicologiche, su tutto il territorio nazionale, il Pd nei mesi invernali fa quadrato e dispiega tutti i potenti mezzi di cui dispone.

Muove un presidente che si presenta senza simboli, così fa un effetto migliore, esente apparentemente dalle diatribe e dai compromessi al ribasso degli scenari nazionali; richiama tutti i suoi a ricordare casa per casa che occorre riconfermarlo per gli enormi interessi economici di cui è espressione e garante e la chiamata viene effettuata in silenzio, all’interno del collaudato e ancora intatto regime di potere, ivi compresi vecchi e nuovi scissionisti, ivi comprese pure finanziarie, banche, cooperative e giornali;  mentre dall’altro versante in tre mesi si inventa, con una magistrale operazione di propaganda, le sardine e fa fare al esse il lavoro sporco dell’attacco frontale al nemico; usa senza fargli mettere la faccia, il presidente del Consiglio che ha già inglobato al suo servizio; attira e prende con sé per attrazione fisica, perché in politica i vuoti lasciati vacanti sono riempiti presto da altro, dopo averli soffocati e svuotati in un abbraccio per loro mortale, i Cinque Stelle.

 

Matteo Salvini è stato generoso nel suo attacco frontale, ma non è esente da colpe. Ha puntato tutto su sé stesso, e sui suoi, sopravvalutando un effetto valanga di novità, che non c’è stato, e sottovalutando la capacità di reazione degli altri.

Poi, da mesi ha prosciugato la Lega di ogni identità movimentista, di ogni collegamento ad associazioni e formazioni autonome, di ogni connotazione ecologista, antiglobalizzazione, antieuropeista e antimercantilista, le ha disegnato un vestito atlantista, filo americano e neoliberista e imprenditoriale che le sta evidentemente troppo stretto.

Rimane così ora ancora da capire in che cosa differisca il neoliberismo della Lega, da quello del Pd: gli assestamenti di quota cento? questo o quell’altro provvedimento a favore degli imprenditori? l’ossequio ai diktat dell’Unione Europea? L’Ilva, Cerano, Tap e gli altri gasdotti, le Trivelle: trova le differenze…

Immigrazione e ordine pubblico non bastano, possono servire ad attrarre nuovi consensi, oltre quelli già acquisiti, fino ad un certo punto, di più no: per l’ulteriore salto di qualità indispensabile nella fattispecie, servivano tematiche cui egli ha rinunciato, colpevolmente.

 

 

Category: Cronaca, Politica

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