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“Profonda contrazione delle libertà e dei diritti fondamentali”. I PERICOLI DI ABBATTIMENTI INGIUSTIFICATI, E DI IRRORAZIONI CHIMICHE. IL POPOLO DEGLI ULIVI CONTRO LE NORME DEL DECRETO LEGGE DEL GOVERNO. ASSEMBLEA A LECCE GIOVEDI’ 18

| 16 aprile 2019 | 1 Comment

Riceviamo e volentieri pubblichiamo. Nuova nota del Popolo degli Ulivi questo pomeriggio, con preoccupate e preoccupanti valutazioni sul così detto ‘Decreto Emergenze’ passato alla Camera dei Deputati per l’approvazione finale.______

Il Popolo degli Ulivi esprime seria preoccupazione e forte opposizione al c.d. Decreto Emergenze che è stato licenziato con modifiche alla Camera dei deputati.

Preoccupazione per l’illogicità, la dannosità e la profonda contrazione delle libertà e dei diritti fondamentali delle persone destinatarie delle misure in esso contenute. Opposizione perché non è con le misure d’emergenza che si risolvono le problematiche dell’olivicoltura Salentina e/o la malattia degli ulivi insorta e segnalata nel gallipolino già dal 2004, attribuita (senza diretta correlazione scientifica) al batterio nel 2013, più di 5 anni fa! Nonostante le nostre numerose grida d’allarme sulla necessità di aprire la ricerca scientifica in materia di disseccamenti delle piante e dare una risposta sistematica ai produttori e alla popolazione, per anni nessuna istituzione si è interessata alla problematica, fino a quando non sono state approvate norme d’emergenza, dapprima nel 2015 e poi, a distanza di quattro anni, oggi.

Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali (nella foto, Gian Marco Centinaio), autore del Decreto Emergenze, stranamente ignora completamente i risultati sul controllo del disseccamento dell’olivo del suo centro di ricerca, il CREA, in cui si dimostra che è possibile, con le buone pratiche agricole, recuperare oliveti disseccati e portarli nuovamente a produzione.

Quindi, perché ostinarsi, fino a violare la costituzione, ad abbattere perfino ulivi verdi e produttivi e ad irrorare mezza Puglia con insetticidi pericolosissimi dalle irreversibili conseguenze per la vita e la sopravvivenza di ogni essere vivente?

L’art. 8 del Decreto emergenze (norme per il contrasto della xylella fastidiosa) pone una serie di deroghe alle normative vigenti in tema di lotta alle fitopatie. In questo modo tutte le norme poste a tutela della salute, dell’ambiente, del paesaggio, della dignità delle persone che vivono nel territorio interessato dall’emergenza vengono superate e si possono applicare norme di volta in volta stabilite dal governo, in maniera dispotica.

Non si può nascondere che la deroga a tutte le norme vigenti può autorizzare il governo a:

– irrorare le terre con pesticidi dannosi sia per l’ambiente che per la salute umana (soprattutto quella dei bambini, i più colpiti secondo i dati pubblicati dall’ISDE) e animale;

– imporre abbattimenti senza alcun contraddittorio né preavviso;

– basare ogni assunto politico, senza voler veramente approfondire ed affrontare la fitopatia con un serio approccio scientifico, su decisioni di carattere economico le cui scelte sono volte a modificare il sistema produttivo a vantaggio di colture intensive, eliminando i piccoli produttori e aprendo la strada al latifondo e alla speculazione.

Un’altra misura del decreto, prevede che i proprietari (o conduttori o detentori a qualsiasi titolo) dei fondi su cui insistono piante infette (positive alla sola presenza del batterio seppur in assenza di sintomi) o con infezione conosciuta o manifesta debbano informare i servizi fitosanitari competenti, altrimenti per loro è prevista una sanzione amministrativa da 516 a 30.000 €. (Come e chi lo stabilisce, considerando che con “infezione” ci si riferisce al batterio, presente solo nell’1,8% circa delle piante analizzate e non ai disseccamenti, tra l’altro assenti negli alberi oggetto delle misure di estirpazione?)

La stessa ammenda è imposta a chi non estirpa gli alberi. Per tutti quelli che si oppongono è previsto il doppio della sanzione (quindi da 1032 a 60.000 €). In ogni caso è sempre d’obbligo l’abbattimento coattivo, anche in assenza dei proprietari.

Noi ci opponiamo a questa visione antidemocratica, illogica e liberticida che, nel nome dell’emergenza (infinita) sovrasta le regole democratiche, per perseguire obiettivi puramente economici, a tutto vantaggio di poche classi e a svantaggio delle masse di lavoratori e cittadini. Se dovesse passare questo modello, in cui gli interessi di grosse aziende e multinazionali, sostenuti dalle associazioni di categoria vengono imposti attraverso false emergenze da una politica di istituzioni completamente asservite, sarebbero i fondamenti della nostra stessa democrazia a crollare, finiremmo col vivere palesemente in un regime di fatto, regolato dagli interessi del potere economico.

Ci teniamo ad esprimere la nostra più profonda solidarietà a tutti gli agricoltori, vivaisti ed allevatori che da queste misure non trarranno alcun beneficio, ma anzi ne usciranno irrimediabilmente danneggiati (ad esempio le aziende biologiche delle aree interessate perderanno la certificazione) e li invitiamo ad unirsi alla nostra lotta per ridisegnare insieme un’agricoltura e tutte le attività ad essa connesse, veramente sostenibili, sia sul piano ambientale che sul piano della dignità di chi lavora.

Invitiamo tutte le persone di buona volontà a partecipare all’Assemblea del Popolo degli Ulivi, che si terrà giovedì 18 aprile alle ore 18.30, presso le Manifatture Knos, via Vecchia Frigole 36, Lecce, per confrontarci e programmare insieme le prossime iniziative.______

LA RICERCA nel nostro articolo del 13 aprile scorso

UN CENTINAIO DI OBIEZIONI. DOPO LA VISITA BLINDATA DEL MINISTRO IN PUGLIA, IL POPOLO DEGLI ULIVI DALLA PROTESTA ALLA PROPOSTA. ASSEMBLEA A LECCE GIOVEDI’ 18

 

Category: Cronaca, Politica

Comments (1)

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  1. redazione ha detto:

    Le norme citate nel comunicato sono contenute, fra le altre, nel

    Disegno di legge: “Conversione in legge del decreto-legge 29 marzo 2019, n. 27, recante disposizioni urgenti in materia di rilancio dei settori agricoli in crisi e di sostegno alle imprese agroalimentari colpite da eventi atmosferici avversi di carattere eccezionale e per l’emergenza nello stabilimento Stoppani, sito nel comune di Cogoleto”

    E’ già stato esaminato in sede referente dalla Commissione Agricoltura dal 2 al 9 aprile scorso.

    Da ieri, lunedì 15, è in Aula, per l’approvazione. La discussione è in corso. Il voto finale, che sarà ad appello nominale elettronico e dunque palese, è previsto per la giornata di domani, mercoledì 17.

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