MODA / MODE – QUANDO PURE LA VITA ERA A PLISSE’

| 9 Febbraio 2021 | 0 Comments

di Elena Vada______

In un uggioso pomeriggio torinese, un po’ di nostalgia non guasta. Ben si conforma al grigio del cielo, all’umido delle strade ed al gradevole odore di “bollito” che aleggia, tra le vie del quartiere. Lo mangeremo stasera col bagnetto verde.

Intanto, do uno sguardo a consunte foto, in bianco e nero, riposte nel cestino di vimini che contiene anche cartoline e vecchie lettere, manoscritte.

Ascolto antiche melodie, che mi ricordano parenti scomparsi, amiche, fidanzatini, e storie lacrimose come lo sono, queste stesse canzoni: ” Signorinella pallida; Piemontesina bella; Reginella; Come pioveva…”  e ci scappa la lacrimuccia.

 

Oggigiorno, non si può mettere un nastrino alle email. Anche le più dolci parole, restano in un  “archivio posta” dell’iPhone, ma poi svaniscono.

Inoltre non c’è l’incanto della carta ingiallita, l’inchiostro scolorito, la grafia elegante o stentata detta ” zampa di gallina”.  I giovani hanno il rap, per descrivere e narrare, i sentimenti.

 

Sempre, sulla scia dei ricordi, sorseggiando caffè, la mia vicina di casa, racconta che faceva la “plissettatrice” in via Garibaldi. Era ben pagata, per il difficile lavoro di precisione, su capi eleganti indossati, a quei tempi, dalla Torino-Bene.
“Con distinzione!” precisa.

I plissé, sono quelle piegoline verticali (presenti nelle camicie da smoking, per esempio) fatte sul tessuto, in modo da renderlo increspato, a soffietto (nella foto).

 

Inoltre lei cuciva, sempre a mano, le impunture, per un famoso atelier di moda, della città. Sull’insegna scolorita, di quel negozio, si legge ancora: “si eseguono accurate rifiniture”.
Là, in via Garibaldi, pieno centro di Torino, tra un un punto e l’altro, Marietta (così si chiama la mia vicina) conobbe suo marito, Oreste, di origini meridionali (Napoli). Frequentazione e fidanzamento, furono osteggiati dalla famiglia astigiana, di lei. Ma l’amore vince su tutto, nelle belle favole.
Così fu il loro, coronato da matrimonio, al compimento dei ventun anni. Allora ci voleva la “maggiore età” per sposarsi, senza consenso dei genitori.
Matrimonio felice, che dura ancora oggi, dopo sessant’anni.
Storie di vita vera.

Siamo negli anni Cinquanta, Sessanta, in un’Italia da ricostruire, dopo i danni, della Seconda Guerra Mondiale. La gente canta (Festival di Sanremo), balla, lavora e guadagna. Ci sono le dive e i paparazzi. C’è “mamma FIAT” qui a Torino, e tutti,  riescono a vivere dignitosamente e a mettere da parte qualche lira, per l’avvenire dei figli.
La gente crede ed investe, nel futuro.
C’è un futuro.

Marietta, ripete questa parola, con enfasi. Futuro.
Oggi? :”Meglio spegnere la televisione” – mi dice con un sospiro – È tutto un magna-magna, tra i politici e, ai nipoti, rimarrà unicamente, quello che abbiamo costruito noi, vecchi post-fascisti. I loro genitori sanno fare solo lessing (leasing) DEBITI!”

Che sia vero?!

 

Category: Costume e società, Cronaca

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