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XYLELLA / UNA NOTA DI CATERINA VITIELLO

| 9 febbraio 2015 | 0 Comments

RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO_____Da Lecce, Caterina Vitiello, candidata del M5S al consiglio regionale, ci manda la seguente nota______

“Lo temevamo da tempo, ed ora sono pronti. Partendo da nord del Comune di Trepuzzi sarà tracciata una linea cimiteriale, che va dall’Adriatico allo Jonio, e da li, per un km di profondità verso sud , eradicheranno ogni cosa.

Questo è ciò che prospetterà la Regione Puglia per la sua terra, con l’assenso dell’Istituto Agronomico Mediterraneo di Bari, l’ Università’ di Bari, il CNR Ist. per la protezione Sostenibile delle piante e l’Ufficio Provinciale Agricoltura di Lecce.

Prepariamoci tutti dunque: per la Regione e x l’ Europa l’ olivicoltura pugliese, motore di un comparto nazionale che ha nel Salento il suo baricentro, sarebbe giunta alla fine. Ciò nonostante la qualità alimentare dell’olio sia rimasta inalterata e nonostante la produzione non abbia subito cali significativi, anche nelle zone definite più colpite. Per altro è già in vigore, da luglio 2014, il divieto di piantare, oltre all’ olivo, alberi di frutto quali mandorlo, pesco susino/prugno, ciliegio, amarena, albicocco e alberi ornamentali come l’oleandro e l’ acacia. Azzerando una millenaria ricchezza d’immenso valore, paesaggistico e di prevenzione contro il dissesto idrogeologico.

Ma alla vigilia del disastro, andrebbero chiarite ed individuate le responsabilità del ritardo con cui si è intervenuti, dato che i primi focolai si sono ravvisati nel 2011. Ma soprattutto andrebbero chiarite le motivazioni per le quali non si sia ritenuto, in questi anni, di dover avviare un percorso di ricerca scientifica approfondito e condiviso da diversi enti di ricerca, verificare e valutare a fondo la correlazione che corre tra la malattia da “essiccamento rapido dell’ulivo” e l’ampio utilizzo di pesticidi che se ne fa nel Salento.

Il rischio è che a questo danno immane, che riguarda noi e le generazioni future, rischia di moltiplicarsi con possibili speculazioni edilizie, stradali, industriali, di coltivazioni per biomassa ecc, nelle zone eradicate. La Regione Puglia, prima di mettere in atto le drastiche misure richieste dall’Europa, cioè l’ eradicazioni che limitino l’espansione a fronte di indennizzi economici, dovrebbe avviare urgentemente un confronto con la commissione Europea, che miri alla salvaguardia del valore economico, paesaggistico e culturale di tutta la produzione olivicola e vivaistica salentina, mettendo in atto misure di controllo e cure adeguate, se pur sperimentali. O vogliamo che il Salento si trasformi un gran bel deserto?”.

Category: Riceviamo e volentieri pubblichiamo

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