I VECCHI LIBRI NON MUOIONO MAI / QUANDO C’ERA “Rombo di tuono”

| 20 Giugno 2026 | 0 Comments

di Raffaele Polo ________________

Era il mio scrittore preferito. Non dico ‘giornalista’ perchè mi sembrava riduttivo definirlo così. Eppure è stato senz’altro lui a modificare tutto il giornalismo sportivo, rendendolo nobile e colto, senza perdere quella vivacità che l’argomento deve avere, sempre.

E guardando con l’occhio intelligente e critico il calcio, Gianni Brera ci insegna anche a pensare, ci accompagna nel regno della cultura classica e rende quei ragazzi anonimi che tirano calci a una palla, dei veri e propri personaggi, neanche fossero novelli eroi omerici.

Ma stavolta è lui Omero, anche nella definizioni, nei patronimici e nelle gustose forzature che, da saggio e supponente lombardo della bassa, sforna in continuità, fino a modificare totalmente il linguaggio sportivo.

Basti pensare che, per lui, Gigi Riva era ‘Rombo di tuono’ e Gianni Rivera solo un ‘Abatino’….

Così, quando ho intravisto sulla bancarella il grosso volume della ‘Storia Critica del calcio italiano’, ho ritrovato di colpo la sapida prosa e l’ammiccante verbo del Giuaninn che mi aveva insegnato, da par suo, a far diventare una cronaca sportiva di 90 minuti, un vero e proprio calderone, nel quale mescolare storia, tradizione, gastronomia, curiosità e quel pizzico di buon senso che non mancava mai nella sua pungente ed azzeccata composizione.

Non è propriamente un ‘vecchio libro’ questa storia del calcio: Viene dal 1975 ma vederlo là, in mezzo a tanti altri prodotti editoriali, un po’ consunto (segno dell’interesse e della lunga consultazione) mi ha riportato indietro nel tempo, quando l’Italia contava ancora qualcosa nel panorama calcistico e, comunque, non mancavano personaggi e atleti degni di comparire in un pantheon dedicato al calcio… E allora, quale unica consolazione il rinverdire i successi che hanno portato noi italiani in cima al mondo, nella competizione che più ci ha interessato, da sempre?

Ho sfogliato il libro di Gianni Brera, quasi con commozione, sotto lo sguardo ironico del proprietario della bancarella.  «Quant’è?», gli ho chiesto.  Mi ha scrutato con un sorrisetto e poi ha detto: «Faccia lei…»    Avrei dovuto proporre una cifra bassa, per ‘fare un affare’. Ma mi sembrava di offendere Giuannin, in questo modo. E poi, quel libro ce l’avevo a casa, nella scansia dei preferiti, degli intoccabili…

L’ho rimesso al suo posto, assieme agli altri libri usati. No, non era un tradimento. Era solo la constatazione del passare del tempo, della ineluttabilità del trascorrere delle cose terrene, con la polvere che si posa dappertutto….E mi è sembrato, adesso, che la sagoma del libraio ricordasse quella di Brera, con la pipa e gli occhiali. E un sorriso stampato sul volto, pronto a descrivere l’ultima, incredibile partita del nostro tempo.

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( 7 – continua )

Category: Cultura, Libri

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