IL COMMENTO / DOV’E’ LA VITTORIA?

di Giuseppe Puppo _________________ E’ sempre difficile quanto inopportuno trarre un significato politico nazionale da elezioni amministrative, specie quelle comunali.
Troppe varianti e variabili, tanti significati incomparabili, come il radicamento sul territorio e l’agibilità personale, per poter delineare un quadro univoco, al di là dell’esito locale, usato invece a sproposito quale indicatore generale.
Di incontrovertibile c’è solo la constatazione che l’aumento dei votanti registrato al referendum costituzionale di appena due mesi fa, almeno per quel tipo specifico di consultazione, pare un effetto contingente, già vanificato: l’affluenza alle urne per questo turno di amministrative è stato baso e in diminuzione in tutta Italia, attestandosi intorno al 60%, cinque punti percentuali in meno rispetto al turno precedente, anche in Puglia e nel Salento, grosso modo al 64%, tre punti in meno.
E veniamo i risultati più importanti, sia in Italia, sia nel Salento.
A Venezia e a Reggio Calabria ha vinto la coalizione di centro destra già al primo turno, a Prato e a Lucca già al primo turno quella di centro sinistra, e così via. Fa storia a sé Salerno, dove è stato incoronato re, pardon, è stato eletto sindaco PER LA QUINTA VOLTA – tanto da fare invidia alla ‘nostra’ Adriana Poli Bortone… – Vincenzo De Luca appoggiato da tante liste e listarelle, ma, volutamente, non da quella ufficiale del suo Pd.
Ecco ora, a proposito di affluenza, mettetevi per un attimo nei panni di un giovane idealista, magari neo elettore, di orientamento ‘di sinistra’: secondo voi, è andato a votare?
Certo che no! De Luca è stato votato solamente – ma son comunque tanti nel dato relativo – che fanno parte direttamente o indirettamente del suo sistema di potere costruito nel corso di decenni.
Oppure, mettetevi nei panni di un giovane idealista, magari neo elettore, di orientamento ‘di destra’, di Gallipoli, che si è ritrovato a (NON) votare per Flavio Fasano, che pure ha vinto al primo turno, con l’ appoggio ufficiale di Fratelli d’Italia, e Forza Italia, e il plauso della Lega, con il segretario regionale Roberto Marti che ha espresso “grande soddisfazione anche per il risultato ottenuto a Gallipoli con l’elezione di Flavio Fasano, figura di esperienza e riferimento politico-amministrativo del territorio”, e gli abbracci festanti che manco allo stadio per la salvezza del Lecce sul palco della vittoria con il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Paolo Pagliaro (nella foto).
Il pur elegante politichese stretto di Roberto Marti e la pur contagiosa esultanza scomposta di Paolo Pagliaro non ci distolgono dal vero problema: no no, non è un caso di omonimia, no no, è lui, è proprio lui, Flavio Fasano, 67 anni, avvocato, già in un’altra vita per tre volte sindaco di Gallipoli sotto l’egida del Pci, insomma, del Pd come cominciò a chiamarsi e già storico esponente della sinistra delle barche a vela e degli affari in divenire di Massimo D’Alema…
Formidabili quegli anni Novanta del decennio d’oro del sindaco dalemiano Flavio Fasano… C’era un cerchio magico intorno al Líder Máximo Massimo D’Alema, sotto la cui egida si assiepavano Roberto De Santis e Massimo Tarantini, i re del lucroso mercato del gas in Puglia; Massimo De Santis, detto “il banana”, fratello di Roberto; Giuseppe Marzo detto Pino, geometra di Matino; l’avvocato Federico detto Fritz Massa di Lecce; Paride De Masi, di Casarano, improvvisamente convertitosi ai Ds e all’edilizia; Giorgio Bovi, di Lecce, avvocato esperto di questioni finanziarie, e altri soci di intraprendenti società finanziarie e immobiliari.
Ora, con tutto questo ho cercato di spiegare a mio modo di intendere perché la gente è ritornata a non andare votare.
Rimangono altri centri più importanti dove si è votato qui nel Salento: Mesagne, Casarano, Manduria e Maglie.
A Mesagne è stato rieletto con percentuale bulgara, anzi, che dico bulgara? Da Pcus ex Urss, l’86,3%, Francesco Maria Rogoli, 35 anni, del Pd, alla testa di una coalizione da campo largo e anzi larghissimo.
A Casarano si andrà al ballottaggio fra il sindaco uscente Ottavio De Nuzzo, centro – destra e lo sfidante di sinistra Marco Nuzzo.
A Manduria vince subito, nettamente, Domenico Sammarco alla testa di una coalizione organiza di centro – destra.
Infine, Maglie, la capitale europea del fittismo, il consolidato, decennale sistema di potere storicamente democristiano e riciclatosi qualche anno fa, dopo svariati tentativi naufragati, direttamente in Fratelli d’Italia.
Qui i fittiani si sono presentati divisi, per ragioni che sfuggono alla nostra comprensione, vai a sapere per quale ragione vera, magari solo per dare un minimo di interesse alla competizione e comunque è stato riconfermato sindaco per la terza volta l’uscente Ernesto Toma. Raffaele Fitto ne è stato contento? Ah saperlo!






























