LE BOMBETTE DELLA DOMENICA / ALVARO MORATA CANTA MINA E ANTONIO CONTE FA SEMPRE COME UN BAMBINO

di Andrea Sciolti ____________
“E se tu scruterai a lungo in un abisso, anche l’abisso scruterà dentro di te”, sosteneva il buon Nietzsche nei suoi stravaganti Biglietti della Follia.
Per il tifoso leccese, tuttavia, Abisso da Palermo continua a essere imperscrutabile. L’atavica e storica intolleranza del fischietto palermitano verso i colori giallorossi, inferiore soltanto a quella del generale Vannacci verso i Village People, è stata ribadita sabato pomeriggio nello scontro salvezza contro il Verona. O forse era l’Udinese. Cambia poco, il rigore a mio parere non c’era, sebbene ce ne abbiano assegnati contro di peggiori. Il punto muove la classifica, certifica i progressi difensivi e di manovra, così come una sterilità offensiva tanto preoccupante quanto inevitabile, considerate le scelte operate in sede di mercato. In ogni caso è inutile fasciarsi la testa prima di rompersela, un’altra ventina di 0-0 e l’obiettivo sarà raggiunto anche in questa stagione.
Roma e Inter intanto si issano in testa alla classica, approfittando della ormai consueta crisi del secondo anno di Conte. Lo schema è sempre lo stesso: scudetto al primo colpo in una squadra senza coppe europee, mercato faraonico nella stagione successiva per poi lamentarsi puntualmente del doppio impegno settimanale. L’epilogo è sempre lo stesso: o vinco o minaccio di andarmene sollevandomi da qualsiasi responsabilità. Come i bambini, insomma.
Milan e Juventus intanto balbettano come il marito che risponde davanti alla moglie alla telefonata di Jessico Calcetto; l’allenatore dell’Atalanta Juric esonerato fa l’ennesimo torto ai proclami del governo alimentando scientificamente il tasso di disoccupazione; il Pisa torna alla vittoria in Serie A dopo 34 anni: a testimonianza della portata storica dell’evento basti pensare che all’epoca l’attuale sindaco non era ancora entrato in politica.
Completano il quadro i pareggi di Marassi fra le nobili decadute Genoa e Fiorentina e quello fra Como e Cagliari: al Sinigaglia l’episodio più emozionante è il tributo di Alvaro Morata a Mina: “non gioco più, me ne vado”.
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