DOPO IL DEVASTANTE INCENDIO DI IERI IL SINDACO DI RUFFANO ANTONIO CAVALLO IN UN POST FACEBOOK SI LEVA QUACHE SASSOLINO (ARDENTE) DALLE SCARPE, E PARLA APERTAMENTE DI DOLO CRIMINALE

| 15 Luglio 2026 | 1 Comment

(Rdl) _______________ Dopo il devastante incendio di ieri, martedì 14 luglio, che solo nella mattinata di oggi mercoledì 15 luglio è stato domato, dopo ripetuti interventi dei Canadair, il sindaco di Ruffano Antonio Cavallo ha sviluppato una serie di considerazioni su quanto avvenuto postate sul suo Diario di Facebook.

Qui di seguito riproduciamo quelle che ci sono sembrate giornalisticamente rilevanti, vale a dire vere e proprie notizie __________

“… Rimane una ferita profonda nel cuore di tutti noi. Una ferita inferta alla Serra di Ruffano, uno dei luoghi più belli, suggestivi e ricchi di valore naturalistico del Salento, oggi devastata da un incendio che, con ogni probabilità, è di origine dolosa.

Rimane il dolore nel vedere centinaia di ettari di macchia mediterranea e di bosco andare in fumo in poche ore. Un patrimonio ambientale che appartiene non solo a Ruffano, ma all’intero Salento.

Un elemento importante va evidenziato: il sistema di monitoraggio installato sulla Serra ha rilevato tempestivamente i primi segnali di fumo e le variazioni di temperatura, facendo scattare immediatamente l’allarme e consentendo l’attivazione della macchina dei soccorsi senza alcun ritardo. Purtroppo, però, l’incendio è stato appiccato in uno dei punti più impervi e difficilmente raggiungibili della Serra e, a causa del vento fortissimo che soffiava in quelle ore, in pochissimi minuti le fiamme si sono propagate con una violenza impressionante, rendendo estremamente complesse le operazioni di contenimento e arrivando a minacciare abitazioni e vite umane

Ora è il momento delle indagini. Saranno analizzate le immagini delle telecamere, delle foto-trappole e ogni elemento utile ad accertare le responsabilità. Alcune situazioni sospette sono già al vaglio degli investigatori. Se sarà confermata la natura dolosa dell’incendio, chi ha compiuto questo gesto criminale dovrà risponderne davanti alla giustizia e davanti a un’intera comunità che oggi piange il proprio patrimonio ambientale…”.

LA RICERCA nel nostro articolo di ieri, e in quello di oggi

Category: Cronaca, Politica

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  1. Giovani del Partito Democratico di Lecce - tramite mail ha detto:

    INCENDI E PROTEZIONE CIVILE, GD LECCE: “BASTA PROPAGANDA SUI VOLONTARI. LA REGIONE HA TROVATO LE RISORSE, ORA IL GOVERNO GARANTISCA MEZZI AEREI STABILI IN PUGLIA”

    Negli ultimi giorni il dibattito politico sulla prevenzione e sul contrasto agli incendi in Puglia si è concentrato sulle risorse destinate alle associazioni di volontariato della Protezione civile. Una difficoltà amministrativa reale è stata però rappresentata da alcune forze politiche come la prova di un presunto disimpegno complessivo della Regione e di un taglio generalizzato ai fondi per la sicurezza del territorio.

    I circa 700 mila euro inizialmente disponibili non rappresentavano, infatti, l’intero finanziamento della Protezione civile pugliese né la dotazione definitiva destinata alle organizzazioni di volontariato per il 2026. Si trattava delle somme immediatamente presenti su uno specifico capitolo di bilancio.

    A seguito del confronto con i sei coordinamenti provinciali del volontariato, la Regione Puglia ha sbloccato quelle risorse e ha avviato l’utilizzo del Fondo di riserva per ulteriori 1 milione e 728 mila euro, portando il fabbisogno complessivo a circa 2,4 milioni di euro.
    È inoltre prevista l’approvazione della graduatoria delle 205 associazioni ammesse e la conseguente sottoscrizione delle convenzioni. Dopo l’intervento regionale, i volontari hanno ritirato la sospensione delle attività precedentemente annunciata.
    “Su un tema così serio è necessario partire dai fatti”, dichiara Enrico Bove, segretario dei Giovani Democratici di Lecce. “La destra ha preso una criticità amministrativa e l’ha trasformata nella rappresentazione falsa di una Regione che avrebbe deliberatamente tagliato i fondi alla Protezione civile e abbandonato il territorio. Riconoscere le responsabilità e ciò che deve essere migliorato è doveroso, ma è altrettanto necessario distinguere tra una scelta politica di smantellamento del sistema e una difficoltà tecnico-amministrativa sulla quale la Regione è intervenuta trovando le risorse”, prosegue Bove.

    Gli incendi verificatisi a Punta Pizzo e Ruffano hanno inoltre evidenziato come il problema non possa essere ridotto a un singolo capitolo del bilancio regionale. A Ruffano, nonostante la tempestiva individuazione del focolaio, il vento ha favorito una rapida propagazione delle fiamme, mentre il Canadair è giunto da Lamezia Terme dopo circa due ore, essendo impegnato contemporaneamente su altri fronti.

    I Canadair fanno parte della flotta aerea dello Stato e sono coordinati dal Dipartimento nazionale della Protezione civile. Le basi nazionali indicate per la campagna antincendio del 2026 non comprendono la Puglia, nonostante la Regione abbia investito nell’adeguamento dell’aeroporto Gino Lisa di Foggia e abbia richiesto la presenza di un presidio stabile. “Non si può attribuire alla Regione ogni responsabilità e poi dimenticare il Governo nazionale quando entrano in gioco competenze, uomini e mezzi dello Stato”, sottolinea Bove. “La Puglia ha bisogno di una presenza aerea stabile e di tempi di intervento compatibili con emergenze che, a causa delle condizioni climatiche, possono evolversi nel giro di pochi minuti. Su questo il Governo deve fornire risposte chiare”.

    La crescente intensità degli incendi deve essere letta anche all’interno del contesto climatico del Mediterraneo. Il cambiamento climatico non costituisce necessariamente la causa dell’innesco, che può avere origine dolosa, colposa o accidentale, ma produce condizioni che rendono i roghi più rapidi, estesi e difficili da contenere. Temperature elevate, siccità prolungata, vegetazione secca e venti forti aumentano il rischio e allungano la durata della stagione degli incendi.

    “Non basta intervenire quando le fiamme sono già divampate”, concludono i Giovani Democratici di Lecce. “Servono manutenzione dei terreni, pulizia delle aree a rischio, gestione effettiva delle zone protette, monitoraggio, prevenzione e un coordinamento stabile tra Regione, Comuni, Vigili del fuoco, associazioni e Stato centrale. La Regione ha ascoltato, ha trovato le risorse e ha garantito la prosecuzione delle attività. Questi sono i fatti che la propaganda tenta di cancellare”.

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