LA LIPU SULLA PISTA PORSCHE

| 13 Aprile 2024 | 0 Comments

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.  La Lipu, Lega Italiana Protezione Uccelli, associazione per la conservazione e la tutela della Natura, ci manda il seguente comunicato. _______ 

Ampliamento pista Porsche in Salento.

LIPU: l’avevamo detto. Anche se alla Sindaca non piace.

Era il settembre 2022.  Nell’ambito della procedura di Valutazione ambientale regionale, nello specifico della Valutazione di Incidenza, la LIPU pugliese segnalava con una nota PEC (link alla nota) indirizzata alla Regione Puglia, Assessora Maraschio e strutture tecniche, le incongruenze procedurali “con ogni effetto di legge e relative conseguenze di carattere comunitario”.

La LIPU evidenziava una interpretazione sbagliata dei riferimenti normativi adottati per superare la valutazione negativa emersa. Stranamente, infatti, nel quadro decisionale richiamato non comparivano alcuni obblighi inderogabili:  la possibilità di realizzare ugualmente gli interventi solo per obiettivi riferibili alla salute umana e alla sicurezza.

Solo tali circostanze avrebbero legittimato la Regione a scegliere una formula di mera “comunicazione” alla Commissione Europea circa il superamento del parere negativo tramite misure di “compensazione”. Diversamente la Regione avrebbe dovuto avanzare una vera e propria richiesta di parere alla stessa Commissione.

Nello spirito di evitare censure da parte della Commissione Europea nei confronti dello Stato italiano, nella sua missiva la LIPU concludeva affermando che “Ogni diversa interpretazione rappresenterebbe una elusione della Direttiva (Habitat) e darebbe luogo ad un sicuro procedimento di infrazione”.

“Invece – ricorda Enzo Cripezzi , della LIPU pugliese -, alla luce di tali incongruenze sollevate dalla LIPU, gli attori interessati nel procedimento di valutazione hanno “inventato” quelle circostanze attinenti alla salute umana (elisoccorso attrezzato con eliporto e annesse strutture sanitarie) e alla sicurezza (centro di sicurezza antincendio) inserendole nel “Piano di sviluppo di Nardò Technical Center”. Una chiara manovra integrativa per sanare, o meglio eludere, la procedura di “richiesta di parere” alla UE giacché (sicurezza e salute) trattasi di contorni e non di motivazioni principali alla base del progetto.

Peccato che, in risposta alla semplice “notifica” ricevutala UE non ha fatto altro che ribadire il contesto procedurale di riferimento evidenziando proprio che …“non si ritiene appropriata la giustificazione del progetto per motivi connessi alla salute dell’uomo e alla sicurezza pubblica”… concludendo che “Sulla base dei risultati della valutazione, una richiesta di parere ex articolo 6(4) potrebbe essere inviata alla Commissione, qualora le condizioni stabilite da quest’ultimo siano rispettate”.

“Ecco… – concludono alla LIPU – anche se la sindaca di Porto Cesareo difende il progetto con voli pindarici su opere di pubblica utilità e non apprezza esternazioni stile “Avevamo ragione noi”, non possiamo fare a meno di ricordarlo: noi lo avevamo dettoAnzi, lo avevamo pure scritto !”

13.4.2024                                                                                          

LIPU odv – coord della Puglia _______ 

LA RICERCA nel nostro articolo del 3 aprile scorso

Category: Costume e società, Cronaca, Politica, Riceviamo e volentieri pubblichiamo

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