DIARIO DEL GIORNO PRIMA / IL TAM TAM DI ANNIBALE

| 10 Aprile 2017 | 0 Comments

ITALIA______
ROMA – Le espulsioni preventive per ragioni di sicurezza nazionale (ne sono state decretate trentadue dall’inizio dell’anno), sono “uno strumento di prevenzione preziosissimo, perché consentono di ‘colpire’ la radicalizzazione prima che possa trasformarsi in compiuta progettualità terroristica”. Lo afferma il ministro dell’Interno, Marco Minniti, in un’intervista al Corriere della Sera in cui sottolinea: “L’Italia ha un sistema di difesa di massimo livello, ma l’allerta è altissima e dunque dobbiamo intensificare le misure di protezione. Abbiamo bisogno di tenere insieme tre importanti attività: intelligence, prevenzione e controllo del territorio”.

ITALIA______
RIMINI – “Volevo portare via mia figlia con me in Russia, ho pensato che all’aeroporto avrebbero controllato la valigia e allora l’ho buttata in mare”. “Il perchè non lo so”. Alla polizia e al pm Davide Ercolani, che ieri l’hanno interrogata fino a tarda sera, non ha saputo dare una spiegazione razionale e logica alle sue azioni Gulnara Laktionova, 48 anni, che dopo aver visto la figlia Katerina morire per le conseguenze dell’anoressia l’ha messa in un trolley e l’ha buttata nelle acque del porto canale di Rimini. Rientrata in Italia prima del previsto, dopo averlo concordato con il difensore di fiducia, Mario Scarpa, Gulnara è arrivata al Marconi di Bologna, prelevata dalla squadra Mobile di Rimini e portata in Procura. In un lungo interrogatorio, tra le lacrime, i “non so perchè l’ho fatto”, la donna, badante con regolare permesso di soggiorno, ha ricostruito l’ultimo mese di vita della ragazza, che il 22 febbraio si era recata in Questura per chiedere il permesso di soggiorno per motivi umanitari. Mentre Katerina, in un lungo mese di agonia, moriva di fame nel suo letto oramai ridotta ad uno spettro, la mamma continuava a lavorare per le famiglie italiane per cui accudiva le persone anziane, senza far trapelare nulla del proprio dramma.

MONDO______
EGITTO – L’Isis ha rivendicato gli attentati suicidi in due chiese copte in Egitto: almeno quarantasette i morti, decine di feriti, alcuni in gravi condizioni. La rivendicazione è avvenuta con una dichiarazione postata sui social media dall’agenzia legata all’autoproclamato Stato Islamico Amaq. Almeno ventinove persone sono morte e oltre settanta sono rimaste ferite, nell’attentato alla chiesa Mar Girgis (San Giorgio), a Tanta, a nord del Cairo. L’eplosione è avvenuta mentre la chiesa era gremita di fedeli che stavano celebrando la funzione per la domenica delle Palme. Successivamente, un’esplosione si è verificata nei pressi della chiesa di San Marco ad Alessandria, seconda città egiziana nel nord del paese sulle rive del Mediterraneo. Ci sono almeno diciotto morti, oltre tre i feriti. Anche una moschea sufi è finita nel mirino del terrorismo.

Category: Costume e società, Cronaca, Politica

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