PAPA LEONE XIV, NELLA VISITA IN FRANCIA, AMMONISCE I GOVERNI EUROPEI A GUARDARSI DALL’ “illusione del riarmo”

| 29 Settembre 2026 | 0 Comments

(g.p.) __________________ FONTE: Sala Stampa Vaticano ______________

Ieri, lunedì 28 settembre, nel corso della sua visita pastorale in Francia, Papa Leone XIV si è recato a Metz, dove, al Centro congressi Robert Schuman, ha pronunciato un discorso durante l’incontro “Alle radici dell’Europa per la pace e l’unità”.

Qui di seguito il passaggio che più significativo, anche per l’attualità, rivolto ai governanti degli Stati europei _________________

…Innanzitutto, un profondo desiderio di pace.

Purtroppo oggi la guerra è riapparsa, anche in Europa: una nuova «inutile strage» che ogni giorno causa innumerevoli vittime civili. E ancora oggi, come nel 1950, le parole contenute nella Dichiarazione Schuman rimangono attuali: «Il contributo che un’Europa organizzata e vivente può dare alla civiltà è indispensabile per mantenere relazioni pacifiche» 

È necessario impegnarsi in un dialogo paziente, mostrare coraggio nella negoziazione ed essere pronti a sacrificare alcune posizioni per il bene superiore della pace.

Certamente la ricerca della pace in Europa, così come nel resto del mondo, non deve essere confusa con un ingenuo irenismo. Al contrario, le parole di Schuman sono quanto mai attuali: «La pace mondiale non può essere salvaguardata senza sforzi creativi proporzionati ai pericoli che la minacciano»

Tuttavia, bisogna guardarsi dall’illusione del riarmo.

«Non a caso, i ripetuti appelli a incrementare le spese militari e le scelte che ne conseguono sono presentati da molti governanti con la giustificazione della pericolosità altrui» ( Messaggio per la LIX Giornata Mondiale della Pace, 1 gennaio 2026).

Favorire la pace è un’opera attiva. Oggi bisogna chiedersi se stiamo realmente facendo “sforzi creativi” per promuovere la pace mondiale, o se stiamo semplicemente cercando di “arginare l’emorragia della guerra” e prepararci meglio a quelle che presumiamo debbano ancora venire.

L’Europa secondo Schuman è un continente dove si preferisce dialogare piuttosto che affrontarsi con le armi; dove si mettono in comune le risorse per fare in modo che «ogni guerra […] diventi non solo impensabile, ma materialmente impossibile» .

L’Europa secondo Schuman si basa sul rispetto del diritto internazionale che, a differenza dei diritti nazionali, non può essere imposto con la forza da uno Stato, ma si fonda sul principio universalmente riconosciuto secondo cui pacta sunt servanda. Questo principio è gelosamente conservato dalla legislazione particolare di questa regione, che copre anche i rapporti tra lo Stato e la Chiesa cattolica sulla base del Concordato del 1801 tra la Santa Sede e la Francia, ancora in vigore. 

Il diritto internazionale e il multilateralismo sottolineano l’eguaglianza effettiva degli Stati nelle loro relazioni reciproche e costituiscono il miglior antidoto alla volontà di dominio, che è all’origine di ogni conflitto.

Oggi, le relazioni umane e tra gli Stati si fanno sempre più barbare. Il valore della parola data è disprezzato; ci si vanta piuttosto della menzogna e dell’inganno. L’Europa può porre fine a questa spirale grazie al rispetto per l’altro che ha saputo coltivare e preservare, poiché ha ampiamente dimostrato negli ultimi ottant’anni che è possibile far valere opinioni, rivendicazioni e interessi divergenti, incontrandosi invece di scontrarsi”.

Category: Costume e società, Cronaca, Cultura, Politica

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