AL VIA IN PARLAMENTO L’ITER LEGISLATIVO DI DUE PROPOSTE PER VIETARE LA MACELLAZIONE DEI CAVALLI. NEL NOSTRO SALENTO PRESTO “pezzetti” ADDIO?

Riceviamo e volentieri pubblichiamo ______________
Le proposte di legge per fermare la macellazione degli equidi verranno discusse in Parlamento. Animal Equality: “Un passo avanti cruciale, monitoreremo”
Milano, 12/02/2026 – Le proposte di legge presentate alla Camera a prima firma delle On. Susanna Cherchi (M5S) e Luana Zanella (AVS) sono state calendarizzate per la discussione in Parlamento. In calo costante dal 2012, le macellazioni degli equidi in Italia alimentano una nicchia di mercato limitata: secondo un recente report Ipsos pubblicato dall’organizzazione Animal Equality Italia, solo il 17% dei consumatori di carne afferma di mangiare anche carne equina.
Le proposte di legge delle On. Susanna Cherchi e Luana Zanella chiedono di riconoscere agli equidi lo status giuridico di animali d’affezione vietandone la macellazione. Delle diverse proposte di legge per il divieto di macellazione degli equidi presentate nell’arco delle ultime quattro legislature, si tratta della prima volta in cui è stato effettivamente avviato l’iter di esame. A queste è stato abbinata anche la proposta di legge, su analogo tema, dell’On. Brambilla.
«L’avvio dell’esame di queste proposte rappresenta un passaggio politico rilevante e atteso. È il segnale che il Parlamento ha deciso di affrontare una pratica crudele e opaca, che provoca gravi sofferenze agli animali e pone seri interrogativi anche sul piano della tutela della salute pubblica. Seguiremo con attenzione ogni fase dell’iter parlamentare, sollecitando un intervento concreto e coerente da parte delle istituzioni, nel rispetto della volontà espressa da oltre 247 mila cittadine e cittadini che hanno già sottoscritto la nostra petizione per fermare la macellazione degli equidi in Italia», ha dichiarato Matteo Cupi, direttore esecutivo di Animal Equality Italia.
Nel 2023 Animal Equality ha rivolto una petizione al Governo per chiedere di vietare a livello nazionale la macellazione dei cavalli riconoscendo a tutti gli equidi lo status di animali di affezione, al pari di cani e gatti, proprio come in Grecia. Nel 2020, infatti, il Governo ellenico ha vietato la macellazione di cavalli, il loro allevamento, l’utilizzo e l’esportazione per la produzione di pelli, cuoio, carne e altri prodotti.
In Italia le macellazioni degli equidi sono in calo costante da oltre dieci anni, come dimostrano i dati dell’Anagrafe Zootecnica, riportati nel Dossier della Camera dei Deputati. Inoltre, secondo i risultati della ricerca sui consumi della carne di cavallo recentemente realizzata da Ipsos e pubblicata da Animal Equality, del 92% degli Italiani consumatori di carne, solo il 17% dichiara di mangiare carne di cavallo almeno una volta al mese, una tendenza in calo nell’ultimo anno. In base ai dati del sondaggio condotto dall’istituto di ricerca, l’83% degli Italiani dichiara al contrario di non consumare carne di cavallo. Di questi, il 73% sceglie di non farlo perché dice di provare empatia per questo animale.
Dietro alla macellazione degli equidi in Italia, il team investigativo di Animal Equality ha documentato gravi abusi e violazioni delle norme sul benessere animale. L’inchiesta condotta sotto copertura tra novembre 2024 e giugno 2025 all’interno del macello equino Zerbini & Ragazzi, in Emilia Romagna, rivela tra l’altro gravi negligenze e criticità nello stordimento e nella macellazione degli animali. L’Emilia Romagna si colloca terza in Italia per consumo di carne di cavallo (9%), dopo Puglia (11%) e Lombardia (24%).
A seguito della pubblicazione dell’inchiesta e della denuncia presentata da Animal Equality alle autorità a novembre 2025, la Procura di Reggio Emilia ha avviato le indagini sul macello investigato. A dicembre, l’On. Stefania Ascari, il consigliere regionale dell’Emilia Romagna Lorenzo Casadei e Paolo Bernini, ex parlamentare e attivista di Animal Equality, sono stati minacciati e aggrediti fisicamente davanti al macello in questione.
Animal Equality
Animal Equality è un’organizzazione internazionale che lavora con la società, i governi e le aziende per porre fine alla crudeltà verso gli animali d’allevamento. Animal Equality ha uffici negli Stati Uniti, nel Regno Unito, in Germania, Italia, Spagna, Messico, Brasile e India.
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Milano, 20/02/2026 – Giovedì 19 febbraio, Palazzo Falletti, a Roma, ha ospitato l’evento di Animal Equality dedicato ad analizzare i problemi connessi alla macellazione dei cavalli a scopo alimentare, tra illegalità e proposte per fermarla. Sono intervenuti tra gli altri gli Onorevoli Francesco Emilio Borrelli (Alleanza Verdi e Sinistra) e Susanna Cherchi (M5S), la Senatrice Gisella Naturale (M5S), l’eurodeputata Cristina Guarda (Europa Verde), il consigliere della Federazione Nazionale dell’Ordine dei Veterinari Italiani Giorgio Micagni e il costituzionalista David Zanforlini.
Insieme ad Animal Equality e con la moderazione della giornalista di Radio Parlamentare Cristina Del Tutto, politici ed esperti si sono riuniti per discutere le proposte di legge finora presentate per vietare la macellazione degli equidi e i problemi connessi alla produzione di carne equina in Italia.
L’On. Cherchi, prima firmataria di una delle proposte di legge per vietare la macellazione degli equidi, così come l’On. Luana Zanella, l’On. Eleonora Evi e l’On. Brambilla – di recente incardinata in Commissione Agricoltura alla Camera – è Intervenuta durante l’evento per ribadire la propria richiesta rivolta al Governo italiano: “Fermare la macellazione dei cavalli è doveroso e possibile come in Grecia, dove nel 2020 agli equidi è stata riconosciuta la protezione giuridica riservata agli animali considerati d’affezione, come cani e gatti”.
L’On. Francesco Emilio Borrelli, che ha rivolto un’interrogazione al Ministro della Salute e al Ministro dell’Agricoltura per valutare misure di intervento volte ad aumentare i controlli nei macelli e a considerare la possibilità di vietare la macellazione degli equidi, ha dichiarato: “L’eliminazione del consumo di carne è un obiettivo a cui tendere. Anche per questo abbiamo proposto l’alternativa della carne coltivata oltre alla fine della macellazione degli equidi. Il tema è: perché dobbiamo macellare altri esseri viventi per il nostro piacere? Eppure questo accade anche in clandestinità in alcune aree d’Italia: a Catania con la Commissione ecomafie abbiamo scoperto cavalli sfruttati nelle corse, imbottiti di farmaci e mandati al macello, con gravi rischi per la salute umana”.
La Sen. Gisella Naturale ha aggiunto: “È inaccettabile che animali che hanno fatto corse tutta la vita all’estero vengano importati in Italia per essere macellati illegalmente, esistono delle normative europee e delle tutele stabilite dalla Costituzione nei confronti degli animali che vanno rispettate. Nei confronti di chi compie questi reati dovrebbero esserci delle pene esemplari”.
L’On. Cristina Guarda ha portato la riflessione sul piano europeo: “In Europa stiamo cercando di risolvere il problema dei trasporti degli animali vivi, di tracciabilità e di frodi documentali, un tema che è necessario affrontare meglio anche in Italia: quando si parla di animali se ne parla alla stregua di merci, ma le pene per chi commette queste frodi devono essere aggravate. Il divieto di macellazione degli equidi va in questa direzione e rappresenta un apripista per salvaguardare anche altri animali sfruttati nel comparto alimentare”.
“Ridurre il numero degli animali allevati e aumentare i controlli nei macelli è necessario e gli sforzi ci sono anche a livello regionale. Ciò che mostrano le inchieste di Animal Equality è la prova che gli abusi sugli animali esistono e che le leggi esistenti non vengono rispettate. Su questo cortocircuito è necessario portare avanti una battaglia anche culturale” ha osservato Paola Pollini, consigliera della Regione Lombardia.
Matteo Cupi, direttore esecutivo di Animal Equality Italia, ha presentato il nuovo dossier dell’organizzazione: “Produzione e macellazione dei cavalli in Italia: dati, criticità e vuoti normativi”. I principali risultati raccolti mostrano che il circuito dietro l’uccisione dei cavalli a scopo alimentare è caratterizzato da dati di monitoraggio spesso approssimativi, normative lacunose che favoriscono illegalità e abusi, tratte di viaggio estremamente lunghe che provocano effetti dannosi sulla salute degli animali, e da una macellazione che in molti casi è frutto di inadempienze e pressapochismo.
“Alla luce delle criticità strutturali di tracciabilità, controlli e benessere animale, l’abolizione della macellazione equina è l’unica soluzione realmente efficace. A questo scopo, Animal Equality ha lanciato una petizione per chiedere di riconoscere agli equidi lo status di animali da affezione e salvarli da sfruttamento e sofferenza” ha dichiarato Matteo Cupi.
Sono intervenuti anche la Dott.ssa Marina Perri, Revisore dei conti della Federazione Nazionale dell’Ordine dei Veterinari Italiani (FNOVI) e il Dott. Giorgio Micagni, consigliere FNOVI. Quest’ultimo ha spiegato che l’importazione dei cavalli dall’estero contribuisce a creare problemi di sicurezza alimentare, a fronte di pochi investimenti per garantire i controlli necessari nei macelli. Il veterinario Enrico Moriconi ha inoltre ricordato che: “Gli animali allevati e macellati sono tanti, ma i veterinari continuano a essere pochi. Questa è una scelta, non una casualità e in questo modo chi macella gli animali si prende più libertà, a loro discapito”.
L’avvocato Glauco Gasperini ha sottolineato che gli abusi nei macelli non sono casi isolati: “La violazione delle norme sul benessere animale è una costante. I veterinari che operano nei macelli sono pubblici ufficiali tenuti a denunciare le violenze, ma ad oggi le denunce sulle irregolarità nei confronti del benessere animale sono possibili solo attraverso investigazioni svolte da associazioni come Animal Equality”. L’avvocato costituzionalista David Zanforlini ha sottolineato infine la necessità di porre fine alla macellazione degli equidi in Italia illustrando le novità introdotte dalla modifica costituzionale del febbraio 2022, che riconosce il dovere dello Stato di tutelare tutti gli animali, compresi quelli allevati a scopo alimentare.