NOVITA’ EDITORIALI / “Liturgia a Occidente”, IL SAGGIO DI ANTONIETTA DI VITO CHE RIESAMINA VOCI E VOLTI DEI PROTAGONISTI DEI FATTI DI GENOVA 2001

| 27 Ottobre 2026 | 0 Comments

di Raffaele Polo ________________

I fatti del G8 di Genova si svolsero dal 19 al 22 luglio 2001, durante il vertice dei Capi di Stato e di Governo dei Paesi industrializzati guidato dal Presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi. Oltre 200.000 manifestanti del movimento no-global e associazioni pacifiste arrivarono in città per contestare il summit. Il centro di Genova fu diviso in zone blindate, tra cui la “zona rossa” attorno a Palazzo Ducale presidiata da migliaia di uomini delle forze dell’ordine.

Il 20 luglio 2001, in piazza Alimonda, il manifestante ventitreenne Carlo Giuliani fu ucciso da un colpo di pistola sparato da un carabiniere (Mario Placanica) durante gli scontri, venendo poi investito da una camionetta. Nella notte tra il 21 e il 22 luglio, le forze dell’ordine effettuarono un blitz violento nella scuola Diaz (che ospitava attivisti, giornalisti e manifestanti), causando decine di feriti gravi. I fermati durante le manifestazioni e i fatti della scuola Diaz vennero portati nella caserma di Bolzaneto, dove subirono abusi, sevizie e torture psicologiche e fisiche.

 A venticinque anni di distanza dai fatti che hanno segnato la storia recente dell’Occidente, esce il libro di Antonietta Di Vito “Liturgia a Occidente. Voci da Genova” (Efesto, 104 pagine, 15 euro) un’opera chiarificatrice che propone un cambio di prospettiva radicale sul vertice del G8 di Genova. Con la prestigiosa prefazione di Emanuela Ferreri, il libro si pone l’obiettivo di superare la memoria schiacciata dalle sole immagini di violenza e scontro giudiziario per recuperare la sostanza politica, sociale e simbolica di quelle giornate.

Offuscate, cancellate dalle immagini delle violenze, sono rimaste per lo più poco note le voci dei manifestanti a Genova nel 2001, così come quelle dei “Grandi della Terra” come vennero definiti i leader convenuti. Ridotta ad arena e caos, dove tutte le regole sembravano essere saltate o fuori controllo da parte degli uni e degli altri, Genova 2001 è stata invece piazza e palazzo, e come tale esibizione e manifestazione politica, civica e sociale, e quindi linguaggio proprio della nostra contemporaneità. Ma anche teatro e palcoscenico. Infine, per la sproporzione dei poteri in gioco, espressione di devozione e supplica. Spazio sacro, pellegrinaggio e altare, santuario e clero, fedeli e rito.

Oltre ed insieme al caos violento che quasi solo sembra sopravvivere come memoria di quei giorni, “i fatti di Genova 2001” sono sintesi ed esplosione estrema di pratiche proprie dell’Occidente che dall’istanza del logos è degradato nella Babele che molti ricordano. Questo testo intende recuperare quelle voci, o almeno sollecitare il pubblico che non ha partecipato a quelle giornate, contemporanei e più giovani, a cercare cosa esse chiedessero, da una parte e dall’altra della barricata.

Category: Cultura, Libri

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