FESTIVITA’ / 1° MAGGIO, SALVATORE GIANNETTO: “Bisogna tornare a investire sulle persone”

| 30 Aprile 2015 | 0 Comments

Riceviamo e volentieri pubblichiamo. In occasione della festività del primo maggio di domani, il segretario della Uil di Lecce Salvatore Giannetto (nella foto)  ci ha mandato la seguente dichiarazione______

“Solidarietà, lavoro, sviluppo e integrazione sociale, sono queste le tematiche che impegnano il nostro sindacato, unitamente a Cgil e Cisl. È con questi valori che le organizzazioni sindacali innalzeranno le loro bandiere il Primo Maggio a Pozzallo, con lo sguardo oltre il Mediterraneo ed i nostri piedi ben piantati nel nostro Paese dove i lavoratori hanno da poco rinnovato con grande partecipazione l’altissimo consenso nei nostri confronti, in occasione delle elezioni delle rappresentanze sindacali unitarie. 

Mentre l’ Europa resta chiusa e sorda alle grida di dolore degli immigrati in fuga dalle guerre e dalla forte richiesta di politiche di coesione sociale e di sviluppo, Uil, Cgil e Cisl reclamano “il diritto ai diritti” per tutti, contro ogni cieco, sterile e barbaro egoismo. 

Le politiche di solo rigore e gli slogan di certa politica contro il diverso, sembrano avere chiuso il nostro Paese, e non solo, nei recinti bui del pessimismo: non riusciamo a guardare in avanti e sembra vietata la speranza. 

Quello che vogliamo manifestare a tutti è un caloroso incitamento a riprendere la marcia verso un vero progresso economico e civile. 

Bisogna tornare a investire sulle persone, a cominciare dalla scuola, che il 5 Maggio prossimo protesterà per la “controriforma Renzi”. 

Un Primo Maggio, dunque, per affermare a partire da tutti i territori svantaggiati come il nostro Salento, il diritto al lavoro, attraverso la valorizzazione dei tesori culturali, ma anche attraverso il rilancio delle nostre capacità produttive, che resistono e si riaffermano e rappresentano una forte identità che non scompare. 

Il Primo maggio, in un momento in cui il livello di disoccupazione giovanile è ai massimi storici e il sistema degli ammortizzatori sociali insufficiente, deve essere l’occasione per ribadire che l’occupazione non si crea cambiando in peggio le regole del mercato del lavoro, soprattutto quando queste rischiano di aumentare la precarietà. 

Continuano a esserci, nel Salento, situazioni industriali in grande sofferenza con centinaia di lavoratori in cassa integrazione e attualmente senza prospettiva. Situazioni destinate solo ad aggravarsi se dovesse trovare conferma l’ipotesi, che sembrerebbe presente nei prossimi decreti delegati del Governo (di attuazione del Jobs Act), di una riduzione della durata e della qualità di questo strumento di protezione sociale che ha protetto centinaia di migliaia di posti di lavoro in questi anni di crisi. 

Siamo ancora molto lontani dalla ripresa. Il Salento che fino a ieri ha rappresentato, insieme alle province di Brindisi e Taranto, uno dei poli industriali più importanti dell’intero Paese, si trova a rischio desertificazione industriale e i dati sulla cassa integrazione, aggiornati al 31 marzo scorso, confermano questa pericolosa previsione: sono oltre un milione le ore richieste dalle aziende della provincia di Lecce nel primo trimestre dell’anno. 

Segnali poco confortanti si registrano in generale nel Tac (Tessile, abbigliamento e calzaturiero), il commercio annaspa tra mille difficoltà e la Sanità è al collasso. Sul versante industriale, solo per fare un esempio, è ormai uno scandalo nazionale la riconversione farlocca della ex Bat con oltre 300 famiglie salentine che da mesi vivono un dramma senza fine. Non va meglio per chi ha a che fare con gli enti pubblici. Penso al caos-Province determinato dalla riforma Delrio e al futuro ancora incerto per centinaia di dipendenti delle società partecipate di Palazzo dei Celestini. Perfino il settore del turismo, che continua a crescere in termini di presenze, non mostra alcun segnale di ripresa sotto l’aspetto occupazionale. 

Siamo stanchi di tante promesse non mantenute. Il materiale per innescare un cambio di rotta c’è, ma i “ montatori”, cioè istituzioni credibili e attente, scarseggiano. 

Anche per questo innalzeremo unitariamente le nostre bandiere a Pozzallo”.

 

 

Category: Riceviamo e volentieri pubblichiamo

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