DIARIO DEL GIORNO / SABATO 10 GENNAIO 2026
Oggi è sabato 10 gennaio 2026.
La Chiesa festeggia sant’Aldo, auguri a tutti i nostri amici e lettori che portano questo nome!
Il nostro amico Pino Gasparro compie 68, anni: auguri!
Da questa sera siamo in Luna in Ultimo Quarto.
Questa fase è un momento di consolidamento, bisogna lasciarsi alle spalle quanto acquisito per avanzare; è un buon periodo per rompere le relazioni e i contratti d’affari, disintossicarsi e depurarsi.
Il corpo dispensa energia; si tende a non ingrassare anche se si mangia di più, le operazioni riescono meglio, le faccende di casa pure, in particolare quelle che hanno a che fare con il pulire, il lavare, lo sciacquare.
E’ il momento giusto per dipingere e laccare (i colori si asciugano meglio), nonché per effettuare tagli ritardanti dei capelli (compresa la depilazione) e per i massaggi rilassanti e disintossicanti.
Al contrario, nel mondo vegetale i succhi si ritirano verso la radice, la terra è più ricettiva: per questo vanno piantate o seminate in luna calante le verdure che crescono sotto terra.
Sono i giorni giusti per effettuare i trattamenti contro i parassiti e contro le erbacce; anche le potature sono favorite; se una pianta o albero non cresce più o è malato, in luna calante si taglia la cima (meglio se verso la luna nuova). Le verdure a foglia (insalate, spinaci, cavolo bianco e rosso) vanno piantate in questa fase.
Lo stesso tipo di energie della luna calante si ritrovano nella fase che segue l’ovulazione, in cui l’ovulo è stato rilasciato, ma non fecondato; è un fase caratterizzata da un enorme rilascio di energia all’interno di sé, che se non viene positivamente incanalata può anche sfociare in una crescente irrequietezza, distruttività, rabbia e frustrazione.
Come oggi, ottanta anni fa, nel 1946, fa ci fu la prima Assemblea Generale delle Nazioni Unite a Londra.
Sessanta fa, nel 1966, India e Pakistan firmano accordi di pace, dopo una guerra strisciante, che minacciò pure di trasformarsi in un conflitto atomico.
Proverbio salentino: CI NU PUTA NU COGGHIE
Chi non pota non raccoglie.
Un proverbio che segue “mara ddhra terra ca nu bite lu patrunu”, che ci ricorda come la terra vada curata con amore e assiduità se si vuole godere dei suoi frutti.
Per cui se in questi anni, molti di quei terreni che nel Salento sono stati abbandonati a se stessi fossero stati curati, o trattati secondo gli insegnamenti della tradizione, e non della chimica, magari, certe “malattie” non si sarebbero proprio manifestate.
Category: Costume e società



























