OLIVICOLTURA IN CRISI, LUNEDI’ 12 GIORNATA DI PROTESTA A BARI. LE RICHIESTE DEGLI OPERATORI

di Graziano De Tuglie _______________
L’Olivicoltura è in forte crisi, il settore, che in Puglia riguarda fra occupazione diretta ed indotto occupa più di 32.000 addetti, vive un momento drammatico della sua produzione.
Lunedì 12 ottobre, a partire dalle 9.30, centinaia di agricoltori, titolari di frantoi e rappresentanti delle cooperative si ritroveranno davanti alla Prefettura di Bari (nella foto, l’assemblea organizzativa tenuta venerdì scorso a Bitonto) per chiedere interventi non più rinviabili a sostegno di un settore fondamentale per l’economia agricola pugliese ancorché minato dalla Xylella.
La protesta è organizzata dalla organizzazione nota come Orgoglio Olivicolo, il comitato nazionale che riunisce le diverse componenti del comparto e che ha predisposto una piattaforma di rivendicazioni da sottoporre alle istituzioni.
Silos ancora pieni di olio invenduto, imprese agricole alle prese con gravi impedimenti ad accedere al credito e costi di produzione che continuano a mettere in forte difficoltà i bilanci aziendali, rappresentano le maggiori criticità che incombono sul settore olivicolo pugliese.
La manifestazione servirà a promuovere quattro richieste urgenti già sottoposte alle istituzioni competenti.
La prima riguarda il riconoscimento immediato dello stato di crisi del comparto olivicolo-oleario, con l’adozione immediata dei correlati provvedimenti di sostegno a favore degli olivicoltori e dei frantoi.
Un secondo intervento richiesto riguarda la tracciabilità della produzione e della movimentazione di olive e olio. Il Comitato spinge per l’adozione del documento di trasporto elettronico, seguendo un modello analogo a quello già utilizzato nel settore vitivinicolo, per rafforzare la trasparenza lungo la filiera. Ed impedire che l’olio straniero venga spacciato per olio di produzione italiana.
La terza richiesta, strettamente collegata alla precedente, propone di intensificare le verifiche sul mercato nazionale attraverso un piano straordinario di controlli antifrode. L’obiettivo indicato dal Comitato è combattere le pratiche di nazionalizzazione degli oli esteri e le importazioni incontrollate, tutelando la produzione nazionale e gli operatori che rispettano le regole.
Sul versante economico, la quarta proposta riguarda l’introduzione di misure a favorire il ritiro e lo stoccaggio della nuova produzione olearia, finalizzate a sostenere i prezzi riconosciuti agli agricoltori. Orgoglio Olivicolo sollecita inoltre aiuti finanziari destinati ai frantoi, mentre alla Regione Puglia chiede interventi compensativi per fronteggiare l’aumento dei costi del carburante.
L’impegno non si esaurisce con la manifestazione di protesta del mattino ma vedrà nal pomeriggio una delegazione di Orgoglio Olivicolo partecipare, alle ore 17, ad un tavolo dedicato alla filiera olivicola-olearia convocato dall’assessore regionale all’Agricoltura della Regione Puglia.


























