NELLA DOMENICA DELLE PALME PAPA LEONE XIV RICORDA IL RIPUDIO DELLA GUERRA DEI CRISTIANI – “nessuno può giustificarla”- CON LE PAROLE DEL PROFETA ISAIA. POI A SORPRESA CITA DON TONINO BELLO, AMATISSIMO NEL SALENTO

(g.p.) _______________ Questa mattina, alle 10.00, in Piazza San Pietro, il Santo Padre Leone XIV ha presieduto la Solenne Celebrazione Liturgica della Domenica delle Palme.
Nel corso dell’omelia, fra le altre cose ha affermato:
Fratelli, sorelle, questo è il nostro Dio: Gesù, Re della pace. Un Dio che rifiuta la guerra, che nessuno può usare per giustificare la guerra, che non ascolta la preghiera di chi fa la guerra e la rigetta dicendo: «Anche se moltiplicaste le preghiere, io non ascolterei: le vostre mani grondano sangue» (Is 1,15).
E poi
Cristo, Re della pace, grida ancora dalla sua croce: Dio è amore! Abbiate pietà! Deponete le armi, ricordatevi che siete fratelli!
E infine
Con le parole del Servo di Dio, il vescovo Tonino Bello, vorrei affidare questo grido a Maria Santissima, che sta sotto la croce del Figlio, e piange anche ai piedi dei crocifissi di oggi:
«Santa Maria, donna del terzo giorno, donaci la certezza che, nonostante tutto, la morte non avrà più presa su di noi. Che le ingiustizie dei popoli hanno i giorni contati. Che i bagliori delle guerre si stanno riducendo a luci crepuscolari. Che le sofferenze dei poveri sono giunte agli ultimi rantoli. […] E che, finalmente, le lacrime di tutte le vittime delle violenze e del dolore saranno presto prosciugate, come la brina dal sole della primavera» (Maria, donna dei nostri giorni).
Al termine della Solenne Celebrazione Liturgica della Domenica delle Palme e della Passione del Signore, sul Sagrato della Basilica di San Pietro, il Santo Padre Leone XIV, prima di recitare la preghiera dell’Angelus, ha pronunciato le seguenti parole:
Cari fratelli e sorelle,
all’inizio della settimana santa, siamo più che mai vicini con la preghiera ai cristiani del Medio Oriente, che soffrono le conseguenze di un conflitto atroce e, in molti casi, non possono vivere pienamente i Riti di questi giorni santi. Proprio mentre la Chiesa contempla il mistero della Passione del Signore, non possiamo dimenticare quanti oggi partecipano in modo reale alla sua sofferenza. La loro prova interpella la coscienza di tutti. Eleviamo la nostra supplica al Principe della pace, affinché sostenga i popoli feriti dalla guerra e apra cammini concreti di riconciliazione e di pace.
Category: Costume e società, Cronaca, Cultura, Politica





























