“La Malapianta”

| 23 Novembre 2020 | 0 Comments

NOVITA’ EDITORIALI / E’ USCITA PER LA CASA EDITRICE SALENTINA ANIMAMUNDI UNA NUOVA EDIZIONE DELLO STORICO ROMANZO DI RINA DURANTE 

di Chiara Evangelista______

«Gli ulivi brillavano anche essi nella luce rosea»…

La casa editrice salentina “AnimaMundi Edizioni” omaggia Rina Durante (nella foto, di Rita Miscuglio) e pubblica la nuova edizione del suo primo romanzo “La Malapianta” (pp. 248, euro 15), vincitore del Premio Salerno 1965.

 

Una pubblicazione necessaria che permette di avvicinare nuovi lettori alla figura ora in penombra della scrittrice di Melendugno, morta a 76 anni nel 2004, “seduta sul ciglio di una voragine”.

Nella sua lunga attività di giornalista ha collaborato con la Rai e con numerosi quotidiani e riviste. Riprendendo gli studi sul tarantismo di Ernesto De Martino, ha fondato nel 1975 il canzoniere grecanico salentino. Il suo interesse per la cultura popolare e l’enogastronomia si è manifestato anche attraverso la collaborazione con la Guida dell’Espresso.

 

“La malapianta” è il primo e unico romanzo di Rina Durante e vide la luce nel 1964 presso Rizzoli nella collana “Zodiaco”, nella quale erano apparsi giornalisti e scrittori come Oriana Fallaci e Indro Montanelli.

La fabula de “La Malapianta” è piuttosto esile: sono narrate le vicende dei vari componenti della famiglia Ardito, composta da Teta e Rosa e dai loro rispettivi figli, in un arco temporale che va dalla fine degli anni Trenta alla caduta del fascismo. A far da sfondo alla storia sono tre piccoli comuni: Melendugno, Cannole e Calimera.

 

Di primo acchito si potrebbe pensare ad un’opera tipica del neorealismo in quanto sono richiamate alcune caratteristiche come l’ambientazione meridionale, la scelta di personaggi appartenenti alle classi subalterne, l’arretratezza e il riferimento a precise coordinate geografiche e storiche.

Tuttavia l’opera, risalente al 1964, nasce in un contesto storico-letterario italiano diverso da quello dell’immediato Dopoguerra e dei primi anni Cinquanta nei quali sorge e si sviluppa la tendenza neorealista. Si era negli anni del boom economico, del “Menabò” di Vittorini e dell’analisi affrontata da Calvino sul rapporto industria e letteratura.

Vittorini stesso non approvò inizialmente “La Malapianta”, ritenendo che “il discorso sul Sud fosse ormai chiuso”, riportando le parole comparse sul “Quotidiano di Lecce” in data 16-17 marzo 1985. La Durante gli aveva mandato nel 1961 il dattiloscritto per averne un parere ma lo scrittore le rispose con una lettera in cui le spiegava che “non credeva più nel romanzo di argomento meridionale”.

 

Sicuramente nel romanzo vi sono degli scompensi nella delineazione dei personaggi e delle forzature nel ritenere credibili determinati monologhi in bocca ai protagonisti delle vicende.

Tuttavia il romanzo si fa portavoce non solo di tematiche sociali. Non c’è solamente infatti un tono di denuncia delle condizioni di vita della gente del Sud.

Piuttosto la scrittrice punta la luce sulle condizioni di deprivazione sociale e materiale in cui vivono i protagonisti, il malessere e il disagio esistenziale da cui sono accomunati i personaggi. Quello rappresentato ne “La Malapianta” insomma è un mondo desolato in cui si staglia a poco a poco la luce.

Peculiare e caratteristica è la scelta lessicale poiché spiccano nel testo termini dialettali (furnieddhu, fore, quaremma…) che vivificano il racconto.

Questa nuova edizione del romanzo risulta essere un’opportunità per dare una nuova vita a una storia in penombra.

animamundishop@gmail.com

Category: Cultura, Libri

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