LO SCIOPERO GENERALE DI CGIL E UIL CONTRO I PROVVEDIMENTI DEL GOVERNO / LA MANIFESTAZIONE DI LECCE, NELLE PAROLE DI GIANNI FORTE E SALVATORE GIANNETTO / MASSIMO D’ALEMA CONTESTATO A BARI

| 12 Dicembre 2014 | 0 Comments

(Rdl)_______CGIL e UIL esprimono soddisfazione per la riuscita dello sciopero generale, “Così non va!”, a lungo preparato, e seguito da profonde ripercussioni all’interno del Pd, come abbiamo riferito in precedenza:

CGIL E UIL SI PREPARANO ANCHE A LECCE ALLO SCIOPERO GENERALE DI VENERDI’ 12: “Caro Renzi, così non va” / GLI AGGIORNAMENTI SUCCESSIVI / LE RIPERCUSSIONI NEL PD LECCESE

 

In particolare, questa mattina Massimo D’Alema è stato contestato pesantemente a Bari, dove, dopo aver fatto visita a Michele Emiliano, al Municipio, si era trovato fra i lavoratori in sciopero, i quali gli hanno rivolto improperi e inviti ad andare via, oltre a farlo oggetto di lanci di terra:“ce l’hanno col Pd, sono arrabbiati, questa è la situazione” – ha filosofeggiato il leader storico.

 

In serata, per quanto riguarda la provincia di Lecce, i dati diffusi dai due sindacati parlano di un’adesione registrata come segue: Iris Sud Casarano (tessile) 80%; Palumbo (edilizia) 82%; Edilizia settore 70%; Sirti (metalmeccanico) 70%; Tessile, energia e chimici, 75%; Camera di Commercio C.S.A. 70 %; Alba Service/Salento Energia (soc. partecipate) 70%; Colacem (edilizia) 66%; Industria alimentare 65%;

Fiat CnH 60 %; Banche e credito 60%; Settore Agricolo 50%; Scuole Pulimento 50%; AQP 48%

Pubblico impiego 30 %; Vigilanza 25%; Adisu residenze universitarie 20%; Ristorazione Comuni e PP.OO. 13%; Commercio 25%.

 

Oggi, la manifestazione di Lecce si è tenuta in piazza Umberto I.

Le due confederazioni sindacali hanno ribadito la contrarietà circa le scelte del governo e hanno sostenuto le proposte in merito alla riforma della Pubblica Amministrazione, Jobs Act, Legge di Stabilità e Politica economica.

“É stata una grande giornata”, ha dichiarato Gianni Forte, segretario generale della Cgil Puglia, a Lecce per concludere il comizio (nella foto), “perché si é dato voce al disagio sempre più dilagante di una Puglia e di un Mezzogiorno che soffre, a cui vengono sottratte importanti risorse come i 3 miliardi e mezzo che nella legge di stabilità vengono tolti alle regioni dell’Obiettivo 1 e destinati all’incentivo per l’occupazione per il tutto il Paese, con dubbi risultati. Soldi che invece consentirebbero al Sud di colmare il divario con il Nord e produrrebbero occupazione. Invece si avverte una forte insofferenza legata a una idea di sviluppo basata sull’abbassamento dei diritti delle persone che vivono difficoltà ancora più amplificate nella nostra regione dove prevale lo scambio fra diritti e lavoro. Il governo non può ignorare i lavoratori e le loro richieste pertanto deve raccogliere questo grido di sofferenza e disagio e tornare a dialogare con il sindacato”.

Ad aprire il comizio sul palco della piazza di Lecce, due donne, lavoratrici precarie occupate in due comparti ritenuti fondamentali per Cgil e Uil per il futuro del Paese: Cultura e Ricerca. La prima a intervenire è stata la musicista dell’Orchestra Ico Tito Schipa della Provincia di Lecce Ketti Giulietta Ritacca, seguita dalla ricercatrice dell’Università del Salento Giovanna Occhilupo.

È quindi intervenuto, prima di dare la parola a Forte della Cgil Puglia, il Segretario generale della Uil Lecce Salvatore Giannetto: “Caro presidente del Consiglio eccoci, siamo qua in tutte le piazze d’Italia. ‘Stai sereno’: il Sindacato c’è stato, c’è e ci sarà fino a quando serve alla gente. Un Governo che non ascolta i lavoratori, che non ascolta i pensionati, è un Governo monco. È un Governo debole. E più è debole e più cerca di ridurre l’influenza delle forze intermedie. Le nostre iniziative non si fermeranno fino a quando il Governo non modificherà nel merito i tanti aspetti della Legge di Stabilità e del Jobs Act che non ci soddisfano, perché parliamo di manovre basate chiaramente sulla piattaforma di Confindustria. Oggi in piazza ci sono i lavoratori, i pensionati, i precari, i giovani, i disoccupati, i cittadini che pagano le tasse. Gli eroi sono questi. Oggi il nostro territorio è devastato dalla disoccupazione, quella giovanile ha raggiunto il 55%, quella femminile il 60%. Non si contano più le tante vertenze aperte solo sul territorio salentino, dietro a ogni vertenza c’è il futuro di migliaia di famiglie che non sanno più come andare avanti. Questi problemi drammatici non si risolvono con gli annunci, ma con i fatti, con gli investimenti pubblici e privati. È il lavoro che vogliamo, caro Presidente Renzi. E il lavoro non si crea togliendo i diritti ai lavoratori e favorendo le imprese che licenziano o non investono. Il Paese non si risana con i soldi degli altri. Il governo deve cambiare verso e affrontare concretamente i problemi del lavoro per permettere al Paese di uscire dalla crisi. Noi non abbiamo né Governi amici, né Governi nemici, il nostro sciopero è a sostegno di proposte e cambiamenti concreti per il bene del Paese”. 

Cgil e Uil hanno chiesto al Governo un cambiamento che possa finalmente contrastare il lavoro debole e precario, cancellare le iniquità della legge Fornero sulle pensioni, tutelare i lavoratori ingiustamente licenziati; hanno inoltre avanzato alcune proposte come: l’universalizzazione degli ammortizzatori sociali; aprire rapidamente la contrattazione nei settori pubblici; investire realmente in vere politiche attive per il lavoro e contrastare la lotta alla corruzione, all’evasione agli sprechi, agli appalti al massimo ribasso.

 

 

 

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Category: Cronaca

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