PAREGGIO LECCE, ADDIO SOGNO PLAY OFF. SARA’ UN ALTRO ANNO NEL LIMBO DELLA LEGA PRO

| 9 maggio 2015 | 0 Comments

di Laura Ricci______

Nell‘ultima e importantissima giornata di Lega Pro, il Lecce alle 17.30 scende in campo contro la padrona di casa Vigor Lamezia per vincere e sperare nei risultati a proprio favore delle dirette concorrenti Casertana, Matera e Juve Stabia. Alla chiusura dei conti, i giallorossi concedono il pareggio agli avversari nonostante la superiorità numerica; amaro fine di stagione per una squadra che si era ritrovata ed era tornata a entusiasmare i propri tifosi. Terminano con il risultato di parità tutti gli incontri delle rivali.

Mister Bollini schiera Scuffia, Beduschi, Lopez, Diniz, Abruzzese, Sacilotto, Mannini, Lepore, Moscardelli, Herrera e Doumbia.

La Vigor Lamezia del tecnico Erra scende in campo con Forte, Rapisarda, Malerba, Puccio, Filosa, Gattari, Improta, Scarsella, Held, Battaglia e De Giorgi.

Il “peso” di questo incontro si fa sentire già dagli attimi precedenti al match, istanti prima del fischio iniziale in cui gli uomini giallorossi si riuniscono in cerchio in mezzo al campo per darsi coraggio e innalzare l’urlo di battaglia.

Gli uomini di Bollini si propongono in avanti sin da subito e al 2′ sfiorano la rete del vantaggio con un bel suggerimento di Diniz per Doumbia che si infila tra le maglie avversarie ma colpisce in pieno il primo palo di Forte. Le intenzioni dei giallorossi sono chiare e si cerca il primo goal fino al 7′, quando Abruzzese riesce a trovare il tocco vincente sotto porta su azione di calcio d’angolo, aprendo così i conti di questo match e lanciando un segnale alle concorrenti ai play off che giocano in contemporanea su altri campi.

La tranquillità acquisita dopo il goal gioca però brutti scherzi al Lecce: al 14′ Held serve Scarsella che lascia partire un rasoterra potente che si va a schiantarsi contro Abruzzese, assumendo così  una traiettoria velenosa e ingannevole per Scuffia; la Vigor Lamezia riagguanta i giallorossi e riporta il risultato in parità. I salentini accusano il colpo e lasciano la gestione del match ai propri avversari, spesso pericolosi in azioni veloci come quella di Rapisarda, autore di una bella azione sull’ out di destra poi fermata dall’intervento del portiere leccese.

Intorno al 30′ i giallorossi tornano a giocare con maggiore lucidità e riprendono a creare occasioni offensive: prima ci prova Herrera dalla distanza con un tiro a giro che impegna Forte in una deviazione con i pugni, mentre al 37′ Mannini pesca la testa di Doumbia, ma l’attaccante leccese manca il bersaglio e spedisce fuori il pallone. L’occasione più ghiotta e clamorosa avviene al 44′ con Lepore che in area avversaria manca il pallone lasciando sguarnita la porta in favore di Herrera, poco freddo al momento del tiro e autore di una cannonata fuori misura che si spegne sul fondo tra la disperazione dei propri compagni di squadra.

Si chiude così il primo tempo, con il Lecce in situazione di parità e la Juve Stabia in vantaggio in casa del Benevento.

I giocatori rientrano in campo e il match si fa equilibrato, senza che i salentini riescano a perforare il muro della Vigor Lamezia, ben messa in campo e pronta a ripartire per fare male. Al 54′ Moscardelli ci prova con un tiro troppo debole dalla distanza che non mette in difficoltà il portiere calabro; tre minuti dopo, il colpo di scena: al 57′, in contemporanea con la notizia del vantaggio del Matera contro l’Aversa Normanna, come se fosse un segno del destino,i padroni di casa sorprendono il Lecce con un tiro di Catalano che manca la porta, ma permette al suo compagno Scarsella di intervenire in corsa sul pallone per ribadirlo in rete freddando Scuffia e firmando la doppietta personale.

A mezz’ora dal fischio finale che condannerebbe i giallorossi a un altro anno in Lega Pro, gli uomini di Bollini sentono franare il terreno sotto i piedi e cercano di rimediare con un colpo di testa di Diniz che attraversa tutta la linea di porta del Lamezia per poi finire fuori. Nella frenesia di un match sempre più complicato per i leccesi, la Vigor Lamezia prende in mano le redini del gioco e mette in seria difficoltà gli avversari che sembrano essere in preda al panico.

Al 70′ però si riaccende la luce della speranza per il Lecce che impegna Forte in un intervento provvidenziale su un tiro di Doumbia, ma trova un prezioso calcio di rigore a grazie all’intervento falloso in area di rigore da parte di Spirito nei confronti di Embalo. Il difensore della Vigor viene punito con il cartellino rosso e il tiro dal dischetto viene concretizzato dalla rete di Moscardelli. I giallorossi si ritrovano così ad affrontare gli ultimi venti minuti di gioco in superiorità numerica, per riportare il risultato dalla propria parte e per rovesciare le sorti di questo match. La squadra ospite cerca il sorpasso ma sono bravi i calabri a chiudersi e a difendere la propria area di rigore; al 90′ Moscardelli appoggia di sponda per Lepore che in corsa tenta la botta dal distanza ma spara al di sopra della traversa.

Cinque minuti dopo, l’arbitra fischia la fine dell’incontro.

Il giudizio: è davvero un peccato vedere questa squadra rinunciare all’obiettivo promozione, proprio ora che il Lecce aveva capito come scendere in campo per portare a casa il risultato. Le ultime quattro partite degli uomini di Bollini hanno visto undici uomini “diversi” rispetto a quelli che, nel corso di un intero campionato, hanno sprecato troppo e hanno lasciato punti per strada che ora sarebbe valsi il proseguo ai play off. Pur avendo trovato la forza di rimettere in piedi una partita che sembrava dovesse andare male a tutti i costi, i giallorossi hanno subito il ritorno di una pressione che li ha schiacciati fino ad oggi, a causa di un andamento scostante. È un peccato, rchè se ci fosse stata sempre questa squadra in campo, con questo cuore, questa mentalità ed efficacia, non si sarebbe sudato freddo fino all’ultimo minuto per poi vedere infranti i propri sogni.

Da ricordare: la determinazione e la grinta con cui i giocatori del Lecce hanno affrontato quest’ultima giornata, rimarrà nella mente e nel cuore di chi ha assistito al match.

Da dimenticare: il calo di concentrazione fatale per il Lecce che è costato due goal ai giallorossi e ha sancito l’addio al sogno dei play off.

 

L’arbitraggio: ha diretto l’ incontro il signor Niccolo Pagliardini di Arezzo, accompagnato dagli assistenti di gara Orlando Pagnotta e Pasquale Capaldo. Incontro abbastanza corretto, unica azione degna di nota è quella vista in occasione del calcio di rigore assegnato in favore del Lecce dopo il fallo di Spirito, giudicato irregolare dal direttore di gara.

Category: Sport

Lascia un commento