LE ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE DEL TERRITORIO CHIEDONO LA SOSPENSIONE DELL’AUTORIZZAZIONE PER LA COLACEM DI GALATINA. L’AZIENDA REPLICA CHE SI TRATTA DI UN ALLARME INGIUSTIFICATO: “Non esiste alcun rischio per la salute”

(Rdl) ___________________ Le sottoelencate associazioni ambientaliste ci hanno mandato il seguente comunicato stampa inerente lo stabilimento Colacem di Galatina. Ci ha scritto anche l’azienda, la cui replica pubblichiamo a seguire. ____________
ARPA E ASL: ACCERTAMENTO DEL RISCHIO CANCEROGENO PER ARSENICO E CROMO VI.
ASSOCIAZIONI A REGIONE, PROVINCIA E COMUNI: “SI VOLTI PAGINA SU COLACEM GALATINA”
Il 10 aprile una delegazione di associazioni ambientaliste è stata ricevuta dal Presidente della Provincia di Lecce, Fabio Tarantino, nell’ambito della procedura di valutazione sanitaria dell’impatto delle attività dello stabilimento Colacem Galatina, prevista nel riesame dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA), sulle popolazioni esposte.
Nel corso dell’incontro le associazioni hanno richiamato l’attenzione su un dato di particolare gravità già emerso nelle sedute di settembre 2025 e gennaio 2026: nello scenario di emissioni autorizzate del cementificio Colacem di Galatina, secondo quanto emerso nei contributi tecnici di ARPA e ASL, il rischio sanitario cancerogeno per la popolazione esposta risulterebbe superiore alla soglia di accettabilità per arsenico e cromo esavalente, elemento che, secondo le associazioni, richiederebbe un intervento tempestivo da parte delle istituzioni.
Ulteriori elementi di preoccupazione derivano da analisi indipendenti effettuate su campioni di cemento, che hanno evidenziato la presenza di metalli pesanti e di sostanze note per la loro tossicità, contaminanti ambientali di rilevanza sanitaria che, secondo la classificazione scientifica internazionale, sono considerate cancerogene per l’uomo, come evidenziato nelle valutazioni tecniche espresse dall’Ing. Antonio De Giorgi, mettendo in luce criticità legate alla carenza di tracciabilità e trasparenza nei sistemi di controllo, in un contesto che, secondo le associazioni, non garantirebbe un sistema pienamente trasparente, con possibili limiti alla verifica indipendente dei controlli analitici sui rifiuti utilizzati nel ciclo produttivo e sui prodotti ottenuti.
Tali evidenze si inseriscono in un quadro più ampio di rischio sanitario, come sottolineato dagli esperti che affiancano le associazioni, tra cui il prof. Fabrizio Bianchi e il dott. Agostino Di Ciaula del Comitato Scientifico di ISDE Italia, secondo cui l’esposizione prolungata a metalli pesanti come arsenico, cadmio, nichel, cromo VI, mercurio e rame può determinare effetti sanitari rilevanti non solo per malattie oncologiche ma anche non-oncologiche, coinvolgendo apparato cardiovascolare, endocrino, neurologico e respiratorio, con una particolare vulnerabilità delle fasce pediatriche, anche in relazione alla presenza, in un territorio del circondario Colacem, di un cluster tumorale segnalato dall’Istituto Superiore di Sanità. La capacità di bioaccumulo di queste sostanze ‒ in assenza di dati disponibili che ne consentano una valutazione puntuale nel contesto specifico ‒ rappresenta, secondo gli esperti, una rilevante criticità che potrebbe non essere stata pienamente considerata nella VIS commissionata da Colacem all’Università di Bologna, con conseguente possibile sottovalutazione del rischio sanitario complessivo.
Alla luce di queste evidenze, le associazioni, rappresentate dai legali Avv. Valeria Passeri e Avv. Leonardo La Porta, hanno presentato una diffida e contestuale istanza di sospensione cautelare e precauzionale dell’Autorizzazione Integrata Ambientale e del procedimento VIS – Stabilimento Colacem S.p.A., evidenziando che i dati emersi renderebbero non più rinviabile, secondo le associazioni, l’adozione di un provvedimento di fermo dell’impianto. La presenza di un rischio sanitario cancerogeno superiore alla soglia di accettabilità renderebbe infatti necessario l’esercizio dei poteri previsti dalla normativa vigente, con conseguente sospensione in applicazione del principio di precauzione.
In tal senso, anche la ASL Lecce ha evidenziato la presenza di un rischio sanitario che deve essere considerato ai fini di un eventuale riesame dell’AIA, richiamando la responsabilità di assumere decisioni autorizzative coerenti con il quadro sanitario emerso. In questo quadro, le associazioni richiamano le responsabilità delle autorità competenti, chiamate ad esercitare tali poteri senza ulteriori indugi, e dei Sindaci dei Comuni interessati, che, in quanto autorità sanitarie locali, dispongono dei poteri necessari per intervenire a tutela della salute pubblica; laddove, a fronte di evidenze tecniche chiare circa un rischio sanitario per la popolazione, non venissero adottati i provvedimenti conseguenti, potrebbero configurarsi profili di omissione, secondo i legali delle associazioni, in un contesto nel quale le associazioni segnalano inoltre quella che ritengono una limitata presenza della Regione Puglia, in particolare del Servizio Ambiente e di AReSS, soggetti competenti in materia ambientale e sanitaria, nel Tavolo di valutazione dell’impatto sanitario prodotto da Colacem Galatina, istituito presso la Provincia di Lecce.
Le associazioni firmatarie annunciano infine ulteriori iniziative, anche in sede legale, e segnalano la presenza di numerose altre realtà pronte ad unirsi alla vertenza, al fine di garantire una gestione del territorio coerente con la tutela dell’ambiente e della salute pubblica.
È una grande occasione perché si volti pagina con Colacem: un sistema fondato su autocontrolli non è più accettabile, secondo le associazioni, alla luce dei rischi emersi. Si disponga lo stop cautelativo dell’impianto e una verifica indipendente sull’impatto sulla salute della popolazione di oltre 70 anni di attività (classificata tra le industrie insalubri di prima classe ai sensi dell’art. 216 del Testo Unico delle Leggi Sanitarie – R.D. 27 luglio 1934, n. 1265), nonché sull’intero ciclo produttivo.
Con osservanza,
Coordinamento Civico Ambiente e Salute Salento, ISDE Italia, ISDE Lecce, Zero Waste Italy, AIRSA (Associazione Indipendente Ricerca Salute Ambiente), Amanti della Natura APS, Associazione Bianca Guidetti Serra, Associazione Forum Amici del Territorio ETS, Associazione NoiAmbiente e Beni Culturali di Noha e Galatina, Circolo Legambiente Leverano e della Terra d’Arneo, Circolo Tandem, Città Futura, Coordinamento Alberi Lecce, Forum Ambiente e Salute, Galatone Bene Comune, Natural-Mente No Rifiuti, Nuova Messapia, Salento Km zero, WWF Lecce. ________________
Galatina, 18 aprile 2026 – In riferimento agli articoli pubblicati da Repubblica.it in data 15 aprile 2026 e ilfattoquotidiano.it in data 17 aprile 2026, relativi a una istanza presentata da alcuni comitati alla Provincia di Lecce sulle emissioni dello stabilimento Colacem di Galatina, l’Azienda ritiene necessario fornire alcune precisazioni fondamentali.
Gli articoli e l’istanza richiamata sollevano un allarme privo di fondamento, ottenuto giustapponendo in modo suggestivo elementi eterogenei, in parte risalenti nel tempo, non più attuali e non pertinenti rispetto alle condizioni effettive e documentate dell’impianto, con il solo effetto di alimentare preoccupazioni non giustificate nella popolazione.
È importante chiarire con assoluta nettezza che non esiste alcun rischio per la salute della popolazione legato alle tematiche richiamate nell’articolo, né ai metalli citati dai comitati.
Tale circostanza è peraltro pienamente nota agli stessi comitati, che attraverso i propri rappresentanti partecipano attivamente da tempo al Tavolo Tecnico istituito dalla Provincia di Lecce nell’ambito della Valutazione di Impatto Sanitario (VIS) richiesta dall’Autorità competente in relazione allo stabilimento Colacem di Galatina.
Il Tavolo Tecnico è dunque da tempo operativo ed è attualmente giunto alla fase conclusiva dei lavori. Ed è proprio in quella sede che è emerso il dato più rilevante, troppo spesso omesso nel dibattito pubblico: la Valutazione di Impatto Sanitario, elaborata dall’Università di Bologna – Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche, a seguito di un lungo e approfondito periodo di studio e tenendo conto anche di tutte le osservazioni, richieste di integrazione e approfondimenti avanzati da ARPA, ASL e dagli stessi comitati, fornisce un quadro assolutamente tranquillizzante.
In particolare, i risultati di questo studio, relativi alla stima degli impatti sulla salute, indicano che le emissioni generate durante l’esercizio dell’impianto non producono effetti apprezzabili sulla salute e sono del tutto rassicuranti per la popolazione.
È inoltre necessario precisare che i valori massimi autorizzati dei metalli richiamati dai comitati — e impropriamente evocati come elemento di allarme — sono stati valutati nella VIS esclusivamente a fini precauzionali e non hanno alcuna relazione con le emissioni reali storicamente prodotte dallo stabilimento. Tali elementi non giustificano in alcun modo né l’allarme generato, né tantomeno la richiesta di sospensione cautelativa dell’attività.
Tutti questi aspetti sono stati ampiamente illustrati, discussi e valutati nel corso del Tavolo Tecnico, alla presenza degli enti preposti e degli stessi comitati, e sono tuttora oggetto delle ordinarie verifiche da parte dell’Autorità competente.
Alla luce di ciò, non si comprende la ratio della nuova istanza né della sua allarmistica amplificazione mediatica, considerata la piena e documentata conoscenza, da parte dei soggetti proponenti, dello stato reale delle valutazioni in corso e dei risultati già acquisiti.
L’Azienda ribadisce la propria piena disponibilità al confronto istituzionale, fondato su dati scientifici, trasparenza e responsabilità.
In ultimo, l’Azienda si riserva ogni valutazione e azione nelle sedi competenti, a tutela della propria immagine, della correttezza dell’informazione e dell’interesse pubblico. Le iniziative di questi comitati appaiono sempre più orientate alla conflittualità permanente piuttosto che a un reale interesse per la tutela della salute dei cittadini, già ampiamente garantita e attestata dalle valutazioni scientifiche ufficiali degli Enti competenti.
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