MELENDUGNO CELEBRA SAN NICETA / E’ QUI LA FESTA? SI’, SE C’E’ Il Melendugnese

| 16 Settembre 2026 | 0 Comments

di Raffaele Polo _______________

Quando la Festa sarà nel suo più naturale sviluppo, il brusio e le luci la faranno da padrone, come ogni anno, acquisterò ‘Il Melendugnese’ e mi recherò nella piazzola dietro la Cappella dell’Immacolata, dove c’è il monumento a Rina Durante, e scorrerò i grandi fogli del numero unico che, per me, è un prodotto impareggiabile e simbolico della comunità di Melendugno.

Perchè il suo intento è quello di far sorridere, senza secondi fini, ma cercando quella semplicità così difficile a trovarsi, al giorno d’oggi, nei prodotti editoriali.

‘Il Melendugnese’ è studiato e realizzato cercando di interpretare e testimoniare lo spirito dei compaesani, anche se le rime sono sbilenche e i disegni, a volte, non sono per nulla somiglianti. Ma, ad un attento osservatore, sono proprio questi i caratteri voluti per questa pubblicazione. Un personaggio non immediatamente identificabile per i tratti del viso, lo si riconosce per un particolare (una scritta sulla maglietta, l’abbigliamento caratteristico oppure quello che dice e come lo dice…) ed è allora una sorta di gioco piacevolissimo, cercare di identificare quante più caricature, saltando da una pagina all’altra. E le poesie (poesie? Diremmo meglio filastrocche o momenti di comica e sgrammatica poeticità) sono l’occasione per ridere di cuore non tanto per il significato intrinseco o per il personaggio cui sono dedicate, quanto per l’assoluta, incredibile ed evidentemente studiata lontananza da qualsiasi accenno di metrica o rima…  Riuscire a comporre dei periodi così astrusi e fuori dalla sintassi è frutto di un vero e proprio lavoro di complessa a-grammaticità, dove l’alfa privativo di greca memoria è indicativo del genere e del prodotto.

Ma io scorro le pagine, occhieggio, ogni tanto, al busto di Rina Durante e mi sovvengono i ricordi: come quando venne a Radio Salento con tutti i componenti del Canzoniere Grecanico Salentino (era da poco uscito lo splendido e storico 33 giri del gruppo) e finimmo col litigare perchè Rina voleva essere la sola a colloquiare con il giornalista che poneva le domande (cioè io) e s’impuntò perchè  insistevo a voler sentire la voce di Bucci Caldarulo…   Cara Rina, sempre combattiva, sempre pronta a pontificare, a far valere la sua carica di vice-Presidente del sindacato degli scrittori.

Allora, era in rotta con Melendugno e mai avrebbe immaginato gli onori che le sarebbero stati tributati…

Guardo ‘Il Melendugnese’ e sorrido per ‘Le cose che brillano’ e cerco il pezzo di Luca Santoro che mi sottopose già da gennaio il suo elaborato, chiedendomi un parere… Avercene, come Luca…

In conclusione, sono grato al Melendugnese perchè mi riporta nella giusta dimensione di una comunità che vuole sorridere e scherzare, almeno una volta all’anno. E basta con i musi lunghi delle polemiche politiche e dei guai di tutti i giorni. Il vero melendugnese (stavolta inteso proprio come appartenente al territorio) vuole ironizzare e sparare ‘culacchi’, raccontare barzellette e ridere a squarciagola…

Ho ripiegato il giornale e sono tornato per le vie della festa, adesso mi toccherà aspettare la conclusione col ‘Bolero’ e, nel frattempo, sgranocchiare il mezzo chilo di noccioline appena acquistate…

                                                                                                

Category: Costume e società, Cronaca, Cultura, Politica

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