IL COMITATO NO BURGESI PRESENTA DENUNCIA ALLA COMMISSIONE EUROPEA

| 31 Luglio 2026 | 0 Comments

Riceviamo e volentieri pubblichiamo _____________

EMERGENZA AMBIENTALE IN SALENTO: L’ASSOCIAZIONE COMITATO NO BURGESI PRESENTA UNA DENUNCIA ALLA COMMISSIONE EUROPEA SULLA GESTIONE AMBIENTALE DEL TERRITORIO

L’associazione Comitato No Burgesi annuncia di aver presentato una denuncia formale alla Commissione europea, sottoponendo all’attenzione delle istituzioni dell’Unione europea quelle che l’associazione ritiene essere gravi e sistemiche criticità e possibili violazioni della normativa europea in materia ambientale, con particolare riferimento alla gestione del ciclo dei rifiuti in Puglia, in particolare in Salento e  alla tutela del territorio.

La Commissione europea ha formalmente acquisito la denuncia, comunicando che i propri servizi procederanno all’esame della documentazione trasmessa alla luce del diritto dell’Unione applicabile. La denuncia è  stata protocollata con il numero di riferimento CPLT (2026)02353.

Al centro della denuncia figurano il complesso sito di Burgesi — situato tra Ugento e Presicce-Acquarica ( Lecce) — e, in particolare, la ex discarica dismessa, gravata da oltre un milione di tonnellate di rifiuti accumulati nel corso degli anni e interessata da indagini e accertamenti giudiziari che hanno riguardato anche la presenza di PCB nel percolato.

Ad oggi, il sito è oggetto di attività di monitoraggio da parte di ARPA, circostanza che continua a suscitare preoccupazione nella popolazione, soprattutto per quanto riguarda la tutela della falda acquifera.

Un ulteriore nodo centrale riguarda l’impianto di trattamento meccanico (TMC) situato accanto alla ex discarica dismessa, la cui chiusura era prevista nel 2024. A fronte di tale previsione, la Regione ha adottato una soluzione di carattere emergenziale attraverso la Deliberazione della Giunta regionale n. 130/2025, prevedendo il ricorso al sito quale discarica di soccorso e una sopraelevazione destinata ad accogliere circa 195.000 metri cubi di rifiuti indifferenziati fino al 2027.

Da tale decisione e dai conseguenti atti regionali sono scaturiti ricorsi al TAR da parte dei  Comuni limitrofi, tra cui il Comune di Ugento e il Comune di Presicce-Acquarica, nonché dalla stessa associazione Comitato No Burgesi.

Secondo l’associazione, una gestione fondata su proroghe e reiterate soluzioni emergenziali potrebbe porsi in contrasto con alcuni principi e obblighi derivanti dal diritto dell’Unione europea, in particolare con riferimento alla pianificazione della gestione dei rifiuti, alla prevenzione dell’inquinamento e alla tutela delle matrici ambientali.

Tra le ulteriori criticità richiamate nella denuncia figurano l’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia relativa all’impianto Ecolio 2; l’emergenza incendi e il dissesto fitosanitario, aggravati dalla presenza di biomassa secca derivante dal disseccamento degli ulivi causato da Xylella fastidiosa; le criticità relative ai bacini e ai poli industriali, tra cui le problematiche riguardanti la ex discarica di Poggiardo e la discarica di Corigliano, prossima al serbatoio idropotabile; nonché le criticità relative allo stabilimento Colacem di Galatina e all’ex ILVA di Taranto.

A fronte di questo quadro, l’associazione sottopone all’attenzione della Commissione europea possibili profili di incompatibilità con diversi principi e norme del diritto dell’Unione europea, tra cui:

Direttiva 1999/31/CE sulle discariche di rifiuti e Direttiva 2008/98/CE relativa ai rifiuti, con riferimento agli obblighi di corretta gestione dei rifiuti, alla gerarchia dei rifiuti e alla riduzione del ricorso allo smaltimento in discarica;

principio di precauzione, di cui all’articolo 191 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, con riferimento alla necessità di prevenire e gestire adeguatamente i rischi ambientali in presenza di possibili criticità delle matrici ambientali;

Direttiva 2011/92/UE sulla valutazione dell’impatto ambientale, con riferimento alla necessità di valutare adeguatamente gli impatti ambientali dei progetti e, ove previsto, gli effetti cumulativi;

Direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche, per i profili eventualmente rilevanti con riferimento alla tutela degli ecosistemi e dei siti protetti;

Direttiva (UE) 2024/1203 sulla tutela penale dell’ambiente, per i profili attinenti all’effettività dei sistemi di tutela e repressione delle condotte illecite lesive dell’ambiente;

Convenzione di Aarhus e Direttiva 2003/35/CE, con riferimento ai diritti di informazione, partecipazione del pubblico e accesso alla giustizia in materia ambientale.

L’associazione Comitato No Burgesi ribadisce il proprio impegno a tutela della salute pubblica e della sicurezza ambientale del territorio, auspicando che l’esame della denuncia da parte della Commissione europea possa contribuire a fare piena luce sulle criticità segnalate e a promuovere un radicale cambiamento di rotta nella gestione delle emergenze ambientali in Puglia  superando la logica delle soluzioni emergenziali reiterate e favorendo una pianificazione strutturale, trasparente e pienamente conforme al diritto europeo.

Antonio Nuzzo, presidente Associazione Comitato No Burgesi

Category: Cronaca, Riceviamo e volentieri pubblichiamo

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