I VECCHI LIBRI NON MUOIONO MAI / I RICORDI DI SCUOLA DI GIOVANNI MOSCA

di Raffaele Polo ____________
Il libro più famoso dedicato alla scuola è, senza dubbio, ‘Cuore’ di De Amicis. Che, pure, ci presenta un mondo lontano, lontanissimo, che non ha nulla da spartire con la realtà successiva; per intenderci, quella dei tempi nostri.
Con ‘Ricordi di scuola’ di Giovanni Mosca, recuperiamo, in un solo colpo, tutto quello che di buono e meritevole da raccontare, ci ha dato la scuola. Perchè i suoi protagonisti, gli scolari, hanno tutti qualcosa dei ragazzi d’oggi. E lo scritto è pervaso di quel tipico odore che hanno mantenuto le classi elementari, dove ancora si usa il gesso e si fa merenda alle 10.30.
Il maestro che narra, si commuove e ama quei ragazzi è il modello al quale ci siamo sempre ispirati, al di là e al di sopra dei particolari che contraddistinguono decenni diversi: e pure il Direttore cambia nome ed aspetto, ma non carattere. Gli errori, le ‘e’ senza accento e le consonanti doppie rimaste nella penna, ci sono sempre; e la penna non si intinge più nel calamaio, meno male. Ma è tutto molto poco romantico, anche i pennini dove sono finiti?
Insomma, per gustare una piacevole malinconia, tutta nostra perchè veramente vissuta, questi ‘Ricordi’ sono insuperabili, li abbiamo dentro di noi e nessuno ce li potrà togliere.
La prosa di Giovanni Mosca, poi, è un capolavoro di studiata semplicità, dove si prepara con sapienza il terreno per il botto finale, per il momento pù bello e commuovente che ci lascia da subito perplessi e stupiti.
E rimane nella memoria l’affermazione del Direttore (ancora lui!) che, commentando il disegno di un alunno, raffigurante i giochi dei bambini nell’antica Roma, notando che erano state disegnate nel cielo alcune farfalle, pronuncia la lapidaria frase: «Ai tempi dei Romani, le farfalle non c’erano!» Mosca, vestiti i panni del maestro, vorrebbe chiedere in che anno sono state inventate le farfalle…. Ecco, è questo un calzante esempio della ‘vis comica’ dell’autore che sa porgere e gestire anche un semplice pensiero spontaneo in maniera delicata e coinvolgente.
E infine, abbiamo quella malinconia costante e sentita per il tempo andato, per quei momenti, per quelle persone che, purtroppo, non torneranno più… Restano, allora, sempre più pressanti e dolci proprio quei ricordi…Ricordi di scuola…
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( 14 – continua )


























