CRISTO SI E’ FERMATO A BARI. DOPO LUNGO DIBATITO E CON TANTO DI VOTAZIONE, PER GIUNTA ‘SEGRETA’, OGGI LA DECISIONE: IL CROCEFISSO SIA PURE APPESO NELL’ AULA DEL CONSIGLIO REGIONALE, AMEN. ANZI, SENZA AMEN

| 25 Ottobre 2016 | 0 Comments

(g.p.)______Dopo quarantasei anni dall’ istituzione delle Regioni, oggi nell’aula del consiglio regionale della Puglia è stato finalmente affrontato e risolto un argomento di straordinaria importanza, mica sciocchezze come emergenze sociali ed economiche varie.

I consiglieri hanno occupato buona parte della loro unica mattinata settimanale di ‘lavoro’, nell’ affrontare e dirimere un pesante problema, ed alla fine hanno deciso, con tanto di votazione, per giunta ‘segreta’: nell’ aula sarà affisso il crocifisso “quale simbolo universale dei valori di libertà, uguaglianza, tolleranza e rispetto per la persona“.

Ma tutto ciò, con tanto di analisi, e documento programmatico-ideologico.

Mica bastava che qualcuno lo attaccasse e basta, e amen. Con buona pace di altri credenti, e di non credenti tutti,

No, amen non si può dire, perché, nell’ interpretazione forzata di questa mattina, il crocifisso sembra essere diventato un simbolo non di Tradizioni, di Storia, e, per chi ci crede, di Cattolicesimo, tanto meno di religioni., bensì un simbolo della Rivoluzione Francese.

Lo ha deciso l’assemblea legislativa pugliese approvando, con ventiquattro voti favorevoli e quattordici contrari (e gli altri dodici, dove erano? Boh…), una mozione presentata dal consigliere di Forza Italia Domenico Damascelli.

Il consiglio si è espresso con votazione segreta, chiesta dal capogruppo dei Popolari, Napoleone Cera, senza dibattito.

Nella mozione approvata è detto che “la presenza del Crocifisso non concerne il principio della laicità dello Stato, giacché autentica e credibile è quella laicità che riconosce il messaggio proveniente dalle antiche e comuni tradizioni spirituali su cui, indiscutibilmente, si fonda l’humus culturale italiano ed europeo, ed è cosa ben differente dal laicismo di stampo sterilmente e vacuamente anti-cristiano e anti-clericale”.

Un capolavoro di filosofia politica, di cui siamo tutti riconoscenti ai nostri statisti regionali, visto che nessuno se n’ era occupato prima, almeno con tanta profondità.

E aver dibattuto di questioni inedite, come che cosa sia la laicità dello Stato e che cosa debba essere, è un’ altra degna occupazione, di cui menar vanto, con legittima soddisfazione di tutti.

Category: Cronaca, Politica

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