750 PROFUGLI SMISTATI NEL SALENTO. QUANTO CI COSTANO?

| 14 Agosto 2014 | 0 Comments

Sono stati subito smistati i 751 migranti provenienti dalle coste africane, soccorsi dalla marina militare nelle acque del Canale di Sicilia e sbarcati questa mattina a Brindisi.

I profughi richiedenti protezione internazionale che troveranno ospitalità nelle strutture della provincia di Lecce sono 250.

Lo ha deciso la Prefettura di lecce che in una nota inviata agli enti interessati parla di strutture di “temporanea accoglienza”.

La Asl di Lecce è in prima linea nel soccorso, assieme alla Capitaneria di Porto, alle forze di Polizia ed al sistema della Protezione civile provinciale.

Nonostante il clima ferragostano e una buona parte del personale in ferie, i medici e i tecnici del Dipartimento di Prevenzione della Asl sono stati mobilitati con urgenza. A loro il compito di effettuare dei sopralluoghi nelle strutture indicate per l’accoglienza, al fine di  verificare l’ idoneità abitativa sotto l’aspetto igienico. Si tratta di una serie di visite ispettive sanitarie, concordate con gli uffici tecnici dei comuni nei quali insiste la struttura.

Questa la ripartizione operata dalla Prefettura, di concerto con i sindaci dei comuni interessati:

78 migranti saranno sistemati a Sogliano Cavour; 38 a Copertino (via Dante); 50 nel “Centro Don Tonino Bello” di Otranto; 44 presso l’Arci di Trepuzzi; 40 andranno a Racale (in via Gallipoli).
Questa notizia però per essere completa dovrebbe dire quanto costano queste persone ai contribuenti italiani, ai pensionati, ai professionisti, alle casalinghe, agli artigiani, ai disoccupati del Salento.
Quanto viene elargito alle associazioni che li ospitano.
Quanto costano al giorno per vitto alloggio, quanto ci costeranno per spese sanitarie, quanto per gli interventi della polizia, dei carabinieri, della protezione civile ecc. Poi ci sono i costi delle navi che pattuglia e salvano questi disgraziati.
E noi purtroppo non siamo in grado di farlo.

Sappiamo che ogni giorno di permanenza nei Cie costa 40 euro a persona, se pensiamo che la legge prevede che possano trascorrere sei mesi prima dell’identificazione, il conto è presto fatto 30 giorni p2r 40 euro è uguale 1200 euro al mese che per sei 7200 euro. Poi ci sono i benefit.
Una domanda si presenta immediatamente, ma se lo stato italiano ritiene che una persona per quanto possa vivere in una situazione precaria, pur non essendo abituata a grandi comodità considerato i paesi di origine abbiano bisogno di 1200 euro al mese per vivere dignitosamente, come può pensare che un italiano anziano possa vivere con un pensione di 500 euro.

Ma torniamo a questi poveri cristi che vengono dai più sperduti luoghi della terra.
Ciò che invece sappiamo è che per il rimpatrio di ogni migrante l’Italia spende 25mila euro, quel che invece non  riusciamo a sapere sono i costi sociali che il fenomeno dell’immigrazione determina per la comunità italiana. Diffusione di malattie, reati, quindi posti letto in strutture ospedaliere, reati e conseguenti costi per i processi e costi di detenzione, fenomeni che aumentano il malfunzionamento della sanità e della giustizia, per non parlare del super affollamento delle strutture carcerarie.

Siccome  sull’argomento intervengono di solito i buonisti a pagamento, cioè quegli italiani che dall’immigrazione traggono profitti, ossia imprenditori che cerano mano d’opera a buon mercato, oppure responsabili di associazioni che grazie ai contributi dello Stato, fanno un sacco di soli sulla pelle dei migranti, i ragionamenti sono sempre legati ai buoni sentimenti, che quando non sono accompagnati da politiche concrete finiscono per fare danni, sarebbe il casi di cominciare a pensare che il fenomeno dell’immigrazione non è delegato alla questura e alle associazioni non profit, ma che poi invece si approfittano e come.

Non sarebbe il caso di quantificare e porsi la domanda se agli italiani non costerebbe di meno intervenire in maniera seria e strutturale in quei paesi al di là dl mediterraneo?

Category: Costume e società

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