NOVE ORDINANZE DI CUSTODIA CAUTELARE

| 11 Maggio 2013 | 0 Comments

Il 10 maggio 2013, dalle ore 04.00, la Compagnia di Maglie ha eseguito 09 ordinanze di custodia cautelare emesse dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Lecce, Dott. Carlo Cazzella, richieste dalla Dottssa Carmen Ruggero, a carico di 9 persone di cui 7 in carcere e 2 ai domiciliari, facenti parte di un’associazione a delinquere finalizzata alla commissione di reati contro il patrimonio, in particolare furti di rame presso campi fotovoltaici e 2 persone per estorsione.

Tutte le ordinanze riguardano soggetti di Casarano. Le operazioni hanno avuto inizio alle ore 04.00, con l’ausilio di una unità cinofila e delle Compagnie di Tricase, Casarano, Gallipoli, per un totale di 65 militari e 25 autovetture nei confronti di:

 

  1. CAUSO Quintino nato ad Ugento 1964, residente a Casarano;
  2. ANGILE’ Sabrina nata in Germania nel 1975, residente a Casarano;
  3. CAUSO Cristian Giovanni nato a Nardò nel 1988 residente a Casarano;
  4. PROTOPAPA Salvatore nato a Casarano nel 1984, ivi residente;
  5. ZOMPI’ Emanuele nato a Casarano nel 1990, ivi residente;
  6. ZOMPI’ Alessandro nato a Casarano nel 1985, ivi residente;
  7. CIRIOLO Alessio nato a Poggiardo nel 1991, residente a Casarano;
  8. AFENDI Antonio Amin nato a Casarano nel 1991, ivi residente ;
  9. ALFARANO Simone nato a Casarano nel 1990, ivi residente;

poiché ritenuti responsabili:

CAPO A)    CAUSO Quintino, ANGILE’ Sabrina, CAUSO Cristian Giovanni, ZOMPI’ Emanuele, CIRIOLO Alessio, PROTOPAPA Salvatore, ZOMPI’ Alessandro.

del delitto di cui all’art. 416 del c.p. – per aver costituito tra loro una associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati contro il patrimonio.

Fatti accertati dal dicembre 2010 con continuità nell’ambito del territorio della provincia di Lecce

 

CAPO B1)      CAUSO Cristian Giovanni; D.G.C..

del delitto di cui all’art. 110- 624 del c.p. – Responsabili del furto di cavi elettrici all’interno di un cantiere per la costruzione di un campo fotovoltaico.

Fatti accertati la notte tra il 20 e il 21.12.2010 in contrada Pastine di Ugento.

 

CAPO B2)    PROTOPAPA Salvatore, V. G.

del delitto di cui all’art. 110- 624 del c.p. – Responsabili del  furto di cavi elettrici in rame, presso impianto fotovoltaico in costruzione.

Fatti occorsi in Soleto il 03.01.2011.

 

CAPO B3)    B. P., C. M., CIRIOLO Alessio.

 del delitto di cui all’art. 110 – 624 del c.p. – Responsabili del  furto di cavi elettrici in rame, presso impianto fotovoltaico in costruzione.

Fatti occorsi in Matino il 03.01.2011.

 

CAPO B4) CAUSO Cristian Giovanni , CAUSO Quintino.

del delitto di cui all’art. 110 – 624 del c.p. – Responsabili del  furto di cavi elettrici dall’impianto elettrico del campo fotovoltaico denominato “Zollino 3.

Fatti occorsi in Zollino il 01.06.2011.

 

CAPO B5) CAUSO Cristian Giovanni, CAUSO Quintino.

del delitto di cui all’art. 110 – 624 del c.p. – Responsabili del  furto di cavi elettrici in rame.

 Fatti occorsi in Ruffano il 08/09.06.2011.

 

CAPO B6)    ZOMPI’ Emanuele, PROTOPAPA Salvatore.

del delitto di cui all’art. 110 – 624 del c.p. – Responsabili del  furto di cavi elettrici in rame,  all’interno del parco fotovoltaico denominato “Zollino 2”

Fatti occorsi in Zollino il 15.06.2011.

 

CAPO B7) PROTOPAPA Salvatore, CAUSO Quintino, CAUSO Cristian Giovanni e ANGILE’ Sabrina

  del delitto di cui all’art. 110 – 624 del c.p. – Responsabili del  furto di cavi elettrici in rame, all’interno di un parco fotovoltaico.

Fatti occorsi in località Gesuini di Sternatia il 29/30.10.2011.

 

CAPO B8) ZOMPI’ Emanuele e CIRIOLO Alessio.

                 del delitto di cui all’art. 110 – 624 del c.p. – Responsabili del furto di cavi elettrici in rame, all’interno di un cimitero.

Fatti occorsi in Collepasso tra il 5 ed il 06.02.2012.

 

CAPO B9)   ZOMPI’ Alessandro, ZOMPI’ Emanuele e CIRIOLO Alessio.

del delitto di cui all’art. 110 – 624 del c.p. – Responsabili del  furto dell’impianto  elettrico  all’interno  di un  campo  sportivo .

Fatti occorsi in Sanarica tra il 17 e il 18.02.2012.

 

CAPO B11PROTOPAPA Salvatore, C. M.,.

del delitto di cui all’art.110 – 697, 699, per aver detenuto e portato abusivamente armi da fuoco.

Fatti occorsi in Maglie il 31.08.2011

 

CAPO B12) CIRIOLO Alessio, ZOMPI’ Emanuele.

        del delitto di cui all’art. 110 – 624 -625 del c.p. – Responsabili in concorso del furto all’interno del  Bar San Paolo.

  Fatti occorsi in Casarano il 24.02.2012.

 

CAPO B13)ZOMPI’ Emanuele, AFENDI Antonio Amin, ALFARANO Simone detto “moretto”.

del delitto di cui all’art. 110 – 624 – 625 del c.p. – Responsabili in concorso del furto all’interno della Chiesa di Gemini.

  Fatti occorsi in Gemini – Ugento il 04.03.2012.

 

CAPO B14ZOMPI’ Emanuele, CIRIOLO Alessio, C. C..

del delitto di cui all’art. 56 – 110 – 624 – 625 del c.p. – Responsabili in concorso del  tentato furto all’interno della Chiesa di San Domenico.

  Fatti occorsi in Casarano il 22.12.2011.

 

CAPO B15)ZOMPI’ Emanuele, CIRIOLO Alessio, B. P., B. R. , CAUSO Quintino.

del delitto di cui all’art. 110 – 624 – 625 del c.p. – Responsabili in concorso del furto all’interno della Chiesa di Melissano.

  Fatti occorsi in Melissano il 05.03.2012.

 

CAPO B16) AFENDI Antonio Amin e ALFARANO Simone.

del delitto di cui all’art. 110 – 62 del c.p. – Responsabili in concorso di estorsione in danno di ZOMPI’ Emanuele.

Fatti occorsi in Casarano il 06.03.2012

 

CAPO B17)C. A. e C. M..

del delitto di cui all’art.110 – 624- 625 comma 8. – Responsabili in concorso del furto di un somaro.

Fatto occorso in Tricase il 26.03.2012.

 

CAPO B18) C. A. e C. M.

del delitto di cui all’art. 6 comma 1 del D.Lvo 196/2007. – Responsabili in concorso di macellazione clandestina.

Fatto occorso in Tricase il 26.03.2012.

 

CAPO B19)O. A., M.M..

del delitto di cui all’artt. 648 del c.p. – Responsabili di ricettazione

Fatto occorso in Ruffano e Racale dal gennaio del 2011 con continuazione.

 

 

LA PAPIRA

Prima di delineare gli aspetti investigativi giova esplicitare il motivo e l’origine del nome dato all’operazione conclusasi questa mattina: “PAPIRA” è il nome dell’asino che da diversi anni veniva impiegato nel presepe vivente di Tricase, divenuto vittima, suo malgrado, per il “sostentamento” del gruppo criminale. Durante un intercettazione ambientale il padre e il fratello di uno degli arrestati,  riferiscono di aver rubato l’animale, trasportato a bordo di un camion a Casarano e poi ammazzato e macellato. La carne del povero somaro è stata cucinata e portata all’interno della Casa Circondariale di Lecce in omaggio ai familiari e amici detenuti.

 

INIZIO DELL’INDAGINE

 

L’indagine PAPIRA trae origine dagli arresti effettuati a Maglie, presso l’ex deposito dell’Enel, per il tentato furto di rame del 31 agosto 2011 ( in cui furono arrestate 3 persone) ed del 6 novembre 2011 (in cui furono arrestate 2 persone). Le immediate attività investigative hanno consentito di disvelare, da subito, un vera associazione, con base a Casarano, rivolta principalmente ad attività predatorie presso campi fotovoltaici.

L’attività investigativa da parte del Nucleo Operativo della Compagnia di Maglie, inizia proprio nel gennaio 2011, mese in cui l’attività predatoria nei confronti dei campi fotovoltaici era piuttosto consistente, in particolare nella zona tra Soleto, Sternatia e Zollino. Le indagini quindi cercano di legare i due furti di rame del gruppo criminale all’ex deposito dell’ENEL di Maglie agli innumerevoli furti di rame del territorio della Compagnia di Maglie e della provincia di Lecce.

L’attività, terminata nel mese di aprile 2012, supportata non solo da attività tecniche mediante intercettazioni telefoniche ed ambientali anche in carcere, ma anche da riscontri e sequestri effettuati presso i raccoglitori di rame, fa emergere da subito un’articolata organizzazione che nasce nel comune di Casarano, epicentro del sodalizio criminale, per la presenza di CAUSO Quintino, a capo della stessa, il quale alle dipendenze di un servizio di vigilanza presso i campi fotovoltaici, “sfruttava” il suo lavoro per indicare ai “suoi ragazzi”, compreso il figlio, CAUSO Cristian Giovanni, i colpi da effettuare e soprattutto le modalità per accedere ai campi.

Durante l’attività è stato accertato che il gruppo criminale nell’anno 2011 avesse operato indisturbato in tutto il sud salento effettuando ogni tipologia di furto di rame, presso i campi fotovoltaici in particolare, o presso i cimiteri o campi sportivi e che a partire da ottobre 2011, in conseguenza agli arresti citati eseguiti dalla Compagnia CC di Maglie, quando il numero degli stessi diminuiva consistentemente, portava il gruppo a ricercare diversi obbiettivi da depredare, quali chiese, bar e abitazioni.

Le attività del Nucleo Operativo della Compagnia di Maglie, sono terminate con l’arresto l’8 marzo 2012 di CIRIOLO Alessio, ZOMPI’ Emanuele, CAUSO Cristian Giovanni e GIORGINO Cosimo per furto in abitazione a Casarano.

L’indagine ha portato anche alla denuncia in s.l. di altri 10 soggetti, responsabili a vario titolo dei vari colpi insieme al gruppo ma non facenti parte dell’associazione.

 

I FURTI DEL GRUPPO

L’attività d’indagine del Nucleo Operativo di Maglie ha disvelato l’esistenza di un’organizzazione volta a depredare in particolar modo i campi fotovoltaici. Infatti, CAUSO Quintino, che lavorava come vigilante presso questi campi, aveva la possibilità di indicare come e quando entrare per effettuare i furti di rame.

Il gruppo è responsabile di 16 “colpi”, 6 furti di rame presso campi fotovoltaici (Ugento, Soleto, Matino, 2 volte Zollino e Sternatia), il furto di rame al Campo Sportivo di Sanarica, il furto di rame a cabine dell’Enel di Ruffano, il furto di rame al cimitero di Collepasso, il furto  di una slot-machine ad un bar di Casarano, 3 furti all’interno di Chiese (Casarano, Gemini di Ugento e Melissano), oltre ai 2 tentati furti all’ex deposito dell’Enel di Maglie ed il furto in abitazione a Casarano per i quali sono stati effettuati gli arresti a riscontro dell’attività d’indagine.

 

I CAMPI FOTOVOLTAICI

L’ indagine ha permesso di accertare che nell’anno 2011 l’attività principale del sodalizio criminale era il furto di rame presso i campi fotovoltaici, grazie soprattutto all’insider man della banda all’interno dell’istituto di vigilanza privata degli stessi, Causo Quintino. Una volta riscontrato questo comune denominatore tra le società depredate, sono stati controllati numerosi raccoglitori di rame/demolitori dell’area centro Salento e sono stati quindi accertati continui depositi di materiale rame effettuati dagli appartenenti al gruppo, in particolare presso tre di essi. Da una stima, comunque approssimativa, risulta sia stato venduto dagli indagati ai raccoglitori di materiale ferroso oltre il 35% della quantità di rame denunciato come rubato (denunce presentate negli anni 2011 e 2012). Bisogna anche aggiungere che a partire dei primi del mese di Aprile 2012, a seguito di uno specifico controllo eseguito presso i raccoglitori di materiale ferroso,  sono diminuiti notevolmente sia le grosse consegne di rame sia i furti presso i campi fotovoltaici.

Nel corso delle intercettazioni è emerso chiaramente come i principali raccoglitori di rame rilasciassero al gruppo regolare fatturazione, della quale è stato trovato riscontro durante i suddetti controlli: le fatture del rame rubato erano intestate ai soggetti appartenenti al sodalizio o a loro parenti. Pertanto, due responsabili delle tre ditte controllate, sono stati denunciati per ricettazione, in quanto avrebbero dovuto\potuto distinguere e capire dalla quantità e dalle continue consegne da parte delle medesime persone, che il rame era di provenienza illecita o quanto meno dubbia.

Da un calcolo sempre approssimativo desunto dai sequestri della fatturazione effettuati presso 3 raccoglitori di rame del centro salento, può essere verosimile che il gruppo avesse “ricavato” oltre 100 mila euro (circa 250 quintali) dalla vendita del rame anche se oggi vengono contestati loro 24 mila euro ricavati dalla vendita di circa 50 quintali di rame, grazie all’incrocio con altri riscontri.

 

L’ESTORSIONE E LA DISPONIBILITA’ DI ARMI

A dimostrazione dello spessore criminale degli indagati vi è il fatto che senza scrupoli si minacciano reciprocamente per perseguire i propri interessi economici. In un’occasione, infatti, ALFARANO Simone e AFENDI Antonio Amin, il 6 marzo 2012, effettuano una vera e propria estorsione nei confronti di ZOMPI’ Emanuele, irrompendo in casa sua con una pistola e, dopo averlo portato in auto, gli sottraggono 350 euro. I due pretendevano la quota del furto del giorno prima alla chiesa di Gemini, commesso dai tre insieme, che, a loro dire, lui avrebbe occultato per tenersi tutto il danaro; risulterà poi che la cosa non aveva nessun fondamento di verità, perché, in realtà, lo Zompì non aveva trovato contante. Lo stesso decide di vendicarsi dello sgarro subito e afferma, in intercettazione, di essersi procurato una pistola per lo scopo, che non porterà mai a termine.

Nel corso dell’attività d’intercettazione è stato appurato come il gruppo avesse la disponibilità di armi, tanto che il 31 agosto 2011 in occasione del tentato furto all’ex deposito Enel di Maglie, giungono con una pistola per effettuare il colpo e, per un caso fortuito, poco prima di esssere fermati dalle pattuglie della Compagnia di Maglie, riescono a disfarsene gettandola dietro un muretto a secco in campagna.

ARRESTI E SEQUESTRI A RISCONTRO

Nel corso dell’attività investigativa sono state arrestate in flagranza 9 persone, 3 arresti il 31 agosto 2 arresti il 6 novembre e 4 il 6 marzo 2012. 


Category: Cronaca

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