‘LE NUOVE TARIFFE DEI TEATINI INSOSTENIBILI PER I PICCOLI ARTIGIANI’

Riceviamo e volentieri pubblichiamo. Il Codacons – associazione per la tutela dei diritti dei cittadini – ci manda il seguente comunicato, firmato dall’avvocato Cristian Marchello, responsabile della sede di Lecce _______________
EX MONASTERO DEI TEATINI: TRA TARIFFE PROIBITIVE, “PUBBLICO INTERESSE” A GEOMETRIA VARIABILE E UNA COMMISSIONE POCO PLURALISTA, IL RISCHIO È L’ESPULSIONE DELL’ARTIGIANATO AUTENTICO
Il CODACONS esprime profonda preoccupazione per il nuovo Regolamento di utilizzo dell’Ex Monastero dei Teatini e per la deliberazione di Giunta che ha determinato tariffe e cauzioni destinate a incidere pesantemente sull’accesso a uno dei principali beni monumentali della città di Lecce.
Dietro l’enunciazione di obiettivi culturali e di valorizzazione del patrimonio, si delinea invece un sistema che rischia di favorire operatori commerciali e imprenditoriali strutturati, a scapito del piccolo artigianato locale, degli artisti indipendenti e di chi vive esclusivamente del proprio lavoro manuale e creativo.
Le tariffe previste (fino a 450 euro al giorno, oltre cauzione e costi accessori) risultano insostenibili per la maggior parte degli artigiani locali, che non dispongono di capitali, sponsor o strutture cooperative.
Il risultato è evidente: chi ha forza economica potrà accedere agli spazi monumentali, mentre chi produce opere del proprio ingegno rischia di restarne escluso.
Una selezione non culturale ma economica, incompatibile con la funzione pubblica del bene.
Particolarmente critica è la norma del regolamento che prevede la possibilità di ridurre le tariffe fino al 50% solo nel caso in cui “sussista il pubblico interesse”, previa deliberazione della Giunta Comunale, a favore di Enti, Associazioni, Fondazioni e Comitati senza scopo di lucro o che collaborino con l’Amministrazione.
Tale previsione presenta gravi profili di criticità, poiché la nozione di “pubblico interesse” viene rimessa integralmente alla discrezionalità politica della Giunta, in assenza di criteri predeterminati, oggettivi e verificabili e, soprattutto, risulta scollegata da qualsiasi riferimento diretto alla tutela e alla valorizzazione dell’artigianato locale, che costituisce invece la destinazione storica e funzionale del bene pubblico.
Il rischio è la creazione di un sistema a due velocità, nel quale alcuni soggetti possono beneficiare di significative agevolazioni economiche mentre altri ne restano esclusi. Il “pubblico interesse” rischia così di trasformarsi in uno strumento selettivo e premiale, suscettibile di favorire soggetti già inseriti in circuiti consolidati.
In assenza di regole chiare e trasparenti, la riduzione tariffaria non costituisce una tutela per l’artigianato diffuso, ma un potenziale fattore di disparità di trattamento.
Molti artigiani storici, esclusi sia dalle tariffe ordinarie sia dalle agevolazioni discrezionali, rischiano di essere relegati negli spazi esterni, esponendo per strada, sotto il sole, senza adeguate tutele e senza dignità, le proprie opere.
Si tratta di una scelta che incide direttamente e negativamente sui consumatori, poiché la riduzione della presenza del piccolo artigianato locale comporta una contrazione dell’offerta, una minore concorrenza reale e una progressiva omologazione dei contenuti culturali. Espellere i piccoli artigiani significa, dunque, impoverire l’esperienza del consumatore, ridurre la libertà di scelta e indebolire l’immagine di Lecce come città della cultura e dei saperi tradizionali.
Ulteriore elemento di preoccupazione è la composizione della Commissione valutatrice che, di fatto, concentra l’attenzione quasi esclusivamente sulla cartapesta, trascurando altre forme fondamentali dell’artigianato salentino, alle quali non viene riconosciuta alcuna reale rappresentatività.
Sorge pertanto un interrogativo legittimo: chi tutela la pluralità dell’artigianato locale e autentico? E chi garantisce che le scelte non siano orientate da logiche prevalentemente commerciali?
Si profila, in tal modo, un tradimento della destinazione originaria dell’ex Convento dei Teatini, storicamente legata alla valorizzazione dell’artigianato locale e delle eccellenze del territorio.
Chiediamo criteri oggettivi e trasparenti per la definizione del “pubblico interesse”, tariffe realmente accessibili agli artigiani locali e una Commissione pluralista, rappresentativa di tutte le arti e i mestieri del territorio.
Sono numerosi gli artisti e gli artigiani che stanno manifestando agitazione e disagio, temendo di essere definitivamente espulsi da uno spazio che dovrebbe appartenere alla collettività.
Il CODACONS resta vigile e non esclude azioni a tutela della legalità, dell’imparzialità amministrativa e del patrimonio culturale leccese.
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