CONDANNATI DUE GIOVANI PER BRUTALE AGGRESSIONE OMOFOBA NEL CUORE DI LECCE: OLTRE QUATTRO ANNI DI PENA

| 11 Novembre 2025 | 0 Comments

(f.f.)____________

È stata pronunciata la condanna nei confronti dei due giovani coinvolti nel violento pestaggio a sfondo omofobo avvenuto lo scorso febbraio nel cuore del centro storico di Lecce. Il giudice per l’udienza preliminare, Tea Verderosa, ha inflitto una pena di quattro anni e due mesi di reclusione a Jonathan Guido, di 25 anni, e di quattro anni e quattro mesi a Joele De Marco, di 20 anni, riconoscendo pienamente la natura discriminatoria dell’aggressione.

La decisione, emessa al termine del processo celebrato con rito abbreviato, ha confermato per entrambi la responsabilità penale per lesioni personali gravi aggravate dai motivi abietti e futili. Oltre alla pena detentiva, è stata disposta la sospensione dai pubblici uffici per cinque anni e il pagamento di un risarcimento immediato di 15mila euro a favore della vittima, un giovane ventiduenne originario di Lequile, rappresentato dall’avvocato Andrea Starace.

Per De Marco è arrivata anche la condanna per aver violato un precedente provvedimento del Questore, che gli vietava l’accesso ai locali del centro storico dopo un episodio di violenza verificatosi a fine 2024.

I fatti risalgono alla notte dell’8 febbraio 2025, quando il giovane di Lequile, in compagnia di alcuni amici, fu avvicinato in via dei Perroni dai due imputati. Senza alcuna provocazione, iniziarono a insultarlo con epiteti omofobi e a sputargli addosso, fino a colpirlo con un calcio al braccio. Il ragazzo cercò di allontanarsi per evitare lo scontro, ma qualche ora più tardi, intorno alle 23.30, mentre si trovava in via dei Verardi insieme a un’amica, venne nuovamente raggiunto dai due aggressori. Dopo poche parole di sfida, Guido gli sferrò una violenta testata al volto, seguita da un pugno di De Marco che lo fece cadere privo di sensi.

Soccorso d’urgenza e trasportato all’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce, il giovane riportò gravi traumi cranio-facciali, una commozione cerebrale, danni ai nervi del viso e un ematoma alla tempia. Le sue condizioni resero necessario il trasferimento al Policlinico di Bari per un complesso intervento di ricostruzione orbitale. La prognosi superò i tre mesi e il ragazzo tuttora soffre di disturbi visivi e difficoltà di coordinazione motoria.

L’attività investigativa condotta dalla Squadra Mobile di Lecce, supportata da diverse testimonianze e dalle riprese delle telecamere di sicurezza, ha consentito di ricostruire con precisione la dinamica dell’aggressione. Gli imputati hanno parzialmente ammesso le proprie responsabilità, ma le loro versioni sono state smentite dalle prove acquisite nel corso delle indagini.

Nelle motivazioni della sentenza, la giudice Verderosa ha evidenziato la particolare crudeltà e la pericolosità sociale della condotta, sottolineando come il movente fosse chiaramente legato al disprezzo nei confronti dell’orientamento sessuale e dell’aspetto fisico della vittima. Per questa ragione, sono state escluse le attenuanti generiche.

I due condannati, attualmente sottoposti agli arresti domiciliari, potranno proporre appello tramite i rispettivi legali, gli avvocati Ivan Greco e Carlo Reho.

L’episodio, che ha profondamente scosso la comunità leccese, riporta al centro del dibattito pubblico il tema dei crimini d’odio e della necessità di una risposta ferma contro ogni forma di discriminazione, affinché simili episodi non trovino più spazio nel tessuto civile del Salento.

Category: Cronaca

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