ULTIM’ORA / CLAMOROSO / SONO I MAGISTRATI A FERMARE L’ ERADICAZIONE DEGLI ULIVI VOLUTA DAI POLITICI DI BRUXELLES, ROMA E BARI / INDAGATO IL COMMISSARIO GIUSEPPE SILLETTI CON ALTRE DIECI PERSONE CON PESANTISSIME IPOTESI DI REATO / STOP IMMEDIATO AGLI ABBATTIMENTI / ESULTA ‘IL POPOLO DEGLI ULIVI’

| 18 Dicembre 2015 | 12 Comments

(Rdl)_______La notizia esplode con un fragore atomico questa sera.

Il generale della Forestale Giuseppe Silletti, che ha “firmato” i due piani di folle abbattimento dei nostri ulivi, è indagato, insieme ad altre dieci persone, per i reati di diffusione di una malattia delle piante; violazione dolosa delle disposizioni in materia ambientale; falso materiale commesso da pubblico ufficiale in atti pubblici, falso ideologico, getto pericoloso di cose, distruzione o deturpamento di bellezze naturali

Inoltre c’è un decreto di sequestro preventivo d’urgenza di tutti gli ulivi salentini interessati dal piano per l’emergenza Xylella, che quindi non potranno più essere toccati.

Oltre al commissario Silletti, sono indagati Antonio Guario, già dirigente dell’Osservatorio fitosanitario regionale di Bari; Giuseppe D’Onghia, dirigente del servizio Agricoltura della Regione; Silvio Schito, attuale dirigente dell’Osservatorio fitosanitario; Giuseppe Blasi, capo dipartimento delle Politiche europee e internazionali e dello sviluppo rurale del Servizio fitosanitario centrale; Vito Nicola Savino, docente dell’università di Bari e direttore del centro di ricerca ‘Basile Caramia’ di Locorotondo; Franco Nigro, docente di Patologia vegetale all’università di Bari; Donato Boscia, responsabile della sede operativa di Bari dell’Istituto per la Protezione sostenibile delle piante del Cnr; Maria Saponari, ricercatrice dello stesso istituto; Franco Valentini, ricercatore dell’Istituto agronomico mediterraneo di Valenzano.

I provvedimenti sono firmati dal procuratore di Lecce, Cataldo Motta, e dai pm Elsa Valeria Mignone e Roberta Licci.

Fra poco, su leccecronaca.it tutti i particolari, gli approfondimenti e i commenti su questa sconvolgente notizia, che dà ragione in pieno al ‘popolo degli ulivi’ e a tutti coloro i quali non si sono voluti arrendere alla truffa della xylella.

Intanto per domani mattina in procura a Lecce è annunciata una conferenza – stampa, in cui lo stesso Cataldo Motta entrerà nel merito della questione.

 

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Category: Costume e società

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Comments (12)

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  1. Antonio ha detto:

    Mi interessa ricevere aggiornamenti

  2. EZIO ha detto:

    Mi interessa ricevere aggiornamenti.

  3. L' ALTRA PUGLIA - tramite redazione ha detto:

    “Santoni”, “guru”, “ambientalisti da strapazzo”, “quattro comitatini”. Se ne sono sentite dire di tutti i colori ma quelle donne e quegli uomini, ognuna di loro e ognuno di loro, non hanno mai neanche pensato per un solo istante di smettere di lottare.
    Fin dal primo momento hanno sollevato dubbi sulla vicenda xylella ed hanno messo tutta la loro passione ed il loro amore per la loro terra e per i loro diritti in questa battaglia.
    Hanno sacrificato il loro tempo, lo hanno sottratto alla loro vita privata, ai loro impegni, ai loro affetti. Hanno speso i loro soldi macinando chilometri, di assemblea in assemblea, di presidio in presidio, di protesta in protesta, per gridare a gran voce che c’erano troppe zone d’ombra nel modo in cui si stava affrontando il fenomeno del disseccamento degli ulivi.

    Gli atti emessi ieri dalla Procura di Lecce sono quanto di più lontano ci possa essere da una sentenza. Il seguito del percorso giudiziario ci dirà se e quali reati siano stati commessi, e da chi.
    Ma quelle pagine firmate da Cataldo Motta, Elsa Valeria Mignone e Roberta Licci ci consegnano già una certezza: i dubbi che il Popolo degli Ulivi solleva da mesi e mesi sono del tutto ragionevoli e vanno assolutamente chiariti prima di ammazzare anche un solo altro albero d’ulivo, anche un solo altro pezzo della nostra storia.

    In queste ore stiamo già assistendo alla solita penosa gara a mettere cappelli, come accade per qualunque cosa si muova sotto il cielo. Oggi noi de L’Altra Puglia, invece, quei cappelli li vogliamo consegnare a chi li merita veramente: ad ogni singola donna e ad ogni singolo uomo che in questi mesi si è dedicato, con tutta se stessa e tutto se stesso, a lottare in difesa degli ulivi.

    A questi “santoni”, “guru”, “ambientalisti da strapazzo” e “quattro comitatini” va il nostro più sentito ringraziamento, ovunque essi siano. Da Leuca a Torchiarolo, dalla Val Susa a Niscemi, dalla battaglia contro le trivelle a quella contro il ponte sullo stretto, da chi difende la scuola pubblica a chi abbraccia i popoli migranti.
    A tutte queste donne e questi uomini, protagonisti di queste e mille altre lotte, noi siamo sinceramente grati. Sono loro che ci regalano, giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno, la certezza che un Altro modo di vivere la storia è ancora possibile. E sono sempre loro che ci regalano la speranza. La speranza che anche un Altro modo di scrivere la storia sia ancora possibile. Grazie Popolo degli Ulivi!

  4. Saverio Congedo, - tramite redazione ha detto:

    Era inevitabile che la vicenda Xylella producesse una deriva giudiziaria, ecco perché l’indagine della Procura di Lecce non deve essere intesa come un colpo di scena o un fulmine a ciel sereno, ma più probabilmente come la naturale conseguenza di una strana storia che presentava e presenta ancora tanti, troppi, lati oscuri.

    Le indagini della magistratura leccese siamo certi che consentiranno di mettere in luce tutti quegli angoli in ombra che fino ad oggi non hanno consentito di scattare l’autentica fotografia della drammatica situazione.

    Da un lato, quindi, l’intervento della Giustizia che già oggiAggiungi un appuntamento per oggi, in attesa degli esiti dell’inchiesta, dice che ci sono elementi indefiniti a cui occorre dare contorni netti, (come dire che tante cose non suonano bene), dall’altro il controverso atteggiamento dell’Unione europea che adesso non potrà più archiviare la questione con metodi sbrigativi o poco lineari.

    Da ultimo l’impegno, o meglio il dovere, dei diversi livelli istituzionali coinvolti, a cominciare dal precedente Governo della Regione Puglia, il cui tardivo intervento sul caso ha finito per innescare un meccanismo di generale insicurezza che ha prodotto isterie e incomprensioni alle quali la Procura di Lecce sta tentando di porre rimedio nell’interesse esclusivo della terra salentina e della sua identità geografica e culturale

  5. Alessandro Presicce - tramite redazione ha detto:

    Adoc esprime soddisfazione per gli esiti delle indagini concluse dalla Procura di Lecce e avviate sulla base dell’esposto depositato ai primi di aprile 2014 da parte dagli ambientalisti di Sannicola, vicini al cosiddetto “Popolo degli Ulivi”.
    Le informazioni, le intuizioni e le connessioni fattuali contenute nell’esposto, messe insieme dagli ambientalisti e poste in forma giuridica dall’avv. Alessandro Presicce, hanno evidentemente dato l’avvio ad indagini molto serie e prodotto elementi concreti.
    E’ ovvio che si tratta solo di un primo passo per la Giustizia, ma – per il bene di tutto il territorio – è assai utile che venga fatta piena luce su passaggi oscuri di questo “affaire Xylella”, non solo sul piano nazionale ma anche sul piano europeo.
    Adoc, associazione da sempre a tutela degli interessi dei consumatori e dei cittadini del Salento e di tutta Italia, non può che supportare la battaglia che tutto un territorio sta conducendo per la salvaguardia dell’identità culturale e territoriale e la tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini.
    Anche sul fronte della Giustizia amministrativa, la battaglia sta portando i suoi frutti. Il ricorso al Tar Lazio n. 5084/2015 avviato dalle aziende biologiche salentine e dalle associazioni ambientaliste, ADOC compresa, ha condotto alla sospensiva del Piano Silletti e ulteriori sviluppi positivi nel merito potrebbe avere nei prossimi mesi.
    Speriamo davvero che su una questione così dirimente per un territorio delicato e armonico come il Salento, nel quale olivicoltura non è solo una importantissima voce del PIL, ma anche un segno caratterizzante del territorio e della cultura, si possa fare piena chiarezza e si possano adottare le misure più idonee e più salubri per uscire da questo stretto passaggio storico.

    Lo sportello Adoc è in via Pietro Palumbo, 2 a Lecce ed è aperto dal lunedì e venerdì dale 11.30 alle 13.00.

  6. Aldo ha detto:

    Pur di far parlare di se….verranno sputtanati molto presto questi magistrati.

  7. ivana ha detto:

    MA CHE MONDO E’?Ma sono tutti impazziti!!!!!!!!!!!

  8. Rosario Centonze, ordine agronomi - tramite redazione ha detto:

    Rosario Centonze, presidente dell’Ordine dei dottori agronomi e dei dottori forestali di Lecce______
    “Occorre fare subito chiarezza per evitare ulteriori danni economici. Come agronomi, non possiamo nascondere una sensazione di profondo disorientamento rispetto a quello che sta avvenendo.
    Attendiamo con la massima fiducia l’esito delle indagini portate avanti dalla magistratura leccese.
    Quello che però come ordine professionale ci preoccupa è la mancanza di certezze e la nebulosità della situazione che si è venuta a creare. Siamo sempre più allarmati per le conseguenze che subiscono i vivaisti e gli olivicoltori del Salento, con i quali collaboriamo quotidianamente ed ai quali speriamo di poter dare quanto prima risposte esaustive”.

  9. Rino ha detto:

    E’ di dominio pubblico che già da alcuni anni fa, in un paese estero non tanto lontano da noi, stavano coltivando cultivar di ulivi resistenti alla xilella? Questo non vi fa pensare male? ” A pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca “.
    (cit. Cardinale Mazzarino e poi Giulio Andreotti)

  10. AGRINSIEME- tramite redazione ha detto:

    AGRINSIEME – coordinamento delle organizzazioni agricole Cia, Confagricoltura, Alleanza delle cooperative settore agroalimentare (Legacoop, Confcooperative, Agci) e Copagri –
    chiede che vengano rispettati gli obblighi necessari per contrastare il batterio.
    Non comprendere questa situazione dove la Magistratura ribalta il parere scientifico e nega protocolli utilizzati a livello internazionale per contrastare fenomeni come la Xylella fastidiosa.
    I provvedimenti delle autorità comunitarie e nazionali, nonché i pareri delle autorità sanitarie europee e della comunità scientifica, impongono determinati interventi per eradicare o comunque delimitare la diffusione della malattia degli ulivi.
    Fino ad oggi ci hanno detto di comportarci in un determinato modo. Ora ci si obbliga a muoverci in maniera opposta. Incomprensibile visto il livello dei professionisti universalmente stimati che hanno lavorato per trovare una soluzione al problema con un preciso protocollo operativo.
    Le preoccupazioni sono acuite ulteriormente dal fatto che il temporeggiare e il non rispettare le disposizioni comunitarie rischia di mettere in serio pericolo il resto della olivicoltura pugliese e tutto il florovivaismo nazionale. Non solo dal punto di vista sanitario ma anche commerciale. La Comunità europea, non rispettando gli obblighi imposti al nostro Stato, potrebbe avviare una procedura d’infrazione e al contempo infliggere un colpo letale all’olivicoltura italiana.

  11. Erio Congedo, COR - tramite redazione ha detto:

    L’Europa, la buona politica, la magistratura: per contrastare concretamente l’avanzata del Co.di.r.o. – “xylella” è indispensabile un’azione coordinata di questi tre attori. Fino ad oggi, e grazie agli ultimissimi sviluppi, registriamo gli atti preziosi di magistrati autorevoli e scrupolosi della Procura di Lecce; attendiamo che a questi si associno azioni di buona politica e disposizioni di buon senso dall’Europa.

    Bruxelles ha disposto misure in relazione a dati sui quali i magistrati hanno provvidenzialmente acceso una serie di fari: sulla causa reale del disseccamento, sui protagonisti del piano di contrasto, sui tempi, sulle risorse economiche stanziate, eccetera. Non è da escludere, però, che i responsabili istituzionali italiani e i tecnici coinvolti nella vicenda potrebbero, anche inconsapevolmente, non aver messo in condizione l’UE di calibrare azioni adeguate di lotta.

    Oggi in campo ci sono magistrati credibili, il cui lavoro non deve essere in alcun modo sminuito o peggio delegittimato. Le indagini in corso potranno mettere in luce quelle tante zone d’ombra dell’affaire Xylella e consentire alla fin qui incerta politica nazionale e regionale di trattare con Bruxelles le azioni veramente giuste per fronteggiare la drammatica situazione venutasi a creare.

  12. Fabio Ingrosso, COPAGRI - tramite redazione ha detto:

    Di tutto c’è bisogno in questa fase particolare della vicenda Xylella tranne che rompere il fronte comune che deve essere posto in essere per combattere il batterio e rilanciare l’economia e l’immagine del nostro territorio.
    Non ha alcun senso dividersi tra favorevoli e contrari ai provvedimenti che la magistratura salentina ha adottato cercando di colmare una vera e propria lacuna lasciata sul campo dalla politica che per lunghi anni non è stata in grado di trovare soluzioni degne di questo nome.
    La strada giusta è quella che noi di Copagri Lecce per primi abbiamo voluto intraprendere prima che fosse adottato il Piano Silletti e prima che una persona autorevole come il Procuratore Capo Cataldo Motta si esponesse in prima persona su un tema che tocca l’identità del territorio.
    Noi abbiamo sempre pensato che fosse nella ricerca sul campo la risposta al Complesso del disseccamento rapido dell’ulivo, perché se è vero come è vero che il batterio non aspetta i tempi della Giustizia italiana è altrettanto vero che non è immaginabile che la soluzione di ogni cosa stia nell’eradicazione delle piante.

    Solo lo studio con le sue regole può dare risposte concrete in grado di evitare tragici errori ai quali non si potrà più porre rimedio. Un problema complesso va affrontato in maniera complessa poiché le semplificazioni aiutano solo chi preferisce scorciatoie che non hanno fondamenti.

    Il Salento è una cosa seria e sarebbe bene che ogni presa di posizione ufficiale fosse ponderata senza frettolosi passi in avanti che non aiutano a comprendere e a risolvere. Siamo tutti preoccupati, ma non si può dare l’impressione che in Puglia si possa sopportare una contrapposizione tra aree territoriali lasciando solo sul Salento il peso di una tematica che ha ricadute continentali.

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