INIZIATIVE DEL MUSEO CASTROMEDIANO DI LECCE PER LE FESTIVITA’ PASQUALI

(m.m.) ______________
A Lecce, il Museo Castromediano – come consuetudine – rimarrà aperto nel giorno di Pasqua e nel Lunedì di Pasquetta. Tre le mostre allestite, in sintonia con il tema della Passione e della Resurrezione, in dialogo con i “Paesaggi” narrati dalla collezione archeologica e dalla collezione d’arte del Museo.
OLIO & DESIGN: ANIMA MEDITERRANEA
Ad accogliere, all’ingresso del museo si incontra “Olio & Design: Anima Mediterranea”, un invito ad un uso più consapevole dell’olio e della sua preziosità, per celebrare un alimento dalle straordinarie virtù ma, anche, la sua “sacralità”, il suo profondo valore simbolico, custodirlo, contenerlo, conservarlo il tema ispirativo della ricerca proposta dai curatori Cintya Concari e Roberto Marcatti a dodici designer e architetti italiani di fama internazionale. Nell’allestimento dodici contenitori in ceramica, opere uniche, realizzate da Agostino Branca nella sua bottega a Tricase, pensate e disegnate da: Luisa Bocchietto con “Ondolio”; Andrea Branciforti con “Lynk”; Salvatore Cozzolino con “Bi-Tu-Bi”; Beppe Facente con “Eolia”; Massimo Iosa Ghini con “Olea Fluens”; Ugo La Pietra con “Verde Oliva”; Dino Lorusso con “H:Olii”; Ico Migliore con “Forma”; Mauro Olivieri con “Amaio”; Susanna Ponzetta con “Metamorfosi”; Silvia Sandini con “Ojo”; Giovanna Talocci con “Fino all’ultima Goccia”.
LE TAVOLE DELLA VIA CRUCIS DI RAFFAELE CARETTA
Inoltrandosi nello spazio architettonico aperto e ininterrotto che accoglie la ricchezza dei “paesaggi culturali” del Salento ed i segni del suo passato millenario che trovano, da oltre 150 anni, il loro naturale “casa” nel Museo Castromediano, si incontrano le preziose “Tavole della Via Crucis” di Raffaele Caretta (1871-1950), realizzate per la chiesetta del Collegio Argento, l’antica scuola Gesuita di Lecce, divenuta negli anni Sessanta sede del Museo Sigismondo Castromediano.
Le quattordici tavole – che i visitatori potranno ammirare da vicino prima che al termine del restauro della chiesetta ritornino al loro posto, in alto, lungo il perimetro della chiesetta – rappresentano i momenti della Passione del Cristo in una tensione altamente drammatica che attraversa e anima le posture e gli sguardi dei personaggi che le compongono. Particolare è infatti la visione di Caretta nel suo interpretare la cartapesta con una pratica capace di scandagliare tutte le opportunità che la materia poteva offrirgli nella composizione delle sue opere, maestro, nell’accostare, nei suoi basso e altorilievi, scenografia, pittura e scultura. Le sue opere non sono semplici simulacri devozionali, ma sculture cariche di un realismo vibrante e di un’introspezione psicologica che trasforma la carta e la colla in carne sofferente. La sua Via Crucis rappresenta il culmine di questa ricerca: ogni stazione è un fermo immagine drammatico, dove il contrasto tra la fragilità del materiale e la forza del messaggio spirituale crea un impatto emotivo profondo”.
“PERCHÉ MI SCERPI? LA SELVA FERITA, IL LEGNO REDENTO”
Al primo piano del Museo, negli spazi della Pinacoteca un’altra simbolica mostra dialoga con la collezione del Museo, il titolo, ispirato ad un passo del XIII canto dell’Inferno dantesco, recita: “Perché mi scerpi?”, così l’anima di Pier della Vigna trasformata in un cespuglio spinoso nel bosco dei suicidi, rimprovera Dante per avergli spezzato un ramo, provocandogli dolore e fuoriuscita di sangue. La stessa domanda che i curatori della mostra, Luca Maschio e Massimiliano Rossi, mettendo in scena “la selva ferita, il legno redento” con le opere realizzate in legno d’ulivo da Virgilio Pizzoleo, Antonio D’Aquino, Pompilio Calati e Marco Maschio, immaginano sia rivolta dagli ulivi del Salento, feriti dal flagello della Xylella a noi, spesso colpevoli di superficialità e incuria. Tra incendi e malattia, tra incuria e oblio, un paesaggio millenario è diventato ferita aperta così, la forza della scultura, nel dialogo con il sacro, diventa monito, sollecitazione, preghiera.
Il Museo Castromediano è al Lecce, al n°31 di Viale Gallipoli – Telefono: 0832 37 35 72
Ingresso Gratuito – dalle ore 9.00 alle ore 20.00





























