LE PAGELLE DEL LECCE a cura di Gabriele De Pandis

| 5 Maggio 2013 | 0 Comments

Benassi 6,5: Trafitto incolpevolmente dall’uno a zero carpigiano. All’8’ fa il possibile per evitare il raddoppio ma il campanile disegnato dal pallone in fase discendente rivede la testa dell’attaccante marocchino formidabile oggi. Al 12’ si scontra con il capitano del Carpi Bianco facendo temere l’intero stadio ma alla fine è lo stesso centrocampista del Carpi ad averne la peggio. Nella seconda frazione di gioco cerca di dar sicurezza ad una difesa trafitta dalla negatività iniziale. Quando la partita assume le sembianze di un thriller il numero 1 giallorosso ritorna SuperMax: al 74’ ipnotizza Kabine in un 1 contro 1 e 180 secondi dopo vola alla sua sinistra su una conclusione dello stesso Kabine e respinge col pugno chiuso.

 

Diniz 5: solito e ripetitivo leitmotiv per il difensore scuola Milan purtroppo stavolta condito da maggiori disattenzioni in fase difensiva. Non partecipa ad una giusta spartizione delle marcature in occasione dell’uno-due del Carpi ma questa colpa è da spartire con gli altri elementi della difesa. In fase offensiva e di costruzione non fa male sia per suoi limiti, insistendo con l’1 contro 1 contro l’ordinato Sperotto sia per sciagurate gestioni di palloni. Nel finale rallenta troppo la ricerca del gol del 3-2.

 

Martinez 5: anche i migliori cadono. Prestazione molto insufficiente per Gilberto Martinez Vidal, totalmente stordito da un Rachid Arma prorompente in inizio match che ricordava per movenze l’Aristoteles attaccante della Longobarda, celebre squadra del film “L’allenatore del pallone” di Lino Banfi. Martinez lo dimentica sull’1 a 0 a centro area ed ha la sfortuna di trovarsi in copertura sullo stesso in occasione del raddoppio. L’attaccante marocchino, più alto del costaricense, non ha avuto problemi a poggiare in rete la palla discendente dal campanile all’ottavo minuto. Mostra anche lui timidezza difensiva al 36’ peccando in un errore di comunicazione con Benassi. Nella ripresa limita leggermente i danni anche e soprattutto a causa della sterilità offensiva dei carpigiani.

 

Di Maio 4,5: partecipa anche lui come attore protagonista alla difesa horror dei primi otto minuti. Assente sullo 0-1. Se fosse andato lui in copertura su Arma all’8’ forse il marocchino non avrebbe avuto la stessa facilità nell’insaccare. L’uno-due del Carpi lo debilita e si vede infatti dimostra alta timidezza palla al piede non riuscendo ad azzeccare nessun lancio lungo per le punte. Ulteriore e più pesante aggravante nella prestazione di oggi il suo errore al 20’ quando liscia clamorosamente la sfera dopo la respinta di Sportiello. Nella ripresa si fa ammonire ed al 74’ lascia il posto a Ferrario.

 

Fatic 4: colpevole in pieno sullo 0-1 lasciando tutto quel campo a Melara che lo sovrasta e serve indisturbato la palla al centro per l’eurogol di Arma. L’errore non lo scuote anzi lo condiziona ancor di più: l’esterno alto del Carpi gli sfugge continuamente e lo costringe quasi a dimenticarsi della fase offensiva. Toma lo sacrifica al 45’ per Jeda e per il nuovo assetto di gioco.

 

De Rose 5,5: il 4-2-4 di Toma opposto al 4-5-1(falso 4-2-3-1) lascia lui e Zappacosta troppo in balia del folto e muscolare centrocampo carpigiano. Il troppo dispendio energetico da una parte e dall’altra della trequarti (difensiva) lo condiziona infatti in fase di costruzione De Rose spreca la maggioranza dei palloni. Cerca di rimediar da solo ma il risultato è costituito solamente da una sfilza di falli che lo portano al giallo. Col passare dei minuti cerca di riscattarsi complice anche il 4-3-3 schierato da Toma ma non lascia il segno.

 

Zappacosta 6: una vita da mediano. L’ex Barletta interpreta il match nel puro e basilare stile di centrocampo descritto dal celebre brano di Ligabue. Corsa, sostanza e rottura di manovre altrui a non finire, è l’ultimo a farsi sopraffare dalla superiorità numerica del centrocampo carpigiano. Nel secondo tempo si sacrifica largo a sinistra in difesa e contiene il pericoloso Melara molto meglio di Fatic.

 

Chiricò 5: Due passi indietro rispetto alla scoppiettante prestazione di Bolzano. Non è certamente colpa sua se la squadra all’8’ è sullo 0-2 ma pecca nel cercare la giocata più difficile anche in queste situazioni. Di contro si macchia poi di un paio di errori di stop a dir poco imbarazzanti. Al 20’ scaglia una bella staffilata che Sperotto si trova in mano. Altra palla gol al 31’ ma la palla non prende il giro giusto. Toma lo sposta sulla sinistra e riesce subito ad incidere guadagnandosi un rigore dubbio riuscendo ad incunearsi tra Letizia e Gagliotto. L’episodio rimane isolato e , nonostante la voglia di spaccare il mondo mostrata in apertura di ripresa, nella sua ripresa rimane solo un tiraccio all’8’ in cui chiude troppo l’angolo.

 

Bogliacino 6: non tocca palla per la prima mezzora a causa delle eccessive “attenzioni” che il pacchetto arretrato del Carpi gli riserva. Si fa vedere nella ripresa grazie alla sua tenacia accompagnata dalla sua capacità di illuminare ad ogni tocco di palla e ci mette lo zampino in molte azioni ed in molte manovre del Lecce che purtroppo non si traducono nel gol del vantaggio. Manca l’acuto su calcio di punizione, se lo starà tenendo per l’ultima partita?

 

Memushaj 5,5: non riesce ad incidere facendo il suo solito lavoro ad inizio match a causa dell’eccessiva attenzione che gli riserva l’ottimo terzino Letizia che lo costringe a prendersi palla al centro e in zona molto lontana dall’area di porta. Nella ripresa gioca qualche metro dietro in un approccio di “lerdiana” memoria. Ci mette un po’ a prendere le giuste misure nella diversa zona del campo e finisce così una partita insufficiente.

 

Chevanton 7: l’inizio orribile del Lecce lo innervosisce, si incaponisce subito in azioni personali che comunque fanno scattare l’allarme rosso in Terigi e compagni. Sente la partita, si vede, ma alla lunga questa rabbia ha effetti positivi. Al 26’ rischia un po’ con un fallo “da arancione” su Letizia sanzionato con il cartellino giallo dal direttore di gara Cifelli. Al 45’ trasforma il penalty del temporaneo 1-2: la palla era di granito, un eventuale errore avrebbe tagliato le gambe alla squadra. La ripresa è prodigiosa: un continuo candombe uruguaiano di tocchi di palla, dribbling,  aperture illuminanti e percussioni che fanno vedere i sorci verdi alla difesa di Brini. Al 47’ e al 52’ ci prova su punizione ma prima la mira sbagliata e poi una gran parata di Sportiello gli strozzano l’urlo. Pecca nell’eccessiva fretta di concludere al 55. Al 70’ realizza di testa ma l’assistente Mondin strozza ancora il suo urlo per discutibile fuorigioco. La terza volta è quella buona: al 79’ ,su sponda di Jeda,  scarica in rete tutta la sua rabbia, rabbia di una stagioni vissuta tra guai fisici e litigi. Con grande cuore cerca l’hat-trick ma manca l’ultimo passaggio. Mancherà a Bergamo.

 

Jeda 6,5: il suo approccio è spaventoso. Sembra un altro giocatore rispetto alle prestazioni viste per 2/3 del campionato. Sa di essere in forma e lo dimostra con le perfette sponde per Chevanton, Chiricò e Falco. Quotazioni in ascesa.

 

Falco 6: entra per Chiricò a 20 minuti dalla fine ma non incide: ci si aspettava di più da lui ma non è certo per un mancato guizzo in 20 minuti che si meriterebbe un giudizio negativo.

 

Ferrario SV: entra per sfruttare residue speranze sulle palle alte ma colpisce per l’atteggiamento troppo molle e rinunciatario anche negli ultimi e concitatissimi minuti.

 

 

 

Toma 5,5: alla vigilia aveva dichiarato che il Lecce non doveva commettere l’errore di attaccare alla garibaldina; il Lecce visto nei primi minuti sembrava altamente sbilanciato avanti. Cambia schema in tempo a causa dell’eccessivo strapotere carpigiano a centrocampo. Bravo a cambiare volto alla squadra negli spogliatoi con l’ingresso di Jeda per Fatic ridisegnando i suoi uomini con il 4-3-3. Non si aspettava neanche lui una beffa così, dettata dal pari del Trapani in casa con la Reggiana. Bisognava vincere.

 

 

Gabriele De Pandis

 

 

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Category: Sport

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